sabato, Ottobre 16, 2021

L’IFV Puma al centro del mirino delle critiche e di possibili tagli

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Secondo la stampa tedesca, il programma del IFV Puma è al centro di un ampio processo di revisione critica che potrebbe portare il Bundestag e la Bundeswehr a decisioni clamorose in merito.

Infatti, sulla base di quanto s’apprende da fonti giornalistiche qualificate, la Bundeswehr starebbe valutando piani per posticipare gli investimenti, già programmati, a tempo indeterminato o, addirittura, per annullare totalmente il 2° ordine previsto di 220 nuovi Puma, ordine che era previsto per l’estate del 2020 e che è stato rinviato, al momento, al 2022.

In bilico ci sarebbe persino il programma di retrofit tecnico dei 350 Puma già costruiti e consegnati che dovrebbero essere portati allo standard VJTF (la Forza di Intervento Rapido della NATO ad altissima prontezza operativa), livello richiesto per i veicoli da combattimento della fanteria destinati ai reparti tedeschi che formeranno la VJTF 23.

Questo programma di retrofit tecnico, resosi necessario per colmare le lacune fin qui presentate dal mezzo e per eliminarne le obsolescenze tecniche (il programma Puma è figlio della Guerra Fredda), sarebbe sospeso fino a nuovo e diverso ordine.

Costi fuori controllo e necessità di finanziare altri grandi programmi

Tra l’ordine per i nuovi 220 IFV ed il retrofit di quelli già costruiti si parla di un contratto del valore globale di circa 5,2 mld di euro, commesse che sarebbero gestite dalle consorziate Rheinmetall e Krauss-Maffei Wegmann che producono il Puma.

Le principali criticità del programma PUMA per i pianificatori tedeschi risiedono nei costi aggiuntivi non preventivati che stanno lievitando inesorabilmente, il mancato raggiungimento dei requisiti richiesti dallo standard VJTF e, non ultima, la necessità di trovare risorse per alimentare contemporaneamente grandi programmi come il velivolo di generazione avanzata FCAS/SCAF, i P-8A Poseidon, i sottomarini U-212CD, le nuove unità rifornitrici di squadra, il programma Quadriga per i 38 nuovi Eurofighter, il programma Eurodrone ed il nuovo MGCS destinato a dar vita ad un nuovo carro armato. Quasi tutti questi programmi hanno la precedenza nel finanziamento perché sono frutto della collaborazione con altri Paesi o rappresentano investimenti nel settore industriale tedesco, in teoria, avrebbero una sorta di “corsia preferenziale”.

Ovviamente, la cancellazione del nuovo ordine e, addirittura, lo stop al programma di ammodernamento dei Puma già in servizio avrebbe gravi ripercussioni occupazionali per Rheinmetall e per Krauss-Maffei Wegmann che si troverebbero a dover gestire grossi esuberi e pesanti cali di produzione.

Per l’Heer le prospettive sono quelle di dover ulteriormente operare con i venerabili Marder, peraltro costantemente aggiornati, e “tirare avanti” con i Puma, in attesa di “schiarite” sul fronte parlamentare.

Foto Bundeswehr

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