A meno di quattro mesi dall’annuncio da parte della Svezia della selezione delle unità tipo FDI (Frégate de défense et d’intervention) sviluppate e prodotte dal gruppo cantieristico francese Naval Group per dotare la Marina Reale Svedese della principale classe di piattaforme combattente di prima linea, il Direttore Generale dell’FMV, l’Agenzia svedese per i materiali della Difesa, Mikael Granholm ed il Presidente ed amministrato delegato di Naval Group, Pierre Eric Pommellet, hanno firmato il contratto per l’acquisizione di quattro fregate dello stesso tipo opportunamente equipaggiate con sistemi di fornitura svedese e destinate ad essere consegnate a partire dal 2030. Secondo quanto dichiarato dall’FMV, il contratto per le nuove unità della classe “Luleå”, ha un valore di circa 47 miliardi di corone svedesi, pari a circa 4,2 miliardi di euro, e comprende anche sistemi di addestramento, pezzi di rispetto e relative attrezzature non meglio specificate.

La cerimonia di firma tenutasi il 31 agosto a bordo della fregata francese Amiral Ronarc’h capoclasse della componente FDI della Marina Nationale nel porto vecchio di Stoccolma, è avvenuta alla presenza del Presidente della Repubblica Francese Emmanuel Macron e del Primo Ministro svedese Ulf Kristersson, nonché dei Ministri della Difesa dei rispettivi Paesi, Catherine Vautrin e Pål Jonson. Questi ultimi, prima dell’apposizione della firma al contratto, hanno siglato un accordo quadro di cooperazione fra i due Paesi, con l’obiettivo di stabilire una piattaforma strategica a lungo termine in materia di difesa tra i due Paesi, come meglio vedremo oltre.
Le nuove unità navali per la sicurezza del Mar Baltico
“Queste fregate rappresentano un investimento significativo per la sicurezza marittima svedese per i decenni a venire. Rafforzeranno la capacità della Svezia di contribuire alla NATO.
…….. Queste fregate saranno piattaforme che conferiranno alla Nazione capacità marittime a lungo raggio e protezione contro i missili balistici. L’Ucraina ci ha dimostrato l’importanza di potersi difendere da questo tipo di missili” ha dichiarato il Primo Ministro svedese.

