“Tanto tuonò che piovve“; alla fine si è materializzata l’eventualità di un intervento armato per rispondere ai sorvoli non autorizzati di droni su aree militari e siti sensibili in Europa

La minaccia dronica in Europa e non solo (eventi simili sono accaduti anche in Canada e Stati Uniti) è divenuta di giorno in giorno più forte con le autorità che hanno paventato di intervenire manu militari per contenere il fenomeno.
Ebbene, un caso di intervento armato è stato registrato venerdì allorquando nei Paesi Bassi è stato segnalato il sorvolo non autorizzato della base aerea di Volkel da parte di diversi droni.
Immediatamente individuati i droni, sono scattate le contromisure da parte del personale di sorveglianza che ha utilizzato armi da terra per abbatterli. Secondo il Ministero della Difesa di Amsterdam i droni, presi di mira, sono fuggiti e non sono stati ritrovati.
Ovviamente, è stata aperta un’inchiesta per capire i motivi del sorvolo, ricostruire la dinamica e risalire a chi ha organizzato l’azione.
Non è molto difficile risalire al motivo del sorvolo da parte dei droni della base aerea di Volkel, perché in quel sedime operano gli Squadroni 312 e 313 della Koninklijke Luchtmacht dotati di caccia bombardieri Lockheed Martin F-35A; evidentemente, chi manovrava da remoto i droni voleva acquisire informazioni sul numero e sulle attività dei Lightning II presenti.
Anche nella vicina Francia è stato registrato un sorvolo non autorizzato di un drone sulla base che ospita i sottomarini lanciamissili balistici nucleari della Marine Nationale; altri eventi simili sono avvenuti nel Regno Unito.
La questione sta divenendo pericolosa e diversi Governi hanno deciso di non rimanere più inerti dinanzi a questa minaccia, mettendo in atto le necessarie contromisure.
Fonte e foto credit @Ministero della Difesa dei Paesi Bassi

