Insulti e sassi contro Nave Carabiniere in ingresso nel Mar Piccolo

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Episodio a dir poco surreale quello a cui ha dovuto assistere l’equipaggio di Nave Carabiniere in transito nel Ponte Girevole di Taranto che mette in comunicazione il Mare Grande con il Mar Piccolo.

La fregata della Marina Militare rientrava in Italia dopo aver partecipato, tra il 4 ed il 5 marzo, alle operazioni condotte dal Carrier Strike Group della portaerei nucleare USS Harry S. Truman nell’Egeo Settentrionale nell’ambito del rafforzamento delle difese dell’Alleanza Atlantica.

Alle 14:45 circa di ieri, oltre alla folta schiera di tarantini che assistono da ormai 135 anni al passaggio di unità della Marina italiana, era presente un gruppo composto da una ventina di persone di così detti “pacifisti” che non è certamente passato inosservato.

Al passaggio della fregata, con parte dell’equipaggio sul ponte, i manifestanti hanno iniziato a lanciare sassi o altri oggetti contro la nave urlando una serie di frasi ingiuriose tra cui “assassini”, “vergogna”, “dovete morire” nonché il classico “fuori l’Italia dalla NATO”.

Il gruppo di manifestanti ha anche sottolineato con striscioni la propria condanna verso l’invasione russa dell’Ucraina e la presenza della NATO in Italia e più in particolare a Taranto.

Particolarmente significativo anche un video pubblicato sui social registrato da un marinaio di Nave Carabiniere che pochi secondi prima dell’inizio della contestazione aveva sottolineato la corposa presenza di pubblico sulle terrazze del Borgo Antico.

Il Ministro della Difesa Lorenzo Guerini ha affermato: “Pur trattandosi di un gruppo ristretto di persone, che non rappresenta in alcun modo i sentimenti riservati dalla stragrande maggioranza dei cittadini italiani alle donne e agli uomini in uniforme, preoccupa la violenza di cui è stata fatta bersaglio la nave della Marina Militate ‘Carabiniere’, al rientro nel porto di Taranto. Ciò che rincuora è che si tratta dell’opera di pochi, che prende a pretesto una fase di tensione internazionale per cercare di riproporre parole d’odio ingenerose nei confronti di chi si impegna, quotidianamente, per garantire la tutela della sicurezza del Paese e di ciascuno di noi. Si tratta di azioni che si condannano da sole. Voglio esprimere la mia vicinanza all’equipaggio del ‘Carabiniere’ e a tutta la famiglia della Difesa”.

Il sottosegretario alla Difesa, Stefania Pucciarelli, ha postato: “Sono di un’indecenza vergognosa le immagini che, alla vigilia della ricorrenza dell’Unità d’Italia del 17 marzo 1861, arrivano da Taranto, dove uno sparuto gruppo di manifestanti ha preso di mira Nave Carabiniere con insulti e lancio di materiale a bordo.Un gesto che, oltre ad essere deplorevole e profondamente offensivo nei confronti di uomini e donne che servono il Paese con orgoglio e dedizione, non è affatto rappresentativo del rapporto di una città intimamente legata al mare e alla Marina Militare. Spirito di sacrificio, lealtà e amore per la Patria per molti militari ha significato perdere la vita.Piena vicinanza e solidarietà all’equipaggio di nave carabiniere, alla Marina Militare quale forza armata offesa da questi inutili gesti e soprattutto a tutti i militari delle nostre Forze Armate che sono esempio di valori e impegno ma soprattutto rendono onore al nostro tricolore.”

Il sottosegretario alla Difesa, Giorgio Mulè, ha pubblicato su Facebook: “Le immagini che arrivano da Taranto relative all’aggressione a nave Carabiniere fanno male al paese. Un gesto che nel nome di un malcelato pacifismo in realtà violento offende le istituzioni e i marinai che ogni giorno adempiono il proprio dovere. Agli uomini e alle donne della Marina Militare solidarietà e vicinanza con il ringraziamento per quello che fanno ogni giorno per la Patria.”

Non si tratta però del primo episodio di stampo pacifista dell’inizio dell’invasione dell’Ucraina.

Il 7 marzo 2022 davanti all’aeroporto di Ghedi, dove è presente il 6° Stormo equipaggiato con i Tornado, circa 300 manifestanti hanno protestato contro la Russia, gli Stati Uniti, la NATO e l’invio di armamento da parte dell’Italia all’Ucraina.

Il Comitato contro la Guerra di Brescia ha specificato che “siamo a Ghedi per dire no alla guerra, per il cessate il fuoco immediato in Ucraina e per solidarietà con tutte le popolazioni che della guerra sono le vittime” aggiungendo “se si vuole la pace si deve costruire la pace, cioè disarmare e sciogliere le alleanze militari a partire dalla Nato”.

Insomma, niente di nuovo sul fronte Occidentale.

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