In risposta alla guerra in Ucraina l’US Army ha attivato le risorse strategiche in Europa

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Washington ha messo in opera una serie di misure atte a rafforzare il dispositivo militare statunitense in Europa, per rispondere rapidamente alla tensione creata dalla guerra tra Russia ed Ucraina.

Mosse importanti che passano quasi invisibili all’occhio dei media molto più impegnati a dare notizie dal fronte e dai vertici politici dei Paesi interessati dalla crisi.

L’US Army ha attivato le sue risorse strategiche per alimentare il dispiegamento dei rinforzi già arrivati sul suolo europeo ed in fase di invio dagli Stati Uniti.

In tempi normali, le forze statunitensi stabilmente assegnate alla NATO ed al Comando Europeo Africano si aggirano sulle sessantamila unità.

Poco prima che scoppiasse la guerra Washington aveva già iniziato a rinforzare ” gli argini”, avendo capito per tempo, grazie al lavoro dell’intelligence, che Mosca avrebbe attaccato, sfruttando la copertura delle grosse esercitazioni che dovevano impegnare ingenti forze russe e bielorusse nel Distretto Militare Meridionale della Russia.

Pertanto, in previsione di questa deriva, il Pentagono aveva inviato altri ventimila uomini nell’area europea, portando il totale delle Forze Statunitensi ad ottantamila militari.

Dopo la storica decisione della NATO di attivare per la prima volta nella Storia i piani di difesa militare e la Forza di Reazione Rapida costituita da oltre quarantamila uomini, misure volte a rinforzare le difese dei Paesi nell’Est europeo più esposte ad un eventuale azione russa-bielorussa, il Pentagono, a sua volta, ha provveduto ad aumentare ulteriormente il proprio contingente di forze in Europa, portando il totale a centomila uomini.

Ma non è finita qui perché Washington ha deciso di rinforzare ulteriormente il dispositivo con altri invii progressivi di forze; al momento è previsto l’immediato invio di altri cinquecento uomini.

Le principali forze statunitensi si concentrano tra Paesi Baltici, Polonia, Romania e Bulgaria ed in seconda linea tra Germania e Belgio e Norvegia.

Per muovere e sostenere uno sforzo del genere è stato necessario un gigantesco impegno logistico tra gli Stati Uniti ed i depositi pre-posizionati Stock 2 esistenti in Europa dove sono mantenuti in condizioni operative centinaia di carri armati M1A2 Abrams, veicoli da combattimento della fanteria M2/3 Bradley, lanciarazzi multipli pesanti GMLRS, obici semoventi M109A6 Paladin, migliaia di veicoli blindati, tattici e logistici oltre ad immani tonnellate di rifornimenti e tutto ciò che serve ad alimentare le forze sul campo.

Artefice dell’imponente manovra logistica è la 405a Brigata di Supporto dell’US Army che si coordina con altre unità di supporto e sostentamento.

In particolare, la 405a Brigata di supporto sul campo dell’esercito (AFSB) ha completamente attivato i suoi siti Army Prepositioned Stock-2 e, per la prima volta nella storia del programma APS-2 della Brigata, ha il compito di equipaggiare un’intera squadra di combattimento della Brigata Corazzata schierata in Europa dagli Stati Uniti.

Tutti e quattro i battaglioni assegnati alla 405° AFSB hanno preparato e spinto fuori centinaia di veicoli e pezzi di equipaggiamento dai rispettivi siti APS-2 durante la seconda settimana di febbraio, ed ora la Brigata ha il compito di supportare la 1a Squadra di Combattimento della Brigata Corazzata della 3a Divisione di Fanteria schierata in Germania da Fort Stewart, Georgia, come è stato annunciato dal Dipartimento della Difesa.

Il gigantesco sforzo logistico messo in atto dalla 405° AFSB è condiviso ovviamente da altri reparti, tra cui il 7° Comando di addestramento dell’Esercito, la 624a Squadra di controllo del movimento, la 16a Brigata di supporto, la 409a Brigata di supporto contraente, il 21° Comando di supporto del teatro, il Comando di supporto dell’esercito americano e numerose altre unità.

Praticamente, in pochi giorni ed in poche ore l’US Army ha messo in campo forze totalmente operative, comprese unità aeromobili con elicotteri da combattimento AH-64 Apache, elicotteri da trasporto UH-60 Black Hawk e CH-47F Chinoock, da difesa aerea ravvicinata Avenger e di difesa d’area ed antimissile Patriot che non si vedevano dai tempi della Guerra Fredda quando la Germania era suddivisa in due e vi era la cosiddetta “Cortina di Ferro” che separava il blocco occidentale da quello orientale.

Uno sforzo immane, eseguito in modo rapido e preciso, a dimostrazione che la rete di supporto tecnico e logistico statunitense è inavvicinabile sotto ogni profilo da qualsiasi presunto competitor e che solo gli Stati Uniti al momento sono in grado di rendere operativi in brevissimo tempo ed a distanza di migliaia di km dalle basi di casa, potenti dispositivi in grado di sostenere scontri di natura convenzionale.

Foto US Army/Magg. Allan Laggui

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