La scorsa settimana è stato presentato al Congresso degli Stati Uniti un rapporto ufficiale sulla perdita di velivoli statunitensi durante l’operazione Epic Fury eseguita contro l’Iran.

Come è noto il 28 febbraio 2026, Stati Uniti e Israele hanno iniziato operazioni militari contro l’Iran chiamate Operazione Epic Fury. Il conflitto ha portato a scontri aerei, marittimi e missilistici in un’ampia porzione del Medio Oriente e del Levante del Mediterraneo.
L’intensità dei combattimenti è gradualmente diminuita dopo un cessate il fuoco stabilito ad aprile, ma alcuni attacchi sono ricominciati, mantenendo la situazione altamente instabile.
Il Dipartimento della Guerra (US DoW) non ha reso nota una valutazione completa delle perdite nell’Operazione Epic Fury ma durante un’udienza dello scorso 12 maggio, è stato riferito che le spese militari in Iran sono salite a 29 miliardi di dollari, principalmente per costi di riparazione.
La lista degli aerei, elicotteri e droni persi
In quella sede dinanzi ai rappresentanti del Congresso l’US DoW ha provveduto ad elencare un totale di quarantadue aereomobili, inclusi droni, persi o danneggiati, ma ha specificato che questi numeri potrebbero cambiare per vari motivi perché vi sono in corso ulteriori accertamenti.
Tra questi vi sono quattro F-15E Strike Eagle dei quali tre abbattuti da fuoco amico kuwaitiano ed uno in Iran, evento questo che ha portato velivoli statunitensi ad operare in territorio iraniano per il recupero dei membri dell’equipaggio con ulteriori perdite di aeromobili o danni subiti nel corso dell’azione, tra cui un A-10 Thunderbolt II, due MC-130J Commando II ed un elicottero HH-60W Jolly Green II da considerare persi.
Il rapporto riporta che anche un F-35A ha riportato danni durante un’azione sull’Iran.
Sono andati persi due KC-135R a causa di una collissione in aria durante un’operazione di rifornimento in volo in Iraq ed altri cinque sono stati distrutti o danneggiati in Arabia Saudita nel corso di un bombardamento missilistico e con droni lanciato dall’Iran.
Al conto delle perdite bisogna aggiungere un E-3 Sentry andato distrutto sempre a causa di un missile balistico iraniano in Arabia Saudita.
Sono ben ventiquattro gli MQ-9 Reaper non rientrati alla base a causa della contraerea iraniana, per perdita di contatto, malfunzionamenti ed incidenti.
A questi si aggiunge un MQ-4C Triton dell’US Navy che si è schiantato durante una missione di ricognizione e sorveglianza.
Fonte US Department of War (US DoW)