“Si tratta di un investimento strategicamente importante che rafforza le capacità di difesa e la sicurezza della Svezia alla luce del deterioramento della situazione internazionale. Le quattro fregate triplicheranno le attuali capacità di difesa aerea della Svezia. Ciò è essenziale per la sicurezza della Svezia e per le capacità della NATO”, gli ha fatto eco il Ministro della Difesa svedese.
“Questo è un giorno importante per FMV (l’agenzia per il procurement della Difesa svedese) e per la Marina. FMV firma un contratto per quattro navi all’avanguardia che rafforzeranno le nostre capacità di difesa collettiva e quelle della NATO,” ha dichiarato il Direttore generale di FMV.
Come anticipato la firma arriva a distanza a meno di quattro mesi dal momento in cui lo scorso maggio, il Governo svedese ha selezionato la proposta francese incentrata sulle unità FDI sviluppate e prodotte dal gruppo cantieristico Naval Group, momento in cui è iniziata una stretta negoziazione fra FMV e l’industria francese per raggiungere questo importante traguardo, come ha rimarcato lo stesso Direttore generale, “che ha portato a un contratto solido che ci permetterà di avere la prima nave consegnata nel 2030”.
Come ha sottolineato l’Agenzia per il procurement della difesa svedese, il progetto FDI che è in produzione ed in uso da parte delle Marine francese e greca soddisfa i requisiti stabiliti dalle Forze Armate svedesi, “il che contribuisce a un’elevata affidabilità in termini di tempistica della consegna”.
La difesa aerea e la guerra antisom sono le due capacità fondamentali per le nuove fregate, ha evidenziato l’FMV, precisando che Naval Group (oltre ad essere il capocommessa, ndr) è anche il principale integratore di sistemi, “il che significa che le navi saranno consegnate pronte per essere messe in servizio”.
Queste unità avranno un compito chiave nel soddisfare i mutamenti dei compiti della Marina svedese da quando è entrata nella NATO: il controllo della Regione del Mar Baltico. “Come Alleati, stiamo passando dalla difesa costiera all’acquisizione della capacità di controllo del mare in autonomia e, insieme agli alleati al contrasto delle minacce concrete e al dominio dell’area per creare la sicurezza e la stabilità assolutamente necessarie in questo contesto” ha dichiarato il Comandante in Capo delle Forze Armate Svedesi, il Generale Michael Claesson, in una nota emessa delle stesse Forze Armate.
Il Generale Michael Claesson ha inoltre sottolineato in tale nota l’importanza delle navi come piattaforme mobili per la difesa aerea, con il compito di garantire i flussi marittimi. “Questi flussi sono di fondamentale importanza per garantire a noi e ai nostri vicini nella nostra area operativa nel Nord Europa, inclusi Finlandia e Paesi Baltici, l’approvvigionamento logistico e di materiali civili e militari in tempo di pace, crisi e guerra”.
“Non si tratta solo di navi per il dominio marittimo,” ha continuato il Comandante in Capo delle Forze Armate Svedesi, evidenziando come “si tratta di un sistema molto complesso che, integrato con altri domini, rappresenta una difesa aerea altamente qualificata e triplica le capacità di difesa aerea ‘qualificate’ della Svezia. Per le Forze Armate, questo rappresenta un notevole incremento di capacità”.
Il programma “Luleå”
La consegna delle nuove navi della classe “Luleå”, come anticipato, sono previste tra il 2030 ed il 2034:
- HMS Luleå – 2030
- HMS Norrköping – 2032
- HMS Trelleborg – 2033
- HMS Halmstad – 2034
Aster e CAMM ER
Per soddisfare i requisiti delle Forze Armate Svedesi, la capacità di difesa avanzata delle nuove navi sarà assicurata dallo stesso binomio delle FDI francesi e greche, ed in particolare il sistema radar multifunzionale con antenna a a scansione elettronica attiva (AESA) digitale Sea Fire a quattro facce fisse fornito dal gruppo Thales ed il sistema missilistico per la difesa aerea e missilistica integrata del gruppo paneuropeo MBDA basato sulla famiglia di missile Aster e lanciatori Naval Group Sylver A50, a cui s’aggiunge il sistema missilistico superficie-aria CAMM ER sempre dello stesso gruppo MBDA, specificatamente scelto dalla Svezia per le proprie unità navali.

Quest’ultimo, sebbene non specificato, dovrebbe essere utilizzato da uno specifico lanciatore Sylver per lancio a freddo o ‘Sylver Could Launch’, capacità quella di lancio a freddo che caratterizza la famiglia di missili CAMM. Un binomio in termini di difesa missilistica aerea, quello con le munizioni Aster 30 e CAMM ER specificate da FMV, destinato a contrastare attacchi di saturazione contro un’ampia gamma di minacce.
Missili antinave, impianti d’artiglieria e sistemi per la difesa antisom
Secondo quanto dichiarato da FMV, le nuove unità FDI per la Marina svedese disporranno di un armamento cannoniero incentrato sugli affusti BAE Systems Bofors 57 Mk3 da 57 mm e Bofors 40 Mk4 da 40 mm, che dalle immagini divulgate sono rispettivamente installati a prora ed a poppa sul cielo dell’hangar, e da affusti a controllo remotizzato Saab Trackfire per armi di calibro più piccolo.

L’armamento antinave e strike terrestre è incentrato su due lanciatori quadrinati per un totale di otto missili Saab della famiglia RBS 15. A questi s’aggiunge anche la capacità antisom ed antinave organica offerta dai siluri leggeri Saab Torped 47.
Secondo il comunicato di FMV, sarà installato anche il radar Giraffe 1X di Saab che dai rendering non si vede ma si presume che la versione navale (Sea Giraffe 1X) venga installata sotto il radome facente parte dell’albero integrato della FDI, meglio conosciuto come PSIM (Panoramic Sensor & Intelligence Module).
Sebbene il comunicato di FMV non lo specifichi, dal disegno della stessa nave destinata alla Marina svedese che accompagna il comunicato, sono indicati anche le direzione del tiro per il 57 ed il 40 mm, identificate rispettivamente nei sistemi Saab Ceros 200 ed EOS 500.
Il comunicato dell’FMV non specifica quale sistema di comando e controllo (CMS) sia imbarcato ma non essendoci riferimenti al sistema nazionale 9LV di Saab, si presume che venga mantenuto il sistema SETIS di Naval Group.
La questione del missile da crociera navale MdCN
Nonostante la stampa francese abbia indicato quale facente parte del pacchetto d’armamento anche il sistema missilistico da crociera per strike in profondità MBDA Naval Cruise Missile (NCM), indicando la Svezia come il primo customer internazionale, in nessun comunicato o dichiarazione ufficiale da parte delle autorità svedesi e da FMV si parla del sistema sia come facente parte del pacchetto che come opzione.

