martedì, Gennaio 18, 2022

Il telerilevamento satellitare nelle applicazioni militari

-

Il telerilevamento satellitare nelle applicazioni militari

Lo spazio e le tecnologie satellitari necessari amplificatori

per il potenziamento della difesa

e della sicurezza nazionale e internazionale

di Angelo TIBERI

Ufficiale (in cong.) del Corpo dei Granatieri

Cultore di Ordinamento dell’Esercito Italiano e delle Politiche di Difesa e Sicurezza

Uno degli utilizzi dei satelliti per scopi militari è quello riguardante il settore del telerilevamento che da dopo la metà del secolo scorso ha iniziato a suscitare un interesse e una curiosità di studio via via sempre più crescente e accelerata da parte dei governi dei paesi del mondo maggiormente sviluppati, avviando una vera e propria corsa con programmi di ricerca per la realizzazione di tecnologie spaziali indirizzate alla difesa e alla sicurezza.

Il telerilevamento militare, sulla base di una profilazione storica, si può considerare un’evoluzione della fotografia aerea che ebbe inizio, per fini bellici, durante la guerra Italo-Turca in Libia nel 1912 (1) dando avvio a quello straordinario percorso che poi ha portato alla nascita del telerilevamento militare.

Infatti, da quel momento storico le trasformazioni geopolitiche, la rivoluzione negli affari militari (RMA), le necessità derivanti da nuove visioni applicative (2), la curiosità e il desiderio di conoscere, sono stati i fattori propulsivi che hanno suscitato l’occorrente motivazione e dato modo di raggiungere i risultati ottenuti fino ad oggi e che continuano a profondere inarrestabile spinta per conseguire ulteriori miglioramenti e nuovi obiettivi nel prossimo futuro.

Discutere su questa particolare tematica, in ogni caso, è fuori dubbio cosa molto articolata e delicata sia per quanto attiene le diverse implicazioni disciplinari sia per quanto concerne l’aspetto non secondario dell’appartenenza di alcune informazioni c.d. “sensibili” a una classificazione di segretezza.

Attraverso questa trattazione provo comunque ad affrontare lo stimolante e appassionante argomento fornendo ed esplorando, in una forma semplice, quei lineamenti considerati utili ed essenziali per entrare in una confidenza nozionistico-conoscitiva.

Iniziamo subito nel dire che, in ambito militare, quando si parla di telerilevamento satellitare il campo di applicazione trova riflesso nelle seguenti e fondamentali finalità: sorveglianza di aree di interesse strategico; rilevazione degli obiettivi militari; acquisizione dei dati sugli obiettivi; sorveglianza delle attività militari; early warning (allerta precoce o preallerta); sorveglianza sui mari; cartografia e meteorologia.

Facendo una summa delle appena citate applicazioni e delle stesse una ulteriore suddivisione emerge che il telerilevamento militare può assumere tre distinte classificazioni:

telerilevamento operativo (3);

telerilevamento geocartografico (4);

telerilevamento meteorologico (5).

Si tiene a precisare anche che, a livello generale, il telerilevamento militare si incentra in tre settori operativi focali qui schematizzati, ognuno dei quali comprendente parametri e capacità esplicitate in particolari definizioni operazionali e requisiti funzionali.

Pertanto, troviamo:

a) il 1° Settore Operativo che considera:

– la definizione della missione attraverso: acquisizione degli obiettivi; rivelazione degli obiettivi; riconoscimento degli obiettivi; identificazioni; mezzi di verifica cooperativa ed evidenziazione signatures (c.d. azioni di “verifica per il controllo armamento e disarmo”);

– la definizione degli obiettivi, prende in esame: tipi; dimensione areale della scena o del teatro operativo; dimensione degli obiettivi; spaziatura degli obiettivi; clutter/decluttering rivolto alle condizioni del c.d. “eco di ritorno”.

b) il 2° Settore Operativo che considera:

– i requisiti temporali consistenti in tre diverse “tipologie di tempo”, nel: tempo di rivisitazione; tempo di comando; tempo di analisi/processamento e consegna all’utente operativo;

– i requisiti orbitali riguardanti: l’altezza; l’inclinazione; l’eccentricità; il numero dei satelliti (impiegati per lo specifico progetto/programma e posti in cooperazione con altri sistemi spaziali utilizzati per le stesse finalità).

c) il 3° Settore Operativo che considera:

– i requisiti quantitativi, tengono conto: del numero di immagini fornite per periodo/mese (nei vari giorni di osservazione) e della superficie osservata e tracciata per giorno;

– i requisiti qualitativi, espressi dall’alta capacità di risoluzione delle immagini fornite nelle diverse condizioni d’uso o modalità d’acquisizione (multimodo, ognitempo, sorveglianza ottica, decamuffamento);

– i requisiti di copertura: area geografica totale; area di particolare interesse a cui accedere (numero e localizzazione); manovre richieste.

