sabato, Ottobre 23, 2021

L’Egitto prospetta un intervento diretto in Libia

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Quest’articolo di Anastassios Tsiplakos è apparso nella giornata di ieri sul Gruppo Facebook di ARES-Osservatorio Difesa.


Il Presidente Egiziano Abdel Fattah al-Sisi sabato ha aperto le porte all’intervento militare diretto in Libia per fermare l’avanzata delle milizie GNA sostenute dalla Turchia.

Al-Sissi: "Propaganda dell'IS" - RSI Radiotelevisione svizzera

Infatti, ha affermato chiaramente che “Sirte e al-Jafra rappresentano la linea rossa”, in una risposta diretta alle antecedenti dichiarazioni turche che chiedevano alle forze dell’esercito nazionale libico (LNA) guidate dal Maresciallo di campo Khalifa Haftar di procedere al ritiro da Sirte e al-Jafra.

Il Presidente al- Sisi ha espresso tali dichiarazioni in concomitanza della visita presso una base aerea dell’Aeronautica Egiziana presso il confine occidentale dell’Egitto con la Libia che si estende lungo 1.200 km.

La televisione ufficiale egiziana ha dato largo risalto alle dichiarazioni ed ha mostrato le riprese del presidente egiziano che guardava i soldati e gli elicotteri decollare dalla base.

Prepararsi a compiere qualsiasi missione, qui all’interno dei nostri confini – o se necessario-, al di fuori dei nostri confini.” Questo è quanto ordinato dal Presidente Egiziano ordinò ai propri militari mentre le tensioni aumentano con la Turchia per il suo intervento nella Libia devastata dalla guerra.

Con tali dichiarazioni il Presidente al-Sisi ha voluto avvertito le forze fedeli al Governo di Accordo Nazionale (GNA) di Tripoli, riconosciuto a livello internazionale, appoggiato dalla Turchia di non varcare l’attuale fronte con l’esercito nazionale libico (LNA) con base orientale del generale Khalifa Haftar.

Khalifa Belqasim Haftar - Wikipedia

Domenica il governo libico ha etichettato la minaccia egiziana di intervento come una “dichiarazione di guerra … Questi sono visti come passi ostili e un chiaro intervento agli affari interni e una dichiarazione di guerra“. Il governo ha lanciato l’Operazione Peace Storm contro Haftar a marzo per contrastare gli attacchi alla capitale, Tripoli, e, recentemente, ha liberato posizioni strategiche, tra cui Tarhuna, l’ultima roccaforte di Haftar nella Libia occidentale. Ha severamente condannato il sostegno militare di Egitto, Emirati Arabi Uniti, Francia e Russia agli attacchi di Haftar a Tripoli, iniziati il ​​4 aprile 2019.

Peraltro, la Turchia negli ultimi mesi ha aumentato il supporto militare al GNA, consentendo di invertire un assalto che durava da 14 mesi alla capitale Tripoli da parte di forze fedeli a Haftar, sostenute da Egitto, Russia e Emirati Arabi Uniti. La Turchia sostiene la posizione del GNA riconosciuto dagli Stati Uniti e ha chiesto alle forze di Haftar di ritirarsi dalla strategica città di Sirte per garantire un cessate il fuoco durevole, accusando al contempo la Francia di “mettere a repentaglio” la sicurezza della NATO.

Sarraj's Turkey visit and a new era in Libya | Daily Sabah

Il Presidente al-Sisi ha sottolineato che qualsiasi ruolo diretto dell’Egitto in Libia godrebbe della legittimità internazionale, sia secondo la Carta delle Nazioni Unite (il diritto all’autodifesa) sia in base alla volontà della sola autorità legittima eletta dal popolo libico, vale a dire la Camera dei rappresentanti libica.

Sarebbe facile per l’Egitto ottenere un mandato dal parlamento libico, l’unica istituzione legittima in Libia, ha dichiarato Aref el-Nayid, capo del Libyan Revival Bloc.

Gli osservatori affermano che la nuova posizione egiziana farà probabilmente in modo che la Turchia controlli la sua spinta verso Sirte e Al-Jafra, nonché la sua ricerca di intese sottobanco con la Russia e gli Stati Uniti, ignorando le posizioni arabe.

AUTORE

Anastassios Tsiplakos è un esperto di armamenti, politica, questioni energetiche della Grecia e del Mediterraneo Orientale.

E’ l’animatore della rivista on line https://www.semedenergydefense.com/ a cui rinviamo per approfondimenti per l’operazione “Irini” e la complessa vicenda libica-mediterranea in atto.

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