venerdì, Luglio 23, 2021

La Cina lancia il suo “mini-shuttle” simile all’X-37B

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Il 4 settembre la Repubblica Popolare cinese ha fatto un grande passo avanti nelle proprie ambizioni spaziali.

Senza fare troppo rumore Pechino ha lanciato in orbita un veicolo spaziale riutilizzabile (RLV) sulla falsariga dello statunitense X-37B.

Il lancio, effettuato dal Centro di Lancio di Jiuquan, si è tenuto grazie ad un vettore Lunga Marcia 2F che completa così la sua quattordicesima missione.

Diversamente dal solito, con tanto di streaming video o foto, questa volta il lancio si è tenuto nella più stretta riservatezza.

L’unica conferma governativa proviene dalla Missione Permanente della Cina a Vienna che ha twittato: “Oggi la Cina ha lanciato con successo un veicolo spaziale sperimentale riutilizzabile con un lanciatore Lunga Marcia 3F. Il veicolo spaziale testerà tecnologie riutilizzabili durante il volo con l’obiettivo di fornire supporto tecnologico per il futuro utilizzo pacifico dello spazio”.

Il comunicato dell’agenzia di stampa di stato Xinhua afferma che “dopo un periodo di operazioni in orbita il veicolo spaziale atterrà come previsto in Cina”.

Space-Track

Il Combined Space Operations Center e l’U.S.-Canadian North American Aerospace Defense Command hanno aggiornato il database Space-Track indicando il lancio del 4 settembre con il nome di “PRC TEST SPACECRAFT” con numero di identificazione NORAD “46389”.

Dal menù select è possibile selezione il veicolo cinese oppure l’X-37B statunitense (missione US Space Force 7)

La “navicella” cinese compie dunque una rivoluzione attorno alla terra ogni 91,3 minuti circa e raggiunge un apogeo (punto più lontano) ed un perigeo (punto più vicino) rispettivamente di circa 350 km e 331 km.

Non è ancora noto quando il mezzo cinese atterrerà sulla terra. Una prima finestra di rientro potrebbe aprirsi entro pochi giorni. Il “test spacecraft” cinese è atterrato il 6 settembre dopo due giorni in orbita.

X-37B

X-37B

Fino ad oggi gli unici a possedere tale tecnologia operativa erano gli Stati Uniti con l’X-37B che ha già un invidiabile record di permanenza nello spazio. Tutto chiaramente nella massima riservatezza.

L’X-37B viene anche chiamato “mini-shuttle” poiché condivide la filosofia dello STS (Space Transportation System o Shuttle) di essere riutilizzabile, economico ed in grado di svolgere esperimenti in orbita. Chiaramente il tutto su scala ridotta e senza equipaggio dato che la gestione del volo avviene in maniera automatica. Ha dimostrato di essere in grado di cambiare orbita impiegando i suoi propulsori.

L’X-37B ha il record di permanenza con la missione OTV-5 decollando il 7 settembre 2017 ed atterrando il 27 ottobre 2019: 780 giorni nello spazio.

Il progetto indiano

Anche l’India ha un suo programma di sviluppo di un RLV (Reusable Launch Vehicle) così come l’Europa con lo Space Rider.

Su N2YO è possibile accedere ad ulteriori dettagli: qui.

Immagine di copertina: rappresentazione artistica

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