In tali attività le diversificate funzioni dei satelliti militari sono riservate ai c.d. “sensori” in collegamento con questi altri importanti aspetti:

– bande di frequenza, dipendenti da lunghezza d’onda ed effetti atmosferici;

– capacità di puntamento, espressa da accuratezza, precisione e dimensionalità;

– sensibilità, espressa da risoluzione geometrica e risoluzione radiometrica;

– caratteristiche fisiche-costruttive complessive dei moduli satellitari comprendenti: dimensioni, peso, volume, forma, consumo, affidabilità, durata, costo, raffreddamento, hardening, sistemi e apparati meccanici associati.

Soffermandoci un po’ di più sui “sensori” considerati anche gli “elementi primari e sensibili” del satellite artificiale militare, si può dire che essi differenziandosi in sensori radar, sensori all’infrarosso e sensori ottici, si distinguono in “attivi” (6) e “passivi” (7) e comunque, in entrambe i casi, sono in possesso di quattro proprietà definite o offerte dalle c.d. “risoluzioni”, queste sono:

– la risoluzione spaziale, consistente nella distanza alla quale due oggetti risultano distinti nell’immagine che normalmente a terra viene misurata attraverso le dimensioni del pixel;

– la risoluzione radiometrica, indicante la differenza minima raggiante che il sensore riesce a percepire/captare ovvero a rilevare;

– la risoluzione spettrale, data dall’ampiezza delle bande spettrali risolte ed espressa in lunghezza d’onda;

– la risoluzione temporale, definibile come il tempo occorrente/intercorrente tra due riprese in sequenza effettuate sulla stessa area di osservazione.

Non in ultimo troviamo poi il c.d. “dimensionamento orbitale”, framework nel quale si svolge il telerilevamento che è dato da tre fattori:

– dall’altezza orbitale dell’assetto satellitare compresa in un range di 250 – 800 Km;

– tipologia di orbita, polare o ellittica;

– tempo di contatto a terra.

Quanto descritto necessita del supporto di un organo pulsante ovvero del “sistema di telerilevamento” che sviluppandosi con una propria ed esclusiva architettura strutturale trova realizzazione su due esclusivi segmenti “spaziale” e “terrestre” (o terreno):

– il segmento spaziale è costituito da satelliti polari e satelliti su orbita inclinata;

– il segmento terrestre è costituito da stazioni di terra (che trasmettono i dati ai Centri di Controllo Spaziali), Unità di Processo delle immagini, Centri di correlazione e fusione dei dati, Centro di controllo della missione, Comandi militari coinvolti (nei vari livelli ordinativi), utenti/unità operative, il tutto in uno scambio di informazioni e richieste in una forma bidirezionale.

Per completezza argomentale, altro aspetto confluente da citare sono le “coperture militari satellitari”, possiamo trovarne tre tipi, consistono in determinate “aree” di diversa ampiezza e sono così definibili:

copertura strategica con circuiti di comando terrestre e aeronavale (a livello nazionale);

area di servizio tattico Europa e Mutual AID alleato (a livello regionale);

copertura globale tattica (aeronavale, diplomatica e d’informazione).

In queste coperture si riferisce che i sistemi satellitari militari, sostanzialmente, devono perseguire e sviluppare i seguenti scopi o finalità:

– complementare le reti informative e TLC “interforze” e “d’arma”;

– interoperare e condividere con le reti informative e TLC alleate;

– contribuire allo sviluppo di un sistema integrato, anche se alternativo ed indipendente, per il Comando e Controllo, in estensione per gli indirizzi C4ISTAR (8), Security and Cyber Defence, Cyber Operations;

– assicurare coperture che possono prevedere sia zone regionali “di nuovo interesse” sia “conosciute (necessitanti di maggiore attenzione)” per la sicurezza nazionale e internazionale;

– resistenza al disturbo intenzionale (jamming);

– resistenza ai disturbi EMC/EMI (hardening);

– flessibilità d’impiego (considerando pure la possibilità “dual use”);

– coperture geografiche di imaging basate su parametri e requisiti operativi;

– sicurezza e segretezza delle comunicazioni;

– affidabilità anche in caso di fronteggiamento contro sistemi di intercettazione (ELINT Spaziale) e di inganno (ingannatori dei sottosistemi ottici e di sensori);

– infallibilità (9).

