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The Vikramaditya initial steaming during sea trials in the White Sea (Off Russia).

Incendio a bordo della portaerei indiana Vikramaditya

Secondo quanto pubblicato dal quotidiano indiano The Hindu un incendio è divampato a bordo della portaerei INS Vikramaditya della Marina indiana.

L’incendio, di dimensioni contenute secondo il portavoce della Marina, avrebbe riguardato la parte dei dormitori della nave.

“L’equipaggio della nave ha reagito prontamente all’incendio. Tutto il personale a bordo è stato controllato e non sono stati riportati danni maggiori all’unità” ha commentato il portavoce della Marina.

Non si tratta del primo incidente a riguardare la portaerei indiana dato che nel 2016 un marinaio ed un operaio civile sono deceduti a causa di una perdita di un gas tossico dal sistema di trattamento delle acque reflue della nave.

Nel 2019 un ufficiale è deceduto mentre altri sette sono stati ricoverati in seguito all’intossicazione da fumo per una esplosione nella sala macchine.

Baku poi Ammiraglio Gorshkov poi Vikramaditya

L’unità è stata varata nel 1987 in Unione Sovietica come “Baku-Ammiraglio Gorshkov” per poi essere dismessa nel 1996 a causa degli alti costi di mantenimento. La portaerei è stata acquistata nel 2004 dall’India ricevendo il nome di “Vikramaditya”.

Diversamente dalle altre tre unità della classe Kiev (Kiev,Minsk e Novorossiysk) l’ex-Baku era più lunga di circa dieci metri (da 273 a 283 metri) e possedeva un armamento moderno composto da 8 lanciatori da 24 celle (192 missili) Kinzhal terra-aria, sei lanciatori binati per missili da crociera P-500 Bazalt, 2 cannoni da 100 millimetri, 8 CIWS AK-630, 10 tubi lanciasiluri e 2 lanciarazzi anti-sommergibile RBU-6000.

A causa della presenza di questo impressionante armamento il ponte di volo era angolato e dalle dimensioni ridotte in confronto alla lunghezza complessiva dell’unità per consentire l’attività del caccia a decollo verticale Yak-38M ed elicotteri Kamov Ka-25 o Ka-27.

Acquistata dall’India, assieme alla componente imbarcata, è andata incontro a pesanti lavori che hanno portato alla rimozione dei missili P-500 e di quattro lanciatori di missili Kinzhal per fare posto ad un ponte di volo allungato completo di skyjump di 14,3°. A completare la trasformazione l’aggiunta di un sistema d’arresto e di alcune modifiche agli elevatori. I lavori hanno comportato un aumento del dislocamento di 2.500 tonnellate.

Le otto caldaie sono state sostituzione con bollitori ad alta pressione per un potenza complessiva di 180.000 hp.

Attualmente la nave ha un armamento limitato all’autodifesa con 4 CIWS AK-630 e missili Barak 8.

I costi sostenuti dall’India hanno superato di gran lunga quanto originariamente previsto arrivando a 2,35 miliardi di dollari.

Immagine di copertina: The Vikramaditya initial steaming during sea trials in the White Sea (Off Russia).

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