mercoledì, Giugno 23, 2021

La nave madre delle Guardie della Rivoluzione diretta in Venezuela con sette FAC

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La nuova nave per il supporto delle operazioni delle Guardie della Rivoluzione, IRINS Makran, assieme ad una fregata della Marina iraniana sono state avvistate in navigazione verso il Venezuela.

Secondo le immagini satellitari ad alta risoluzione di Maxar, a bordo della Makran sono presenti almeno sette High-Speed Missile Boat o Fast Attack Craft nel ponte superiore.

Il Ministro degli Esteri iraniano non ha confermato la destinazione delle due navi ma ha rivendicato il diritto dell’Iran di operare liberamente nelle acque internazionali avvisando gli Stati Uniti di non intraprendere alcuna azione contro le navi iraniane.

Unità della classe Peykaap II

Le unità presenti a bordo dovrebbero appartenere alla classe Peykaap II con una lunghezza complessiva di 17,5 metri ed armate con due missili anti-nave Kowsar o Nasr e due siluri da 324 millimetri. Sono in grado di raggiungere una velocità di quasi 100 km/h grazie a due motori diesel per una potenza complessiva di 2.400 hp.

La IRINS Makran (prima nave a destra) ormeggiata presso il porto di Rajaei il 28 aprile 2021 (Immagine satellite Sentinel-2 L2A – EO Browser )

IRINS Makran

La Makran deriva dalla patroliera Persian Gulf lunga 230 metri e sarebbe in grado, secondo il Capo di Stato Maggiore della Marina iraniana, si operare fino a 6/7 elicotteri come AB212 ASW, Sea Stallion e Sea King.

I media iraniani affermano inoltre che la nave è dotata di sistemi di guerra elettronica con la possibilità di essere armata anche con missili.

I lavori non sarebbero però finiti dato che i lavori sono stati svolti nella “massima urgenza” per un costo stimato di 3/4 milioni di dollari.

I punti deboli della nave, secondo gli stessi iraniani, sono la mancanza di un hangar e di un ponte di comando dedicato alla direzione delle operazioni di volo oppure delle missioni.

Solamente lo scorso anno la Marina iraniana aveva presentato la Shahid Roudaki, un ex-traghetto di produzione italiana, dalle dimensioni minori ma armata con diversi sistemi missilistici.

Una strategia che seguirebbe quindi una logica per espandere la capacità di Teheran di perseguire i suoi obiettivi senza dipendere troppo dalla basi a terra o lungo la costa.

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