Un concetto fondamentale da tener presente nel telerilevamento è che permette l’acquisizione di informazioni sull’ambiente terrestre attraverso uno strumento non in contatto diretto ma orientatovi, mentre le informazioni si riferiscono sia all’identificazione della tipologia di infrastruttura o mezzo di osservazione sia considerando alcune proprietà fisiche riscontrate sull’oggetto osservato quali: la temperatura, l’umidità, la forma ovvero le caratteristiche geometriche, l’ubicazione geografica, la staticità o il movimento, ecc..

Concludendo, poiché la storia di ogni scienza, fra cui quella militare, aeronautica e spaziale, ci insegna che solo attraverso l’osservazione è possibile ricavare le informazioni necessarie e scoprire la verità nelle dimensioni dell’esistente, del visibile, dell’esplorabile, del riconoscibile e dell’interpretabile – dando testimonianza effettiva e un ordine sequenziale-cronologico agli eventi – si può fornire sul “telerilevamento satellitare militare” la definizione qui di seguito riportata.

Il “telerilevamento satellitare militare” è un sistema strutturato e avanzato prodotto da saperi scientifici e tecnologici che nello spazio, in remoto, attraverso l’utilizzo di assetti dedicati, da un punto di osservazione privilegiato nelle posizioni orbitali pianificate, consente l’acquisizione e la trasmissione a terra di immagini e dati offrendo in conoscenza qualitativa e quantitativa elementi fondamentali e oggettivi per effettuare analisi e indagini su aree d’interesse, di superficie variabile, per capire dalle attività in svolgimento la realtà “situazionale” e “intenzionale” al fine di raggiungere uno scopo per sostenere e garantire le scelte decisionali e le azioni operative nelle missioni di difesa e sicurezza (definizione del Tenente dei Granatieri Angelo Tiberi).

ANGELO TIBERI

NOTE AL TESTO

(1) In tale zona di operazioni il Capitano Carlo Maria Piazza fece alcune fotografie sorvolando un accampamento a Tripoli, questi precisi scatti fotografici sono considerati gli indelebili segni testimoniali e precursori nella genesi del telerilevamento.

Carlo Piazza, Ufficiale dell’Arma di Artiglieria transitò per spiccata passione per il volo al Servizio Aeronautico del Regio Esercito Italiano, valoroso pioniere e aviatore ha dato forte impulso alla nascita dell’Aeronautica Militare e contribuì in modo determinate all’evoluzione tecnica della fotografia aerea e dell’osservazione aerea che poi hanno trovato grande perfezionamento durante la prima guerra mondiale e nei tempi successivi.

Curiosità di approfondimento. – A titolo informativo, derivante da una tecnica inventata (brevettata nel 1908) dal chimico, farmacista e fotografo tedesco Julius Gustav Neubronner , nel settore militare foto aeree furono effettuate nei primissimi anni del 1900 e durante la prima e la seconda guerra mondiale anche con colombi e piccioni viaggiatori considerati e ridenominati i “primi fotografi del cielo”, erano muniti di un apparecchio fotografico (di dimensioni e peso ridotti 30-75 grammi) applicatogli sul petto con un’apposita imbracatura.

La particolare apparecchiatura fotografica era dotata di un timer di autoscatto che provvedeva, durante il volo, alla registrazione della fotografia.

(2) Un ridisegnamento concettuale dell’utilizzo del telerilevamento è stato generato dall’amministrazione statunitense Clinton con la Direttiva emanata nel 1994, poiché con la forte convinzione di uno sviluppo dell’importante segmento documentale delle immagini satellitari dava inizio all’era dei satelliti commerciali ad alta risoluzione avvicinandosi di molto alle capacità dei satelliti militari da ricognizione già esistenti.

Tale Direttiva, indirettamente, ha contribuito ad incrementare anche le attività di R&S “ricerca e sviluppo” spaziale per la realizzazione di satelliti militari sempre più rivoluzionari ed efficaci.

(3) Concorre a proteggere i cinque ambiti operativi “aria”, “terra”, “mare”, “spazio”, “cyberspazio”.

