domenica, Dicembre 5, 2021

Trentatré nuovi elicotteri leggeri multiruolo per l’Esercito Italiano

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Il programma di acquisto di 33 elicotteri leggeri multiruolo o Light Utility Helicopter per le esigenze dell’Esercito Italiano è approdato alle Commissioni Difesa e Bilancio della Camera dei Deputati per acquisirne il parere.

Leonardo Helicopters AW169M im Portrait | DOPPELADLER.COM

I 33 elicotteri LUH in questione saranno acquistati comprensivi di supporto logistico integrato decennale, corsi formativi, simulatori e correlati adeguamenti/potenziamenti infrastrutturali.

Gli aeromobili che operano in funzione “supporto al combattimento” rappresentano una rilevante risorsa strategica per la Difesa.

In particolare, grazie alla loro versatilità d’impiego, garantendo ove richiesto anche un uso “duale”, tali assetti permetteranno all’EI di svolgere un’ampia gamma di attività operative sia sul territorio nazionale sia all’Estero, oltre ad avere un’importante funzione addestrativa basica ed avanzata per gli equipaggi di volo.

I nuovi elicotteri LUH sostituiranno le linee di volo leggere-medie introdotte tra gli anni Settanta e Novanta del passato secolo, ormai giunte alla fine della vita operativa o che presentano problemi di obsolescenza, in particolare gli AB-206, gli AW109 e gli AB-205/212 ancora in linea di volo.

L’importo complessivo previsto dalle due fasi del programma LUH

La nuova tranche di 33 elicotteri rappresenta la Seconda Fase del programma già approvato e che si è concretizzato con la stipula di un contratto, attualmente in vigore, per la fornitura di 17 elicotteri, di cui 15 in versione “Multiruolo Avanzato” (MA) e 2 in versione “Addestratore Basico” (AB), questi ultimi già consegnati, per un importo complessivo di 407 milioni di euro di cui 382 milioni di Euro già autorizzati per il triennio 2021-2023.

La Seconda Fase ha un importo complessivo di 883 milioni di Euro di 108 milioni di euro assicurati dall’art.1 co.14 LDB (Legge di Bilancio) 2020.

Il programma “Light Utility Helicopter” per l’Esercito Italiano ha un fabbisogno complessivo stimato in circa 1.265 milioni di euro.

La Seconda Fase del programma LUH

La Seconda Fase del programma LUH prevede l’acquisizione di un massimo di 33 piattaforme in versione MA (su un fabbisogno complessivo dell’Esercito Italiano pari ad un massimo di 50 macchine) e del relativo Supporto Logistico Integrato decennale.

Inoltre, saranno convertite in versione “Multiruolo Avanzato” le 2 piattaforme inizialmente acquistate in versione “Addestratore Basico” e sarà assicurata la fornitura di sistemi di pianificazione e simulazione, di corsi per piloti e specialisti e di equipaggiamenti e attrezzature varie per l’impiego e la gestione operativa, tecnica e logistica degli stessi, nonché saranno realizzati i necessari adeguamenti infrastrutturali delle basi dell’Esercito che riceveranno i nuovi elicotteri.

Gli elicotteri in questione sono i Leonardo AW169M, la versione militare del elicottero bimotore leggero messo a punto per il mercato civile.

Rinnovamento, razionalizzazione e potenziamento della linea leggera multiruolo dell’Esercito

L’Esercito Italiano intende rinnovare ed al contempo razionalizzare la flotta di elicotteri multiruolo,
sostituendola gradualmente con una linea di nuova concezione in grado di riunire le
caratteristiche tecniche delle diverse linee ad essa appartenenti con positive ripercussioni
anche in termini di alleggerimento della catena logistica e dell’addestramento.

Dovendo operare in uno scenario sempre più “net- centrico e con un alto grado di autonomia, i nuovi LUH avranno suite di comunicazioni all’avanguardia con radio bilaterali ed applicazioni software che consentiranno lo scambio dei dati ed immagini in tempo reale ed in modalità protetta con le truppe a terra, esercitando la capacità C4 (Comando, Controllo, Comunicazione, Computer) .

