Nell’ambito del partneriato AUKUS, Royal Navy, Royal Australian Navy e US Navy hanno svolto un’esercitazione denominata Lanternfish per testare marinai e tecnologie moderne nella protezione delle infrastrutture sottomarine critiche.

L’esercitazione, durata sei settimane, si è tenuta tra la Virginia, lo Stato di Washington e le acque al largo della costa sud-occidentale dell’Australia. I sommozzatori della Royal Navy hanno lavorato con i colleghi americani ed australiani utilizzando sistemi a controllo remoto.
Durante l’esercitazione, il team del Diving and Threat Exploitation Group della Royal Navy ha utilizzato il VideoRay Defender, un sommergibile a comando remoto per localizzare mine subacquee.
Inoltre, l’Hydrographic eXploitation Group ha impiegato il Teledyne Gavia, un sistema sottomarino autonomo con design modulare, per vari compiti legati ad AUKUS.
Questi strumenti sono stati usati per monitorare le infrastrutture critiche e simulare risposte a minacce in un contesto operativo realistico.
L’obiettivo principale era migliorare l’individuazione, il monitoraggio e la risposta alle minacce sottomarine, consentendo un’integrazione tra le tre nazioni in tempo di pace ed in caso di conflitto.
L’esercitazione ha evidenziato la cooperazione in atto tra le tre Marine, sottolineando i successi durante le missioni, come la calibrazione acustica e l’esecuzione di operazioni notturne.
Le minacce alle infrastrutture sottomarine hanno aumentato l’importanza di queste esercitazioni, che fanno parte dell’accordo di difesa AUKUS Pilastro 2.
L’esercitzione Lanternfish ha consentito una maggiore integrazione operativa e ha dimostrato come gli Alleati affrontino insieme le sfide di sicurezza. La pianificazione della prossima esercitazione AUKUS è già in corso.
Fonte e foto @Royal Navy


