La Thailandia ha in corso valutazioni per acquisire i missili antinave supersonici indo-russi BrahMos; al momento non è stato ancora firmato alcun contratto.

Attualmente, le Forze Armate di Bangkok non dispongono di sistemi missilistici antinave terrestri, e tale possibile acquisizione rappresenterebbe un cambiamento significativo nella strategia di difesa costiera thailandese.
Le discussioni sull’acquisto del sistema missilistico indo-russo sono iniziate dopo il decimo Dialogo di Difesa tra India e Thailandia, anche se le dichiarazioni ufficiali in merito da entrambe le parti sono rimaste sul vago.
Attualmente, la Marina della Thailandia utilizza a bordo delle principali unità di superficie missili subsonici statunitensi Harpoon e missili cinesi C-802A; la Royal Thai Air Foree per i suoi aerei da combattimento schiera missili RBS 15 svedesi.
Se acquisito, il BrahMos arricchirebbe l’arsenale thailandese con missili supersonici da crociera per attacchi di precisione a lungo raggio, aumentando in modo esponenziale l’area di possibile interdizione thailandese nel Golfo del Siam e nel Mar delle Andamane con riflessi sullo Stretto di Malacca, arteria strategica per la navigazione mondiale.
Il sistema missilistico frutto della cooperazione tra industrie russe ed indiane con la supervisione del DRDO, l’Organizzazione di Ricerca e Sviluppo del Ministero della Difesa indiano, è disponibile in varianti da difesa costiera, navali per l’impiego da navi di superficie e sottomarini ed aviolanciabile.
Caratteristiche del BrahMos
Il missile BrahMos ha un peso di circa 3 tonnellate, una testata di alto esplosivo di 300 chilogrammi, e può colpire a 300 chilometri di distanza, raggiungendo velocità vicino a Mach 2,8.
Durante la corsa il missile è guidato da un sistema di navigazione inerziale (INS), mentre per la fase terminale del attacco si attiva un sistema a guida attiva oppure satellitare (GPS/GLONASS/GAGAN) che consente al BrahMos di centrare il bersaglio con notevole precisione.
L’interesse della Thailandia per tale sistema riflette lo stato di crescente tensione nell’area; laddove l’acquisto fosse realmente finalizzato, rafforzerebbe i legami di difesa con l’India, segnando un passo avanti nelle relazioni bilaterali tra i Governi di Bangkok e Nuova Delhi, quest’ultimo sempre più interessato a costruire un’area di influenza nel Sud Est asiatico atta a contenere l’espansionismo in atto da parte di Pechino.
Nuova Delhi ha venduto il BrahMos in versione da difesa costiera alle Filippine (Esercito e Marina le cui batterie sono gestite dal Corpo dei Marines) ed all’Indonesia; risultano in atto trattative avanzate anche con il Vietnam.


