sabato, Ottobre 16, 2021

Inaugurato l’SPTF, nuovo polo di eccellenza tecnologica destinato alle attività spaziali

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Il 5 ottobre è stato inaugurato il nuovo SPTF (Space Propulsion Test Facility) a Perdasdefogu, un polo di eccellenza tecnologica unico in Europa che abilita lo sviluppo delle nuove tecnologie indispensabili per la filiera del trasporto spaziale nei prossimi decenni, rendendo la Sardegna un attore chiave del comparto aerospaziale italiano.

Alla presentazione del progetto che si è svolta presso il Poligono Sperimentale di addestramento interforze di Salto di Quirra (PISQ) hanno preso parte l’AD di Avio Giulio Ranzo, il Generale di Brigata aerea Davide Marzinotto, il Presidente del Consiglio regionale della Sardegna Michele Pais, il Generale Francesco Olla Comandante del comando militare Esercito Sardegna. Erano inoltre presenti molte autorità militari e civili e attori chiave del mondo dell’aerospazio tra cui il Presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana Giorgio Saccoccia, il responsabile dei programmi di volo del Trasporto Spaziale Esa Stefano Bianchi, Il Presidente del Distretto Aerospaziale Sardegna Giacomo Cao e Luca Andreoli, Direttore Generale di Difesa Servizi, la società in house del Ministero della Difesa attraverso cui Avio ha stipulato il contratto per l’affidamento dell’area di 68mila metri quadrati proprietà  del PISQ e oggi sede del SPTF.

Con il tradizionale taglio del nastro è stato poi ufficialmente inaugurato il nuovo insediamento industriale e, in particolare, il banco di prova LRE (Liquid Rocket Engine) destinato all’esecuzione di test per lo sviluppo e la qualifica di propulsori spaziali di nuova generazione, a basso impatto ambientale (cosiddetti green) basati su propellenti criogenici ad ossigeno liquido (LOx) e metano liquido (LNG).

La propulsione liquida a metano è la nuova frontiera di performance e compatibilità ambientale e il cuore dello sviluppo del Vega E, una versione potenziata del Vega C che volerà per la prima volta nel 2022. Proprio qui all’SPTF inaugurato oggi, entro fine anno testeremo il nuovo terzo stadio superiore criogenico ossigeno-metano liquido (M10) grazie al quale il Vega E sarà non solo più flessibile, conveniente e performante ma anche più green. Per lo sviluppo di questo nuovo lanciatore recentemente abbiamo firmato con ESA un contratto da 118,8  milioni di euro: l’importanza strategica dell’SPTF per il VEGA E, conferisce alla Sardegna un ruolo cardine nel mondo dell’aerospazio a livello internazionale.” – ha commentato Giulio Ranzo, AD di Avio.

Per Giorgio Saccoccia, Presidente dell’ASI: “L’Agenzia Spaziale Italiana ha supportato attraverso il programma LYRA fin dai primi anni 2000 durante lo sviluppo del lanciatore Vega, nella sua visione strategica la propulsione liquida ossigeno-metano, come nuova tecnologia  abilitante per il futuro della propulsione e del Trasporto Spaziale. Oggi, la propulsione LOX-metano è realtà nello sviluppo del lanciatore Vega E, attraverso il motore M10. Lo Space Propulsion Test Facility (SPTF) rappresenta quindi un fondamentale tassello per lo sviluppo delle tecnologie e della capacità nazionali nel settore, ponendo l’Italia tra i pochi Paesi ad avere un integrato sistema di competenze, capacità ed infrastrutture di ricerca e sviluppo nel panorama Europeo.”

Con l’inaugurazione del banco di prova LRE si conclude la prima fase del progetto SPTF che ora proseguirà con un impianto per la realizzazione di componenti in carbon-carbon. In parallelo e come parte integrante del Progetto SPTF, le attività d’ingegneria si svolgeranno presso la sede operativa centrale AVIO in Sardegna, a Villaputzu.

Proprio a Villaputzu nel pomeriggio, Avio insieme al Distretto Aerospaziale Sardo (DASS) e al Cluster Tecnologico Nazionale Aerospazio (CTNA) hanno organizzato il  convegno “La propulsione spaziale: gli scenari futuri per l’accesso allo spazio” per fare il punto con esperti del Centro Italiano Ricerche Aerospaziali (CIRA), dell’ASI e delle Università la Sapienza e Politecnico di Milano sullo stato della ricerca e sulla creazione di competenze e infrastrutture necessarie ad abilitare futuri scenari per l’accesso allo Spazio.

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