domenica, Novembre 27, 2022

La Serbia punta ad acquistare una dozzina di caccia bombardieri Dassault Rafale

La Serbia per ammodernare la prima linea dell’Aeronautica ha in corsi colloqui con la Francia per l’acquisto di una dozzina di caccia bombardieri Dassault Rafale.

Foto © Armée de l’Air et de l’Espace

Il Paese balcanico, come è noto, è fortemente legato alla Russia dalla quale ha ricevuto sinora buona parte del materiale di volo dell’Aeronautica e dell’Esercito.

Peraltro, negli ultimi tempi vi sono stati acquisti anche in Europa come gli elicotteri H145M e velivoli da trasporto C295 di Airbus ed in Cina da cui sono giunti diversi tipi di UAV/UAS anche in grado di compiere attacchi di precisione a distanza.

La situazione attuale in cui versa l’Aeronautica Serba non è delle migliori; infatti sono in servizio appena 14 MiG-29 monoposto e biposto, tra quelli superstiti della ex Jugoslavia e quelli ricevuti “in dono” dalla Russia e dalla Bielorussia tra il 2017 ed il 2019.

Oltre i pochi sia pure aggiornati MiG-29, rimangono in linea 12 J-22 Orao per compiti di attacco al suolo, mentre i residui MiG-21 sono stati ritirati dal servizio nel maggio dell’anno scorso.

Questa situazione ha portato Belgrado ad intavolare trattative con Parigi con cui ha buoni rapporti, per verificare la possibilità di addivenire ad un accordo per la cessione da parte francese dei caccia bombardieri Rafale.

Foto © Armée de l’Air et de l’Espace

Non avendo grandi risorse finanziare a disposizione, Belgrado punta a replicare l’operazione messa in atto da Zagabria, acquistando velivoli di seconda mano ex Armée de l’Air et de l’Espace, anche se valuta l’opzione di acquisto di velivoli di nuova produzione.

Per Parigi sarebbe un’ottima affermazione che ne consoliderebbe la presenza aeronautica nei Balcani, dopo la vendita dei dodici Rafale di seconda mano alla Croazia ed in Grecia in ventiquattro esemplari, con dodici velivoli di nuova produzione ed altrettanti già appartenuti all’Aeronautica Francese.

Peraltro, Parigi dovrà presumibilmente gestire i malumori croati che non apprezzeranno di veder compromessa la superiorità aerea appena raggiunta e quelli statunitensi che vedono in Belgrado un’alleata di Mosca che adesso “filtra” anche con la Cina, dalla quale ha appena ricevuto in consegna i sistemi missilistici FK-3 (HQ-22) per la difesa d’area ordinati alla fine del 2020, recapitati per via aerea dalla Cina alla Serbia con i velivoli da trasporto strategico Y-20.

Inoltre, è interessante notare che la Serbia ha colloqui in atto anche con la “nemica storica” Turchia con la quale ha problemi di “attrito” tra Kosovo ed Albania, per l’eventuale acquisto di UAS TB2 che stanno operando su larga scala in Ucraina contro le forze armate russe.

Pertanto, è evidente che Belgrado, pur formalmente alleata di Mosca, sia in fase di trovare nuovi equilibri e nuovi fornitori, emancipandosi dalle forniture russe e che stia “giocando” una partita a tutto campo, dopo aver presentato domanda per entrare nell’Unione Europea.

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