Lo stesso Presidente Macron, riferendosi al contratto nel corso della cerimonia, ha dichiarato che con l’equipaggiamento delle future unità svedesi con il sistema superficie-aria Aster, “e possibilmente il missile da crociera navale (ndr MdCN)”, non significa soltanto consegnare delle navi ma si tratta di fornire la capacità di difendere i propri territori ai nostri alleati”, utilizzando il condizionale riferendosi alla capacità di strike terrestre in profondità.
Allo stesso tempo non ci sono riferimenti all’imbarco dei lanciatori di Naval Group Sylver A70, necessari all’impiego dell’NCM. Come noto, l’FDI può accettare sia il lanciatore Sylver A50 che il Sylver A70 e tale capacità si presume sia offerta alla Svezia fin dall’inizio in modo che un eventuale interesse possa tramutarsi in un futuro concreto progetto d’adozione per il sistema d’arma oggi offerto da MBDA nella versione Mk 2. Quest’ultima (MBDA) aspetta un contratto dalla DGA francese per lo sviluppo, qualifica e produzione.
Non sono stati forniti ulteriori dettagli in ordine al pacchetto da 4.2 miliardi di euro in termini di addestramento, supporto ed altro. Secondo quanto dichiarato dal Primo Ministero svedese, i cantieri navali e le aziende di Landskrona e Stoccolma beneficeranno di questi accordi, grazie ai contratti di manutenzione e fornitura di attrezzature con aziende svedesi. “Si rafforza quindi la sicurezza svedese, ma si creano anche posti di lavoro in Svezia e in Francia.”
La Marina svedese e le nuove fregate
Da quando vi è stata la selezione della proposta francese la scorsa primavera, secondo quanto riportato dalle Forze Armate svedesi, il personale della Marina di Stoccolma ha lavorato intensamente al progetto. Oltre ad assistere FMV, l’amministrazione svedese per gli approvvigionamenti, con i dettagli dell’ordine, esistono gruppi di lavoro che si occupano, ad esempio, di personale, banchine e infrastrutture, addestramento in Svezia e all’estero e di come dovrebbero essere formati gli equipaggi. Ad esempio, secondo quanto riportato su X dalla Marina stessa, un gruppo di ufficiali svedesi è imbarcato sulla FDI capoclasse della Marine Nationale nel viaggio di ritorno in Francia per familiarizzarsi con la piattaforma.

“I prossimi anni saranno caratterizzati dalla preparazione della Marina per la consegna delle fregate. Questo affinché possano essere operative immediatamente. Si tratta di un progetto che cambierà radicalmente la Marina in diversi ambiti, ma al tempo stesso è un passo assolutamente necessario in quanto Alleati“, ha afferma il Capo di Stato Maggiore della Marina svedese, il Contrammiraglio Johan Norlén.
Quest’ultimo, in un articolo d’opinione sul quotidiano svedese Svenska Dagbladet (SvD), ribandendo quanto dichiarato dal Comandante in Capo delle Forze Armate Svedesi, ha evidenziato come “il compito di proteggere la navigazione, contrastare minacce concrete e mantenere aperte le aree marittime – in tempo di pace, di crisi e di guerra, in qualsiasi condizione meteorologica – richiede navi in grado di essere presenti e di svolgere il proprio lavoro. La Marina del futuro sarà senza equipaggio laddove possibile e con equipaggio dove necessario. Per risolvere il mutato compito della Marina di proteggere la regione del Mar Baltico a lungo termine e indipendentemente dalle condizioni meteorologiche, è necessario qualcosa di nuovo. In questo contesto, le fregate – con i loro droni – rappresentano una parte importante della soluzione”.
“I droni appartengono al futuro e, attualmente, per affrontare le minacce in ambito marittimo è necessaria una combinazione di navi con equipaggio e veicoli senza pilota. In questo contesto, le fregate rappresenteranno un valido contributo alla costruzione della Marina di domani”.
L’accordo di cooperazione a lungo termine fra Svezia e Francia
Il Ministro della Difesa svedese Pål Jonson e la Ministra francese delle Forze Armate e degli Affari dei Veterani Catherine Vautrin, come anticipato, hanno firmato in occasione della cerimonia, un accordo quadro tra i due Ministeri con l’obiettivo di stabilire una piattaforma strategica a lungo termine per la cooperazione in materia di difesa tra i due Paesi.

