La Russia pensa ad una nuova portaerei

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Mentre i lavori di rifacimento dell’Admiral Kuznetsov ritardano sulla tabella di marcia, con lo slittamento della riconsegna di circa un anno, dal 2022 al 2023, a Mosca iniziano a pensare a costruire una nuova portaerei.

Questo è quanto emerge da una serie di dichiarazioni rilasciate all’agenzia di stampa Interfax da Andrei Yelchaninov, primo vicepresidente del consiglio di amministrazione della Commissione Militare-Industriale (MIC) della Russia.

A detta di Yelchaninov, sarebbero in corso le analisi per valutare i rischi finanziari e tecnologici relativi la costruzione di una unità portaerei da parte del Ministero della Difesa di Mosca insieme alle imprese industriali interessate dal progetto.

Per la nuova portaerei, la Nevsky PKB ed il Krylov State Research Center avrebbero sottoposto alla Marina Russa le loro proposte.

Uno dei principali nodi da sciogliere è quello del reperimento delle risorse, ingenti per portare avanti un programma del genere. Attualmente, tutti i fondi disponibili per la Marina Russa sono vincolati alla costruzione e riparazione di sottomarini lanciamissili, d’attacco a propulsione nucleare e convenzionale, fregate e corvette multiruolo in grado di lanciare missili da crociera ed ipersonici. Altro spazio finanziario non c’è; il resto delle risorse serve per le altre esigenze principali, il settore anfibio, la difesa costiera e contromisure mine.

Altra problematica, non indifferente da risolvere, è individuare un sito che abbia le conoscenze tecniche e gli impianti di produzione atti a far fronte ad una costruzione del genere.

Infatti, l’Admiral Kuznetsov come la gemella cinese Liaoning, già Varyag, è stata allestita, ai tempi dell’Unione Sovietica nei cantieri navali Nikolaev (i più grandi all’epoca) ora in Ucraina.

Pare che per far fronte a questa esigenza ed a quella di poter costruire nuove unità di superficie di dimensioni adeguate Mosca abbia investito risorse nell’ammodernamento e potenziamento degli impianti produttivi di Murmansk.

C’è da dire, comunque, che non c’è uniformità di pensiero nel ambito del establishment militare-politico russo sulla necessità di costruire una nuova porterei e grandi unità di superficie, perché gli esponenti di questa “corrente di pensiero” propendono per una Russia quale grande Potenza continentale, dotata di missili in grado di colpire dovunque, senza necessità di costruire una Marina con aspirazioni oceaniche come l’US Navy ed in proiezione futura come la People Liberation Army’s Navy cinese.

Infatti, costoro sostengono l’opportunità di dotare la Marina Russa di numerosi sottomarini ed unità di superficie di ridotte dimensioni in grado di colpire a distanza obiettivi terrestri e navali anche con armamenti nucleari.

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