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201201-N-WC726-878 PACIFIC OCEAN (Dec. 01, 2020) - The guided-missile destroyer USS Chafee (DDG 90) launches a Block V Tomahawk, the weapon’s newest variant, during a missile exercise. This event marked the first time a Block V Tomahawk missile was operationally tested, marking the Navy’s transition to a more advanced capability for the fleet. Block V includes an upgrade that will enhance navigation performance and provide robust and reliable communications. Chafee is currently assigned to Carrier Strike Group ONE and is homeported in Pearl Harbor. (U.S. Navy photo by Ens. Sean Ianno/Released)

Le richieste del US Navy per il Fiscal Year 2024

La Marina degli Stati Uniti ha presentato la sua richiesta di bilancio per l’anno fiscale 2024 comprensiva dell’acquisto di nove unità da combattimento ed il ritiro di otto navi.

La proposta, presentata ufficialmente al Pentagono, chiede 255,8 miliardi di dollari per il Dipartimento della Marina di cui 53,2 miliardi di dollari per il Corpo dei Marines e 202,5 ​​miliardi di dollari per la Marina.

Le nove nuove unità da combattimento consistono in un sottomarino lanciamissili balistici classe Columbia, due cacciatorpediniere classe Arleigh Burke Flight III, due sottomarini d’attacco di classe Virginia, due fregate classe Constellation, una petroliera di squadra classe John Lewis ed il prototipo di un sottomarino di nuova generazione conosciuto come AS(X).

Contemporaneamente la Marina richiede l’autorizzazione a ritirare otto navi nell’anno fiscale 2024, precisamente, tre navi da sbarco classe Whidbey Island, tre incrociatori classe Ticonderoga e due navi da combattimento litoranee (LCS) classe Independence.

Di queste otto navi, la Marina ha cercato di disarmarne quattro l’anno scorso: l’incrociatore USS Vicksburg (CG-69) e le navi da sbarco USS Germantown (LSD-42), USS Gunston Hall (LSD-44) e USS Tortuga (LSD -42). 46). Peraltro, il Congresso ha posto il veto alla Marina di ritirare queste unità nel corso di quest’anno.

Alle dette unità ora la Marina vuole aggiungere gli incrociatori USS Cowpens (CG-63) e USS Shiloh (CG-67) e le LCS USS Jackson (LCS-6) e USS Montgomery (LCS-8), queste ultime commissionate rispettivamente nel 2015 e nel 2016.

Per i nuovi velivoli, la Marina richiede un totale di 88 velivoli tra cui 15 caccia F-35C Lightning II Joint Strike per la Marina , quattro F-35C del Corpo dei Marines, 16 F-35B del Corpo dei Marines, 12 sistemi di addestramento plurimotore per i Marines, 14 sistemi di addestramento plurimotore per la Marina, 15 elicotteri da trasporto pesante CH-53K per i Marines, due velivoli da trasporto e rifornimento in volo KC-130J per i Marines, due UAV da ricognizione strategica MQ-4C Triton per la Marina, tre velivoli a pilotaggio remoto imbarcati per il rifornimento in volo MQ-25A Stingray per la Marina e cinque UAV MALE MQ- 9A Predator per i Marines.

Per quanto riguarda gli armamenti, la Marina richiede 6,9 ​​miliardi di dollari per finanziare l’acquisto di 13 missili Naval Strike per la Marina, 90 missili Naval Strike per il Corpo dei Marines, 34 Tomahawk tattici per il Corpo dei Marines, nove sistemi d’arma Conventional Prompt Strike e 50 Maritime Strike Tomahawk.

La Marina è intenzionata anche a stipulare contratti di approvvigionamento pluriennali fino al 2028 per l’acquisto di diversi sistemi d’arma tra cui SM-6, Naval Strike Missile, Long Range Anti-Ship Missile e Advanced Medium Range Air-to-Air Missile.

Foto @US Navy/Ens. Sean Ianno

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