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La Kaga trasformata in portaerei leggera

La Japan Maritime Self-Defence Force ha completato la conversione delle sue due portaelicotteri classe Izumo in portaerei leggere in grado di operare con i cacciabombardieri F-35B Lightning II.

La “Kaga” è stata modernizzata, seguendo gli stessi lavori di adattamento della “Izumo” che sono stati completati nel 2021. Entrambe le portaerei potranno ora operare con i caccia F-35B prodotti da Lockheed Martin, che hanno la capacità di decollo corto e atterraggio verticale, anche se è previsto che tra qualche tempo le due unità dovranno tornare in arsenale per completare dei lavori e per l’installazione di altre apparecchiature, pur non influendo questa nuova tornata di modifiche sull’attuale e prossima operatività.

I principali lavori di modifica

Le modifiche apportate alle due navi includono il ridisegno della forma della prua per facilitare il decollo dei caccia e lo spostamento del sistema d’arma ravvicinata (CIWS) General Dynamics Phalanx.

Al termine dei lavori, le due Izumo e Kaga presentano un ponte di volo di lunghezza sostanzialmente invariato (poco meno di 250 metri) ma con maggiore larghezza per consentire ai caccia bombardieri F-35B di poter operare in sicurezza.

La Marina Giapponese, almeno in questa fase, ha sposato la linea dell’US Navy che per le sue LHA e LHD non ha previsto l’installazione a prua dello ski jump, considerando i ponti di volo delle unità per la guerra anfibia di lunghezza sufficiente per i decolli degli F-35B armati.

Per poter operare con i Lightning II la Kaga, a similitudine della Izumo, è stata sottoposta a lavori che hanno contemplato anche rinforzi strutturali e l’applicazione di un rivestimento speciale resistente al calore generato dalle turbine di spinta dell’F-35B sul ponte di volo.

Sono state apportate anche modifiche al sistema di illuminazione del ponte di volo ed è stato installato il Joint Precision Approach and Landing System (JPALS), come avvenuto per la portaerei Cavour e la LHD Trieste in Italia e per le portaerei Queen Elizabeth e Prince of Wales della Royal Navy, per facilitare gli appontaggi delle aerei Lightning II di quinta generazione.

Gli F-35B giapponesi ed il ritorno della portaerei

Per “armare” le due unità il Giappone ha in programma l’acquisto di una quarantina di F-35B che saranno gestiti dalla Marina, mentre l’Aeronautica continuerà ad operare con la versione a decollo ed atterraggio convenzionale F-35A.

Questa conversione delle due portaelicotteri in portaerei leggere fornirà alla Marina Giapponese la capacità di gestire un gruppo da battaglia imbarcato con l’F-35B. In passato, la Marina Imperiale giapponese ha impiegato le portaerei durante la Seconda Guerra Mondiale, ma dopo il conflitto, il Giappone aveva limitazioni imposte che gli impedivano di possedere ufficialmente delle portaerei. Le navi classe Izumo, tuttavia, sono state designati ufficialmente come cacciatorpediniere porta elicotteri per rispettare queste limitazioni, anche se è evidente che ora siano diventate delle portaerei leggere (CVL).

Di certo, la “nuova” Kaga rappresenta il trait d’union “evocativo” con la omonima portaerei entrata in servizio negli anni Venti e che fu impiegata prima ai tempi della guerra con la Cina e poi, intensamente, nella prima fase della II GM, partecipando attivamente all’attacco alla flotta statunitense a Pearl Harbor ed all’offensiva nell’Indo-Pacifico, per poi finire affondata nel gigantesco scontro aeronavale di Midway che segnò l’inizio della fine della supremazia aeronavale giapponese fin lì ottenuta e goduta dalla Marina Imperiale.

Prospettive di impiego

L’upgrade delle navi è un importante investimento che consentirà al Giappone di migliorare le sue capacità di difesa nella regione indo-pacifica, dove la Marina Cinese continua a potenziarsi. Il Giappone, che è un gigante economico, non può permettersi di avere limitate capacità di difesa. La conversione delle due portaelicotteri Izumo in portaerei leggere migliorerà le sue capacità offensive e fornirà una maggiore sicurezza nella regione.

Foto @Japan Maritime Self-Defense Force

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