lunedì, Ottobre 25, 2021

Incidente E-11A dell’USAF in Afghanistan, i piloti hanno spento il motore sbagliato

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Il 27 gennaio dello scorso anno un E-11A dell’United States Air Force è precipitato in Afghanistan nella provincia di Ghazi senza lasciare scampo ai due piloti ed a due persone a terra.

Malgrado l’iniziale rivendicazione da parte dei Talebani l’incidente sarebbe stato causato da un errore dei piloti.

L’E-11A BACN (Battlefield Airborne Communications Node) è un business jet Bombardier Global Express opportunamente modificato per svolgere da ripetitore e gateway tra le diverse reti presenti sul campo di battaglia. Tutti e quattro gli E-11A sono assegnati al 455th Air Expeditionary Wing dispiegato presso gli aeroporti di Bagram, Jalabrad e Kandahar.

Il velivolo coinvolto nell’incidente era l’E-11A con numero di registrazione 11-9358 che ha effettuato il suo primo volo nel 2009.

Il decollo è avvenuto alle 11:05 dall’aeroporto di Kandahar senza che si verificassero problemi e l’aereo si è diretto a ovest di Kabul ad una quota di 42.000 piedi dove ha iniziato a girare “in tondo” per le operazioni di ricezione e smistamento dei dati.

Alle 12:50 il pilota ai comandi inizia la salita a 43.000 piedi ma dopo poco più di cinquanta secondi dopo una paletta della ventola del motore di sinistra si spezza. L’Electronic Engine Controller (EEC) inizia le operazioni di spegnimento automatico del motore.

L’evento è udibile con un “bang” nel Cockpit Voice Recorder (CVR) che smette di funzionare poco dopo.

Un pilota di Global Express, che ha avuto il medesimo problema nel 2006, ha dichiarato che appena dopo la rottura della paletta l’aereo ha iniziato a vibrare tanto da rompere i bicchieri nel bar, come se fosse avvenuta una collisione in volo. Non era dunque facile capire quale dei due motori avesse avuto l’avaria.

I dati del Flight Data Recorder (FRD) dell’E-11A mostrano un comportamento simile anche in questo caso con vibrazioni sui due assi addirittura il 25% maggiori rispetto al caso del 2006.

Dopo due secondi dalla rottura della paletta il controllo automatico della manette (autothrottle) si disabilita automatica ed il pilota inizia a muoverle avanti e indietro sia singolarmente che entrambe.

Nella prima fase vengono portate indietro entrambe nel tentativo di ridurre le vibrazioni e 24 secondi dopo il problema al motore sinistro il pilota porta indietro la manetta destra a flight idle e posiziona l’interruttore Engine Run sempre del motore destro su OFF.

A questo punto, con la perdita della propulsione da parte di entrambi i motori, il Comandante prosegue una virata verso sinistra per tornare all’aeroporto di partenza distante quasi 390 chilometri anche se l’aeroporto di Kabul era lontano 30 km e Bagram circa 70 km.

La motivazione di questa scelta, secondo la Commissione di Inchiesta, è che il pilota riteneva possibile accendere almeno uno dei due motori ma la sua idea era basata sulla fallace convinzione che fosse il motore destro ad essere non funzionante.

Una volta resosi conto dell’impossibilità di raggiungere Kandahar il Comandante si è diretto verso la FOB (Forward Operating Base) di Sharana ma ormai aveva perso troppa quota per raggiungerla.

L’E-11 impatta il terreno a circa 38 km da Sharana in un ultimo tentativo da parte dei piloti di effettuare un atterraggio di emergenza.

Non è possibile stabilire se l’equipaggio abbia cercato di mettere in moto i motori dato che il Flight Data Recorder ha smesso di funzionare allo spegnimento di entrambi i motori.

Dall’analisi dei rottami è stato però appurato che la RAT (Ram Air Turbine) era estesa e l’APU (Auxiliary Power Unit) erano in funzione segno che almeno un tentativo in questa direzione è stato fatto.

Un altra causa alla base della scelta di andare a Kandahar è che nelle discussioni tra piloti di E-11 era altamente consigliato ritornare a Kandahar nel caso di problemi tecnici anche se comunque sia Bagram che Kabul erano sovente indicati come destinazioni alternative.

La causa dell’errore del pilota nello spegnere il motore sbagliato è da ricondurre probabilmente ad una errata e tardiva interpretazione degli strumenti.

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