In servizio i primi AH-64E Apache del British Army

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L’Army Air Corps del British Army sta ricevendo i nuovi elicotteri da combattimento Boeing AH-64E Apache, nella versione più avanzata disponibile.

Infatti, più di una dozzina di AH-64E Apache sta effettuando voli di prova con l’aviazione del British Army.

La Wattisham Flying Station ha preso in consegna 14 dei nuovi AH-64E negli ultimi mesi, con gli altri 36 nuovi Apache che giungeranno entro l’estate 2024.

L’acquisto della nuova versione AH-64E in cinquanta esemplari è stata annunciata dal Ministero della Difesa del Regno Unito nel 2016 nell’ambito di un accordo del valore di 2,3 miliardi di dollari.

Sono in corso voli di prova da parte dell’AAC, con un aumento della capacità aerea previsto all’inizio del prossimo anno, quando si prevede che gli elicotteri raggiungeranno la IOC o capacità operativa iniziale.

I nuovi Apache hanno sensori e letalità migliorati, sistemi d’arma potenziati e comunicazioni potenziate rispetto al predecessore, l’MK1. Gli AH-64E raggiungono anche una velocità massima di 300 kmh (186 mph).

Sono in grado di rilevare 256 potenziali bersagli contemporaneamente, dando priorità alle minacce più urgenti in pochi secondi, fino a una distanza di 16 km (10 miglia).

Un accordo ventennale del valore di 348 milioni di dollari per la fornitura di addestramento, supporto e sostegno della linea AH-64E è stato firmato con Boeing Defense UK.

Il servizio di addestramento e supporto a lungo termine (LTTSS) di Boeing subentrerà progressivamente al supporto iniziale ed all’addestramento di conversione fornito dal Governo degli Stati Uniti in base agli accordi provvisori di vendita di militari stranieri (FMS).

Il nuovo contratto Boeing riguarderà i servizi di organizzazione della progettazione degli aeromobili, la manutenzione, il supporto logistico, oltre alla formazione di piloti, manutentori e personale di terra.

L’Army Air Corps impiega gli AH-64 Apache dal 2005, con operazioni di combattimento di questi elicotteri d’attacco in Iraq, Afghanistan e Libia.

Fonte e foto Ministero della Difesa del Regno Unito

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