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Laser DragonFire a bordo dei vascelli della Royal Navy

La Royal Navy imbarcherà, prima del previsto, a bordo delle sue unità di superficie sistemi d’arma laser di nuova generazione DragonFire, i quali permetteranno di ingaggiare ed abbattere missili e droni in modo economico ed efficiente.

La tecnologia dei laser DragonFire è stata sviluppata da un consorzio formato da MBDA UK, Leonardo UK, QinetiQ e Dstl e sarà installata sulle navi da guerra britanniche a partire dal 2027, cinque anni prima del previsto, grazie a nuove attività di sviluppo e prove di successo che incoraggiano l’uso di tali tecnologie avanzate.

Il sistema d’arma laser è stato sviluppato attraverso un investimento congiunto del valore di 100 milioni di sterline da parte dell’industria e del Ministero della Difesa britannico (UK MoD), in collaborazione con il Dstl.

Finora nel corso dei severi test a cui è stato sottoposto, il laser DragonFire si è dimostrato molto preciso ed in grado di poter ingaggiare ed abbattere bersagli aerei ad un chilometro di distanza, al costo di dieci sterline ad impulso.

Infatti, le prove hanno dimostrato che il DragonFire può tracciare e colpire con successo bersagli aerei e marittimi con una precisione eccezionalmente elevata.

Inoltre, grazie all’utilizzo di fasci di luce laser altamente efficaci, il DragonFire rappresenta un’alternativa economica ed efficace per abbattere droni di costo nettamente inferiore a quello dei missili che normalmente sono impiegati per abbatterli.

Pertanto, la Royal Navy prevede che l’uso dei laser DragonFire permetterà di ridurre i costi complessivi della difesa aerea, eliminando la necessità di impiegare costosi intercettori missilistici, laddove non strettamente necessari.

Le prossime fasi del programma prevedono ulteriori prove a fuoco e la produzione ed installazione di sistemi d’arma sulle unità della Royal Navy.

Inoltre, un altro elemento che gioca a favore del DragonFire è rappresentato dalla facilità di istallazione e gestione di questo sistema d’armi laser a bordo di navi di ogni tipo, rendendo l’adozione di questa soluzione molto interessante per le Marine Alleate e partner della Royal Navy.

Fonte Leonardo UK

Foto @MBDA

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