Le Forze Armate scendono in campo contro l’emergenza cinghiali

Il 12 luglio 2024 è stata approvata la conversione in legge del DL del 15 maggio 2024 noto come “decreto agricoltura” inerente come si può evincere dal nome da varie misure a sostegno del comparto e delle filiere agricole nazionali.

Uno dei problemi affrontati è quello della così detta PSA o Peste Suina Africana che è una malattia virale di suini e cinghiali che si caratterizza per una alta mortalità tra gli animali, la rapida diffusione ma è innocua per l’uomo.

La diffusione della PSA genera un grave danno economico che è stato quantificato dall’ASSICA (Associazione degli industriali delle carni e dei salumi) per quanto riguarda l’Italia in una potenziale perdita di circa 20 milioni al mese termini di export.

Qualcuno potrebbe ora chiedersi perché su Ares siamo finiti a parlare di suini ed è questa una domanda legittima.

All’interno della legge del 12 luglio è stato inserito l’Art.2-bis che reca testualmente:Misure urgenti per la tutela della salute pubblica correlate alla diffusione della peste suina africana attraverso il potenziamento delle Forze armate e l’attivazione delle organizzazioni di volontariato di protezione civile.”

L’impiego dell’Esercito era già stato annunciato in fase di presentazione del Decreto-Legge a maggio da parte dello stesso Ministro Lollobrigida che affermava: interveniamo in maniera ferma con una azione che prevede anche l’utilizzo dell’esercito con 177 unità di personale delle Forze Armate che saranno a disposizione del commissario.”

Nello specifico la nuova legge prevede che quanto previsto per il contenimento della PSA possa essere attuato anche mediante il personale delle Forze Armate ai sensi dell’articolo 89, comma 3, del codice dell’ordinamento militare (Compiti delle Forze Armate) previa frequenza di specifici corsi di formazione e mediante l’utilizzo di idoneo equipaggiamento.

In termini numerici la legge prevede un contingente composto da un massimo di 177 unità delle FF.AA. per un periodo non superiore a 12 mesi con uno stanziamento economico di 1,75 milioni per il 2024 e 1,25 milioni per il 2025 completamente a carico del Commissario.

L’impiego a livello normativo è quello dell’Operazione Strade Sicure quindi i militari che svolgeranno questo servizio, se non appartenenti all’Arma dei Carabinieri, avranno la funzione di “agenti di pubblica sicurezza”.

Rimane dunque l’obbligo per il personale militare al fine di procedere all’identificazione ed al completamento degli accertamenti accompagnare le persone indicate nei più vicini uffici o comandi della Polizia di Stato o dell’Arma dei Carabinieri.

Il comma quattro prevede che il personale militare nelle esecuzione delle operazioni di bio-regolazione può utilizzare le dotazioni di armamento di cui è fornito, ove compatibili con il primo comma cioè di “idoneo equipaggiamento”.

Secondo quanto previsto dal Commissario Straordinario per la Peste Suina Africana i così detti “bioregolatori” sono soggetti “abilitati all’attività venatoria […] da cui l’autorità competente locale possa attingere per azioni di contenimento della popolazione di cinghiali” iscritti ad un apposito Elenco Nazionale.

A questo si aggiunge il comma 3-bis che prevede che per il “prelievo selettivo” del cinghiale è consentito l’uso di dispositivi di puntamento anche digitale, per la visione notturna, ad accezione ovviamente di quelli che costituiscono materiale d’armamento.

E’ ovvio che per andare a caccia di cinghiali non possa ritenuto idoneo l’impiego del fucile Beretta ARX 160 né di una mitragliatrice Browning M2 oppure di un fucile di precisione Barrett M82 o comunque più in generale della tipologia di munizionamento adottato dalle Forze Armate.

Oltre a dovere dunque dotare il contingente militare di dotazioni adeguate per lo svolgimento di questa missione si continua ad impiegare le FF.AA. in una serie di operazioni simili a “Strade Sicure” che richiedono grandi sforzi in termini umani soprattutto per quanto riguarda l’Esercito e che superano il concetto iniziale di “temporaneità” ed “emergenza” datato ormai 2008.

Comunque questa sembra una missione sulla falsariga della Guerra degli Emu in Australia del 1932 quando la Royal Australian Artillery (RAA) venne impiegata armata di mitragliatrici Lewis per tentare di ridurre la popolazione di Emu (l’uccello endemico australiano) che minacciava le coltivazioni dell’Australia Occidentale, ovviamente senza successo.

Note

  • Il Comma 3 dell’Articolo 89 del Codice dell’Ordinamento Militare riporta: “Le Forze armate concorrono alla salvaguardia delle libere istituzioni e svolgono compiti specifici in circostanze di pubblica calamita’ e in altri casi di straordinaria necessita’ e urgenza”
  • L’istituzione dell’Elenco Nazionale dei Bioregolatori per l’abbattimento dei cinghiali è stato previsto dall’Ordinanza del 24 agosto 2023 del Commissario Straordinario alla Peste Suina Africana ove all’articolo 11 comma 7 viene riportato: “Il Commissario straordinario, previ accordi protocollari, potrà richiedere la disponibilità del personale afferente al CUFAA (Comando unità forestali, ambientali e agroalimentari) e alle altre Forze armate iscritto nell’elenco dei bioregolatori per i piani di eradicazione della specie cinghiale.
  • Disponibile al seguente collegamento la legge n. 101 del 12 luglio 2024: Gazzetta Ufficiale

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