Il Presidente turco Recep Tayyip Erdogan nel corso di un’intervista rilasciata ad Al Jazeera ha dichiarato che l’Egitto potrebbe unirsi al nuovo patto di difesa reciproca tra Turchia, Arabia Saudita e Pakistan, noto come Accordo di difesa congiunta della Mecca, firmato di recente.

Tra le opzioni per ampliare l’alleanza, la partecipazione del Cairo è considerata possibile. L’accordo prevede che un attacco armato contro uno dei tre Stati sia considerato come un attacco contro tutti, impegnando i Paesi a rispondere insieme alle minacce esterne.
Il Presidente Erdogan ha sottolineato che l’accordo invia un messaggio importante al mondo. Nonostante le somiglianze con l’articolo 5 della NATO, i funzionari pakistani hanno avvertito di non considerarlo un equivalente regionale dell’alleanza militare occidentale, chiarendo che non è mirato contro nessun Paese specifico.
La situazione ad Hormuz, in Medio Oriente e Nord Africa
Durante l’intervista con Al Jazeera, il massimo esponente turco ha affrontato anche le tensioni in atto nello Stretto di Hormuz, i conflitti a Gaza, Libano e Siria, affermando che la riapertura dello Stretto è una priorità per la Turchia.
In merito alla Siria, il Presidente Erdogan ha evidenziato che la Turchia continuerà a sostenere la stabilità regionale e non abbandonerà i suoi vicini. Inoltre, il Presidente turco ha annunciato che è in programma una suavisita in Siria e ha affermato che i curdi dovrebbero partecipare alle trattative di pace per la regione.
Sui temi di Gaza, Erdogan ha dichiarato che la Turchia non lascerà soli i palestinesi, fornendo supporto politico e umano ed ha accusato Israele di continuare gli attacchi, esprimendo preoccupazione per l’aumento della violenza.
Il Presidente turco nel corso dell’intervista ha parlato anche della situazione in atto Sudan e Libia, affermando che la Turchia sosterrà entrambi i Paesi.
I rapporti con l’Unione Europea
Con riferimento ai rapporti con l’Europa, Erdogan ha messo in discussione l’importanza dell’adesione all’Unione Europea, sottolineando che non è più considerata una priorità per Ankara.
Infatti, ha citato il blocco dei negoziati di adesione, risalente al 1999, a causa di disaccordi su standard democratici che secondo la Commissione Europea non sarebbero rispettati a cui si è fermamente opposto.
La questione F-35
Infine, il Presidente turco ha menzionato la questione degli F-35, promettendo che la Turchia attenderà il rispetto degli impegni da parte degli Stati Uniti, a seguito delle dichiarazioni del Presidente Trump in ordine alla possibile revoca del veto alla vendita dei Lightning II ad Ankara.
Infatti, gli Stati Uniti avevano decretato l’estromissione della Turchia dal programma F-35 Joint Strike Fighter a seguito della decisione di Ankara di persistere nel programma di acquisto dei sistema di difesa missilistico russo S-400 giudicato incompatibile con l’adozione del velivolo da combattimento di quinta generazione.
Nonostante le dichiarazioni rilasciate dal Presidente Trump, la questione dovrà passare al vaglio del Congresso di Washington che più volte si è dimostrato ostile sulla questione.


