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Il T-7A Redhawk ha ricevuto dalla USAF il Military Flight Release

Boeing ha comunicato che il velivolo da addestramento al volo avanzato T-7A Redhawk, prodotto insieme alla svedese Saab, ha ricevuto il Military Flight Release (MFR) da parte di una commissione della USAF.

Questo significa che per l’USAF il T-7A Redhawk è autorizzato ad eseguire il primo volo senza limitazioni.

Infatti, l’avvenuta concessione del MFR presuppone che tutti i processi di aeronavigabilità siano stati soddisfatti per condurre le operazioni di volo e di prova dell’addestratore avanzato.

Inoltre, Boeing ha comunicato che i due velivoli di preserie fin qui allestiti (non vi sono prototipi) hanno raggiunto complessivamente le cinquecento ore di volo.

Nelle fila dell’USAF il T-7A Redhawk è destinato a prendere il posto del venerando T-38 Talon, in servizio dagli anni Sessanta del passato secolo, che ha formato intere generazioni di piloti dell’Aeronautica Statunitense e di Paesi Alleati (tra cui quelli inviati dall’Aeronautica Militare).

Saab partecipa al programma con una quota rilevante e costruisce la sezione posteriore ed i piani di coda del velivolo; inoltre, dopo gli esemplari di preserie, la stessa casa costruttrice scandinava allestirà in serie le predette componenti direttamente negli Stati Uniti presso un proprio impianto produttivo appositamente predisposto per l’esigenza.

Il programma ha avuto qualche rallentamento per motivi tecnici; come scritto in precedenza, infatti non è previsto l’allestimento di prototipi e buona parte dello sviluppo è stata eseguita, ricorrendo a programmi informatici. Pertanto, solo con i voli effettuati dei velivoli di preserie sono emersi problemi che hanno richiesto attività per la loro risoluzione.

Le consegne degli esemplari di serie sono previste per il 2025; i programmi della USAF prevedono l’acquisto di oltre 350 esemplari.

Altri Paesi interessati al velivolo sono Australia e Svezia che, peraltro, non hanno ancora emesso richieste ufficiali.

Non è escluso che dalla macchina d’addestramento possa essere derivata una versione da combattimento leggero sulla falsariga di quanto accaduto per il sud coreano T-50 Golden Eagle e per l’italiano M-346 Master.

Fonte e foto@Boeing

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