La Cina acquista in due anni circa un milione e mezzo di sistemi individuali di protezione balistica

In Cina l’Esercito Popolare di Liberazione (PLA) ha annunciato un piano per procurarsi quasi 1,5 milioni di sistemi individuali di protezione balistica di alta qualità con prezzo limite massimo di circa 13 miliardi di yuan ($ 1,85 miliardi) nei prossimi due anni.

Secondo il Libro Bianco Cinese 2019 le FF.AA. di Pechino hanno in servizio circa due milioni di persone e la componente terrestre ne rappresenta una parte. Questo significa che ogni soldato dell’Esercito in prima linea potrebbe essere dotato di protezioni balistiche. I numeri in gioco sono tali che, probabilmente, parte del materiale ordinato darà destinato a costituire una riserva, avendo scadenza piuttosto lunga.

In particolare, il PLA sta organizzando gare d’appalto per l’acquisizione di 930.000 unità di piastre per giubbotti antiproiettile universali e 467.000 unità di piastre per giubbotti antiproiettile potenziati. Questo è quanto riporta weain.mil.cn, il sito Web per l’approvvigionamento di armi e attrezzature dell’esercito cinese.

Una piastra normale dovrebbe costare meno di 7.950 yuan, ovvero 7,4 miliardi di yuan in totale, ed un’unità potenziata ha un costo inferiore a 12.900 yuan, o 6 miliardi di yuan in totale.

Ciascuna unità di piastre è composta da due piastre antiproiettile e il produttore delle piastre monterà le piastre nei giubbotti, che non sono inclusi in questi appalti, prima della consegna.

I prodotti saranno consegnati in lotti nei 24 mesi successivi alla firma dei contratti. Entrambe le gare aperte si concluderanno il 6 marzo, secondo il capitolato.

Secondo esperti cinesi il materiale sarebbe di alta qualità e relativamente a basso costo; circa il 70 percento del mercato internazionale delle protezioni è costituito da prodotti cinesi.  

Le dichiarazioni non menzionano lo scopo di questi appalti. Di certo un acquisto di tale portata con tempi così ristretti porterebbe a pensare che il PLA non escluda di dover affrontare uno scontro ad alta intensità nel breve periodo. Infatti, aumentano le analisi pessimistiche che vedono Pechino tentare di risolvere per via bellica il contenzioso aperto dal 1949 con Taipei, pur considerando che l’isola nazionalista gode della protezione di Washington.

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