La Corea del Sud svela i piani per realizzare il primo sottomarino a propulsione nucleare

Con un annuncio senza precedenti in occasione della convocazione del primo comitato sulla Futura Strategia della Difesa nazionale, il Ministro della Difesa della Corea del Sud Ahn Gyu-Back, ha svelato lo scorso 26 maggio scorso il “Piano di Base per lo Sviluppo del Sottomarino a Propulsione Nucleare della Repubblica di Corea”, grazie al quale la Difesa varerà il primo battello a propulsione nucleare progettato e costruito localmente a metà degli anni 2030, affinché diventi operativo entro la fine della medesima decade o successivamente.

L’annuncio è arrivato lo stesso giorno in cui il Presidente Lee Jae-myung ha chiesto di accelerare nel processo di adozione dei battelli a propulsione nucleare e di perseguire rapidamente la transizione del controllo operativo in tempo di guerra.

Con un comunicato e documento ufficiale forniti in pari data, il Ministero della Difesa della Corea del Sud ha delineato le linee di sviluppo del medesimo ed i suoi contenuti principali, partendo dal presupposto che i battelli a propulsione nucleare possiedono capacità operative notevolmente superiori rispetto agli attuali sottomarini a propulsione diesel, inclusi una lunga permanenza in immersione e un’elevata mobilità.

Grazie a tali caratteristiche, i sottomarini a propulsione nucleare avranno “un ruolo chiave nella risposta alle minacce nucleari e missilistiche basate su sottomarini messi in servizio dalla Corea del Nord.”

Il Piano, secondo quanto comunicato, rappresenta “un progetto strategico nazionale che richiede la concentrazione delle capacità nazionali basate sulle tecnologie nazionali nei settori del nucleare e della cantieristica.”

Il Governo di Seul chiamerà in futuro il progetto del sottomarino a propulsione nucleare “Progetto Jangbogo-N” e lo promuoverà come un progetto fondamentale di acquisizione di capacità a livello nazionale. Questo nome, secondo quanto dichiarato, porta con sé il significato di ereditare lo spirito del primo sommergibile della Repubblica di Corea, il ROKS Jangbogo (SS-061), costruendo al contempo un modello di nuova generazione, applicando la propulsione nucleare e integrando avanzate nuove tecnologie.

Il Ministero della Difesa, secondo quanto dichiarato, continuerà a concentrare tutte le capacità nazionali affinché tale progetto possa diventare una pietra miliare storica che apra un nuovo orizzonte per la sicurezza marittima della nazione.

Lo sviluppo del programma

Secondo quanto riportato nel comunicato ufficiale, il progetto sarà sviluppato in modo sistematico e per fasi osservando i seguenti cinque principi:

• in primo luogo, il combustibile nucleare per il reattore del sottomarino a propulsione nucleare utilizzerà uranio a basso arricchimento e il reattore sarà sviluppato per consentire un funzionamento a lungo ciclo, al fine di ridurre al minimo la sostituzione del combustibile nucleare;

• in secondo luogo, al fine di garantire autonomia e stabilità nell’acquisizione, nel supporto logistico e nella manutenzione della capacità di carattere militare, il sottomarino a propulsione nucleare sarà sviluppato e costruito nel Paese;

• in terzo luogo, la piattaforma e il sistema di propulsione del sottomarino a propulsione nucleare saranno sviluppati utilizzando attivamente tecnologie di livello mondiale accumulate nel lungo periodo nei settori civili nucleare e cantieristico nazionale, in modo da garantire un elevato livello di affidabilità e sicurezza;

• in quarto luogo, l’intero processo, dalla progettazione, costruzione, esercizio, manutenzione, smantellamento del sottomarino a propulsione nucleare e gestione del combustibile nucleare, sarà sviluppato e gestito secondo una prospettiva che guarda all’intero ciclo di vita al fine di garantire un funzionamento sostenibile;

• in quinto luogo, lo sviluppo sarà perseguito in modo che il primo sottomarino a propulsione nucleare possa essere varato nella metà degli anni 2030 ed entrare in servizio dopo la fine degli anni 2030.

Ribadita l’osservanza degli obblighi di non proliferazione

Inoltre, secondo quanto dichiarato, “sulla base della fiducia della comunità internazionale”, la Repubblica di Corea adempie in modo trasparente e fermo ai propri obblighi di non proliferazione e assume i seguenti tre impegni:

• In primo luogo, il Paese mantiene una posizione ferma secondo cui non possiede armi nucleari in alcuna forma e non ne svilupperà alcuna;

• In secondo luogo, adempirà fedelmente ai propri obblighi di non proliferazione durante l’intero processo di acquisizione e gestione dell’uranio a basso arricchimento, il combustibile nucleare necessario per il sistema di propulsione dei sottomarini a propulsione nucleare, in stretta comunicazione con gli Stati Uniti;

• In terzo luogo, istituirà, congiuntamente all’AIEA, l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica, un sistema di salvaguardie applicabile ai sottomarini a propulsione nucleare e adempirà a un elevato livello di obblighi di non proliferazione.

Inoltre, Il Paese manterrà fermamente la sicurezza e la protezione della propria capacità nucleare durante tutta l’attuazione del progetto e gestirà in modo sicuro e sistematico tutti i rifiuti radioattivi generati dai sottomarini a propulsione nucleare in conformità alle leggi e ai regolamenti pertinenti.

Sviluppo nazionale con fini strategici anche industriali

Lo sviluppo di sottomarini a propulsione nucleare è diventato quindi un progetto nazionale di sviluppo industriale che si estenderà per oltre 40 anni, comprendendo dieci anni dedicati alla costruzione e oltre 30 anni di esercizio, che mette insieme le industrie cantieristica, nucleare e della difesa, contribuendo allo sviluppo del Paese.

Le tecnologie e le infrastrutture accumulate attraverso la costruzione di sottomarini a propulsione nucleare, secondo quanto dichiarato, si diffonderanno nei settori correlati e diventeranno una forza motrice fondamentale per l’avanzamento della struttura industriale nazionale.

Lo sviluppo di sottomarini a propulsione nucleare creerà, secondo quanto dichiarato, oltre 40.000 posti di lavoro stabili e di alta qualità e svolgerà un ruolo nel rafforzamento fondamentale della competitività industriale regionale e del potenziale di crescita.

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