Con la richiesta di informazioni (RFI) per piattaforme aeere collaborative da combattimento che possano operare anche dai ponti di volo delle portaerei della Marina Nationale, è stato avviato ufficialmente dalla Direction Générale de l’Armement (DGA) in Francia il programma per lo sviluppo di velivoli autonomi o controllati da remoto, cd. loyal wingman o Collaborative Combat Aircraft (CCA).

Con tale RFI, la DGA richiede informazioni tecniche, operative e commerciali su piattaforme in grado di essere supervisionate da un vlivolo cacciabombardiere con equipaggio umano e/o da una stazione di controllo a terra (GCS), dotate di un elevato livello di autonomia.
Inoltre, la DGA richiede un costo unitario contenuto, in modo da poter creare la massa aggiuntiva alla componente aerea con piloti umani sempre più necessaria per affrontare con successo conflitti ad alta intensità.
Tali velivoli dovrebbero raggiungere un’alta velocità subsonica a 35.000 piedi (superiore a Mach 0,8) ed avere un raggio d’azione superiore i 1.000 km ed una capacità di carico utile pari a mezza tonnellata.
Queste piattaforme, secondo la DGA, dovrebbero essere impiegate in compiti ISR, EW, SEAD e di combattimento aria-aria ed aria-superficie con appositi equipaggiamenti e sistemi d’arma.
La DGA richiede l’adozione di un design modulare per rendere tali piattaforme configurabili per i diversi tipi di missioni senza particolari difficoltà tecniche, tempi estremamente ridotti e senza costi aggiuntivi.
Fonte Direction Générale de l’Armement (DGA)
Immagine credit @Dassault Aviation


