La tematica della riconversione industriale ai fini militari dell’industria automobilistica ha solcato l’Oceano Atlantico ed è approdata sulle coste del Nord America, Canada e Stati Uniti.

Il Canada battistrada in Nord America
Per primo ad affrontare la questione è stato il Canada dove il Governo del premier Mark Carney ha indicato nella riconversione bellica, anche dell’industria automobilistica in crisi, come una delle urgenze da affrontare per rilanciare l’economia interna e per rispondere alla situazione internazionale di grave instabilità in atto.
Per ottenere risultati concreti il Governo di Ottawa ha deciso di stanziare fondi adeguati per consentire all’industria di riconvertire e di adeguare gli impianti, mantenendo ed incrementando i livelli occupazionali, anche al fine di ottenere una minore dipendenza dagli storici fornitori statunitensi.
La strategia statunitense
Ora è la volta degli Stati Uniti; infatti, secondo fonti di stampa statunitensi, a Washington funzionari del Dipartimento della Guerra hanno avviato colloqui e studiato piani per coinvolgere le grandi case automobilistiche nella produzione di armi e forniture militari.
I colloqui sono stati avviati con dirigenza di General Motors, Ford Motor e altre aziende americane tra cui Oshkosh.
Tali colloqui preliminari sono iniziati prima della guerra con l’Iran, poiché l’amministrazione Trump desidera un maggiore coinvolgimento delle grandi aziende automobilistiche nella produzione di armi, considerato che queste lavorano su grandi numeri e con catene di montaggio altamente automatizzate e, quindi, in grado di allestire sistemi ed equipaggiamenti su vasta scala, con tempi e costi ridotti.
La riconversione industriale in Europa come esempio per contenere la Cina
Funzionari del Pentagoni hanno spiegato che potrebbe essere chiesto ai produttori americani di adattare rapidamente la loro produzione per il settore della difesa, un po’ sulla falsariga di quanto avvenuto in Francia con il gruppo Renault o come si sta realizzando in Germania con il gruppo Mercedes; se per Renault si parla di produzione di droni e di missili, per Mercedes all’orizzonte vi è l’allestimento di mezzi militari su larga scala.
Infatti, il Dipartimento della Guerra ha programmato di espandere la base industriale della difesa per mantenere un vantaggio militare nei confronti del principale competitor, la Cina, sempre più in rotta di collisione con gli Stati Uniti.
A tal fine, il Presidente Trump ha richiesto al Congresso di approvare un aumento di 500 miliardi di dollari nel bilancio militare, portandolo a 1.500 miliardi di dollari per il 2027.
Peraltro, nel Congresso anche tra le fila del Partito Repubblicano si sono registrate iniziali posizioni di dissenso sulla proposta presidenziale, considerata l’entità della somma aggiuntiva richiesta ad un bilancio che già quest’anno sfiora i mille miliardi di dollari.
Foto credit @GM Defense


