La Croazia acquista gli IFV M2 Bradley

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Sembra essere giunta a conclusione la lunga trattativa, iniziata nel 2017, tra Croazia e Stati Uniti per l’acquisto da parte del Paese balcanico degli IFV M2A2 Bradley offerti dal surplus del US Army.

Gli Stati Uniti, dopo una serie di rilanci croati, avevano fissato al 31 gennaio il termine ultimo per accettare o meno la loro offerta per 89 IFV M2 Bradley.

Le due controparti a lungo hanno discusso il valore del relativo contratto.

Stando a quanto dichiarato dall’ufficio del Primo Ministro Croato Andrej Plenković la Croazia verserà agli Stati Uniti la somma di 145,3 milioni di dollari a titolo di contropartita. Peraltro, gli Stati Uniti “aiuteranno” la Croazia versando 51,1 milioni di dollari nell’ambito del valore complessivo dell’accordo di 196,4 milioni di dollari.

I veicoli in questione sono 89 M2A2 ODS (Operation Desert Storm), l’aggiornamento a cui furono sottoposti i Bradley nei primi anni Novanta a seguito della Guerra del Golfo. Gli IFV saranno consegnati completi di armamento che consiste in un cannone/mitragliera calibro 25 mm, una mitragliatrice coassiale calibro 7,62×51 mm ed in una coppia di lanciatori per missili anticarro TOW 2A/B.

Peraltro, prima di essere immessi in servizio i “nuovi” Bradley saranno revisionati ed aggiornati in Croazia.

Di questi 89 IFV, solo 62 Bradley entreranno in servizio con l’Esercito Croato perché gli altri 22 serviranno come fonte per trarne parti di ricambio mentre gli altri cinque serviranno come veicoli scuola.

Tale trattativa in Croazia aveva causato più di un problema tra la Presidenza della Repubblica e l’ufficio del Primo Ministro, con la prima che accusava il Governo di inazione e di perdere un’occasione importante per l’ammodernamento del Esercito.

Peraltro, il Primo Ministro rivendica di aver ottenuto condizioni economiche nettamente migliori rispetto a quanto previsto all’inizio della trattativa e di aver creato condizioni di lavoro in Croazia con questa commessa, oltre apportare un significativo potenziamento all’Esercito, anche alla luce degli impegni NATO.

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