L’accordo, secondo la dichiarazione congiunta, rafforza la cooperazione svedese-francese in materia di politica di sicurezza, sia per quanto riguarda le questioni operative, sia per lo sviluppo industriale e dei materiali per la difesa.
“Questo (accordo) rafforzerà il partenariato strategico tra Svezia e Francia. In un mondo incerto, è importante che i nostri Paesi, in quanto Alleati che condividono gli stessi valori, restino uniti e forti. L’intensificazione della nostra cooperazione in materia di difesa contribuisce a rafforzare sia la difesa europea che la NATO“, ha dichiarato il Primo Ministro svedese Kristersson.
“Stiamo siglando una cooperazione importante, reciproca, rispettosa e ambiziosa, a seguito della decisione della Francia, lo scorso dicembre, di acquisire il velivolo di sorveglianza e comando svedese Global Eye, prodotto da Saab….. Ciò dimostra che ciò che firmiamo oggi non riguarda solo equipaggiamenti all’avanguardia, sistemi di difesa e combattimento completamente integrati con capacità avanzate, ma anche la cooperazione strategica tra i nostri due Paesi”, ha dichiarato il Presidente Francese Macron.
“L’accordo quadro appena firmato dai nostri Ministri riflette questo impegno e copre tutti i nostri settori di cooperazione in materia di difesa – operativo, relativo alle capacità e industriale – aprendo la strada a un accordo di difesa globale tra i nostri due Paesi. Questo segnale reciproco franco-svedese rappresenta anche una scelta di sovranità europea in materia di capacità di difesa,” ha aggiunto il Presidente francese.
Commento
Secondo quanto dichiarato da FMV, il pacchetto relativo al contratto da 4.2 miliardi di euro riguarda, oltre alla fornitura delle navi, anche i sistemi di addestramento, pezzi di ricambio e relative attrezzature, ma non si parla dell’armamento. Quest’ultimo secondo quanto risulta ad AresDifesa sarà acquisito con un contratto successivo e separato che, giocoforza, vedrà il coinvolgimento principale del gruppo MBDA. Con l’annuncio di quest’ultimo, inoltre, dovrebbe essere indicato se la Svezia seguirà la Francia e l’Italia nell’acquisizione della nuova munizione Aster Block 1NT, in grado di assicurare quella capacità di difesa antibalistica avanzata richiesta da FMV e dalla Marina svedese.
Anche la Gran Bretagna con il programma per l’ammodernamento del sistema Sea Viper per la Royal Navy valuta l’acquisizione della nuova versione, senza dimenticare il programma per le nuove FREMM EVO destinate al Portogallo con avanzate capacità di difesa aerea e missilistica, in cui contratto è previsto a breve.
La scelta del sistema CAMM ER da parte della Svezia, che peraltro ha già acquisito il sistema CAMM della medesima famiglia per provvedere all’ammodernamento delle corvette leggere di classe Visby, amplia ulteriormente la comunità di futuri operatori del sistema missilistico già prescelto dalla Polonia per equipaggiare le proprie Forze Armate, in aggiunta all’Italia ed operatori non Europei.
In entrambi i casi, Naval Group dovrà procedere all’integrazione di entrambi i sistemi missilistici con il CMS, potenziando ulteriormente le capacità delle nuove unità della Marine Nationale e degli altri presenti e futuri potenziali operatori.
Foto @Försvarets materielverk (FMV) ed immagini @Naval Group