Peraltro, l’Esercito Italiano prevede che questi nuovi elicotteri leggeri multiruolo potranno essere impiegati per funzioni esterne ai compiti di istituto, come il soccorso e l’assistenza in occasione delle calamità naturali, purtroppo quasi all’ordine del giorno nel nostro Paese, o l’attività di contrasto agli incendi boschivi, un’altra piaga che colpisce ogni area dell’Italia.

Ma questi LUH, nell’ambito delle missioni “duali”, avranno compiti anche di trasporto aereo per il soccorso malati e traumatizzati gravi nonché il trasporto logistico di personale e materiali in caso di necessità.

I nuovi LUH saranno dotati di dotazioni avioniche per il volo H24 in completa sicurezza, con cabina di guida che permetterà l’impiego di visori Night Vision Google o NVG e di una camera termica ad infra-rossi che consentirà le missioni di sorveglianza, ricognizione e ricerca anche nelle ore notturne o con bassa visibilità.

La natura multiruolo dei nuovi elicotteri sarà esaltata dalla configurabilità con kit di missione modulari che consentano al LUH di poter essere impiegato nei diversi scenari operativi e di operare con grande versatilità da superfici anche non preparate.

Adozione generalizzata da parte delle Forze Armate?

Nelle intenzioni dello Stato Maggiore della Difesa il progetto “Nuovo Elicottero Multiruolo” dovrebbe costituire la baseline per le linee elicotteri multiruolo delle altre Forze Armate (Marina Militare, Aeronautica Militare ed Arma dei Carabinieri).

Peraltro, la macchina è stata adottata già dalla Guardia di Finanza che ne ha acquistato 22 esemplari per le esigenze delle sezioni aeree del Corpo ed è in via di acquisizione da parte dell’Arma dei Carabinieri che intende acquistare 11 AW169M.

Gli elicotteri LUH nel quadro della “Forza NEC”

Altri requisiti fondamentali del LUH saranno la vita tecnica che non potrà essere inferiore a 30 anni o 10.000 ore volo e l’interoperabilità con i mezzi in dotazione ed acquisizione in ambito F.A. ed in ambito interforze/NATO, nonché rispondere agli standard di riferimento del progetto “Forza NEC, con evidenti benefici logistici ed addestrativi per l’AVES e per la Difesa.

Per l’Esercito Italiano e per la Difesa il programma “Forza NEC (Network Enabled Capability)” è di fondamentale importanza poiché è teso a consentire l’acquisizione di capacità operative e
tecnologiche completamente digitalizzate e come tali in grado di sfruttare le opportunità offerte
dalle moderne tecnologie dell’informazione e della comunicazione.

In concreto l’obiettivo dell’Esercito Italiano e della Difesa è formare una Forza terrestre integrata digitalizzata, basata su tre Brigate Medie dell’Esercito e su una Brigata Anfibia Interforze composta da elementi del Reggimento Lagunari “Serenissima”, della Brigata di Cavalleria “Pozzuolo del Friuli” e di altri reparti di supporto nonché da dispositivi forniti dalla Brigata Marina “San Marco”.

Operativamente il progetto di digitalizzazione di una “Forza Nec” consiste nel dotare le unità operative schierate sul terreno, dai posti di comando alle varie piattaforme (carri armati, veicoli da combattimento e trasporto truppe, sistemi di ricognizione, semoventi di artiglieria) fino al singolo soldato, di opportuni sistemi digitali di elaborazione e di comunicazione, pienamente integrati ed interoperabili tra di loro.

Il sostegno logistico dei nuovi elicotteri

Il sostegno logistico richiesto è di dieci anni ed è strutturato secondo il modello Performance Based Logistics (PBL), atto a garantire elevati livelli di produttività associati a costi gestionali noti.

Per mezzo del PBL si potrà acquisire, in luogo di una mera fornitura di mezzi/materiali, un servizio dimensionato su un requisito prestazionale stabilito a priori, condividendo con il comparto industriale parte dei rischi associati al mantenimento in operatività della piattaforma, abbassando i costi associati ed aumentando, al contempo, l’operatività.

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