martedì, Ottobre 26, 2021

La Russia schiera due S-300V4 su un isola reclamata dal Giappone

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Dal 1° dicembre la Russia ha dispiegato sull’isola contesa di Iturup due batterie missilistiche a lungo raggio S-300V4 che affiancano i Tor-M2 a corto raggio già presenti.

L’isola dista poco meno di 190 km dall’isola giapponese di Hokkaido.

Iturup è l’isola maggiore delle isole Curili ed è rivendicata da Tokyo a partire dalla fine della Seconda Guerra Mondiale.

L’annuncio è stato dato direttamente dal Ministro della Difesa russo in diretta TV. Lo scopo di questa mossa è proteggere i territori da possibili attacchi tramite missili balistici .

E’ possibile vedere il video dell’arrivo della batteria missilistica: qui

Presenza militare

Sull’isola Iturup la principale base militare è l’Aeroporto di Burevestnik dove, durante gli anni 70′ e 80′ del passato secolo, erano schierati caccia MiG-21 e MiG-23 nonché i velivoli da trasporto An-12 per consentire i rifornimenti alla comunità.

L’isola in questione costituisce una posizione particolarmente strategica per i Russi, dato che permette un maggiore controllo al Mare di Okhotsk e consente, inoltre, un sicuro passaggio delle navi stanziate a Vladivostok.

S-300V4

L’S-300V4 è l’ultima versione dell’S-300VM, in servizio a partire dal 2014, ed è in grado di ingaggiare bersagli fino ad una distanza di 400 km grazie ad un nuovo missile a lungo raggio.

Storia

Prima della fine del Secondo Conflitto Mondiale, le isole più vicine al Giappone erano sotto la sovranità giapponese così come stabilito dal trattato di Shimoda del 1855.

A seguito dell’entrata in guerra dell’URSS contro il Giappone, le isole furono occupate dalle truppe sovietiche in base agli accordi presi a Jalta con gli Stati Uniti e la Gran Bretagna.

Successivamente, il Trattato di San Francisco del 1954 ha sancito, tra i numerosi punti, la rinuncia da parte del Giappone a rivendicare la sovranità di una lunga lista di territori disputati.

Peraltro, le isole Curili erano già sotto la sovranità giapponese dal 1855 e gli Stati Uniti, ratificando il Trattato, affermarono che l’Unione Sovietica non aveva alcun diritto su quei territori.

I Giapponesi affermano dunque che:

l’Unione Sovietica attaccò il Giappone in violazione del trattato di neutralità del 1941;

gli accordi di Yalta non stabilivano il definitivo assetto post-guerra dei territori;

la Russia non ha mai reclamato le Isole Curili dall’inizio delle relazioni diplomatiche tra i due Paesi;

le Dichiarazioni del Cairo e di Potsdam non si applicano ai territori in questione, dato che non sono mai state sotto il controllo russo.

La diplomazia moscovita ribatte che la risposta è negli accordi di Yalta e che la Russia ha la naturale sovranità sull’isola in quanto ha ereditato i territori dell’URSS.

Il 12 dicembre 2018 il Presidente Putin ha affermato che la presenza di militari statunitensi in Giappone è un ostacolo al raggiungimento di un accordo tra Mosca e Tokyo.

Il Parlamento Europeo, il 7 luglio 2015, si è schierato con il Giappone chiedendo alla Russia di restituire i territori contesi.

Nel 1968 un Douglas DC-8 che operava un volo charter per trasportare 214 militari americani in Vietnam fu intercettato dalla caccia della difesa aerea sovietica e costretto ad atterrare a Burevestnik dopo aver violato inavvertitamente lo spazio aereo dell’URSS. Dopo due giorni l’aereo in questione fu autorizzato a decollare, riuscendo ad atterrare in Giappone a Misawa.

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