(4) Per soddisfare le esigenze correlate alle attività di studio, ricerca e produzione documentale e cartografica dell’Istituto Geografico Militare dell’Esercito Italiano, dell’Istituto Idrografico Militare della Marina Militare e del Centro Informazioni Geotopografiche Aeronautiche dell’Aeronautica Militare.

(5) Per finalità militari e civili.

(6) Sulla base dei “sensori attivi”, l’attività esercitata è definita “telerilevamento attivo” ovvero il sensore misura la radiazione disponibile che è emessa o riflessa dagli oggetti insita nella loro costitutività/costruttività, consistenza fisica e ciò avviene in risposta naturale o meglio restituita naturalmente.

(7) Sulla base dei “sensori passivi”, l’attività esercitata è definita “telerilevamento passivo” ovvero il sensore come propria fonte di energia emette la radiazione indirizzata e diretta verso l’oggetto che deve essere osservato andando a registrare e misurare la radiazione riflessa.

Questa modalità nonostante richieda l’utilizzo di una considerevole quantità energetica, in ogni caso, permette un potenziamento della capacità informativa ottenendo, senza alcun problema, una mole di dati situazionali in ogni momento del periodo di osservazione.

(8) C4ISTAR è un acronimo utilizzato per indicare specifiche funzioni militari Comando, Controllo, Comunicazioni, Computers (Informatizzazione), Informazioni/Interoperabilità, Sorveglianza, Target Acquisition (Acquisizione bersaglio), Ricognizione/Riconoscimento.

(9) Ridurre al massimo le problematiche e i rischi probabilistici di fallimento di esercizio e funzionamento generale in assetto orbitale nello svolgimento della missione assegnata.

Progetto grafico dell’immagine di copertina ideato e realizzato dall’autore Tenente dei Granatieri (in cong.) Angelo TIBERI.

Angelo Tiberi
Angelo Tiberi è nato in Italia a L’Aquila nel 1971.Ufficiale del Corpo dei Granatieri (in cong.), proviene dal 149° Corso Allievi Ufficiali di Complemento della Scuola di Fanteria e Cavalleria di Cesano (Roma), dove ha frequentato anche il Corso di Pilotaggio per Comandanti di Reparti organicamente dotati di Mezzi Corazzati e la Sessione Addestrativa Sperimentale integrata di Ardimento e Impiego Operativo in aree urbanizzate.E’ stato Comandante di Unità Meccanizzata nel 2° Reggimento Granatieri della Brigata “Granatieri di Sardegna” ed ha svolto attività operativa sul territorio nazionale (fra cui l’Operazione “Vespri Siciliani”), esercitazioni NATO, servizi di sicurezza e d’Onore alle Istituzioni di vertice della Repubblica Italiana “Quirinale, Senato, Camera dei Deputati” e Altare della Patria.Ha collaborato con Comandi ed Enti militari e ha avuto incarichi nella Pubblica Amministrazione per la Tutela e la valorizzazione dei Beni Culturali; presso l’Unione Nazionale Ufficiali in Congedo d’Italia, nell’ambito di Sezione, è stato Consigliere e Responsabile del Settore “Affari della Presidenza, Organizzazione, Cerimoniale e Pubblica Informazione”; attualmente è dipendente di una Società per i Servizi di Supporto Informativi Previdenziali e Assistenziali.E’ Cultore di Ordinamento dell’Esercito Italiano e delle Politiche di Difesa e Sicurezza.E’ autore di vari studi dottrinali, ricerche e articoli istituzionali e molteplici sono le sue collaborazioni con riviste e portali sia di “legislazione, dottrina, giurisprudenza, enti pubblici, procedimento amministrativo” sia riguardanti “geopolitica, Difesa, Forze Terrestri, aerospazio, industria di settore, cultura organizzativa e storia militare”.E’ autore presso ARES Osservatorio Difesa.

Ultime notizie

The Spanish leading defense and engineering company Escribano Mechanical & Engineering has been selected to equip the first three...
Il Governo di Sua Maestà sta inviando in Ucraina "pacchetti di assistenza" per rinforzare le capacità di difesa del...
E' stato presentato in Parlamento il programma SPIRA 2-Programma Air Expeditionary Task Force - Combat Service Support (AETF-CSS) per...
La Società Consortile Iveco – Oto Melara (CIO) annuncia che è stato sottoscritto, presso la Direzione Armamenti Terrestri di Segredifesa,...

Da leggere

Riattivato il reparto COVID presso il Centro Ospedaliero Militare di Taranto

Alle ore 18:30 del 10 gennaio 2022, presso il Centro...