sabato, Luglio 31, 2021

L’India valuta il leasing di un paio di Boeing KC-46A Pegasus

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Secondo la stampa indiana, la Indian Air Force sta valutando l’ipotesi di accettare la proposta di Boeing relativa la fornitura in leasing di un paio di avio cisterne KC-46A Pegasus.

Infatti, l’Aeronautica di Nuova Delhi è alle prese con diversi problemi nel settore delle avio cisterne in quanto, al momento, ha in linea solo IIyushin-78 Midas che iniziano ad avere problemi di manutenzione, essendo entrati in linea nel 2003 e, soprattutto, sta aumentando esponenzialmente il numero di aerei da combattimento con capacità di rifornimento in volo. Infatti, i cacciabombardieri Dassault Rafale e gli stessi Tejas costruiti localmente sono dotati della sonda di rifornimento in volo e si aggiungono ai Sukhoi Su-30 SMI già in linea e che probabilmente saranno aumentati nel breve-medio termine con un ulteriore ordinativo.

L’opportunità del leasing

Al momento, la IAF ha lanciato un programma di parziale modernizzazione e manutenzione dei sei Il-78 Midas che sono sottoposti a profonda revisione sulla base ad un contratto del valore di 80 milioni di dollari assegnato alla società PJSC Ilyushin. Ma, ovviamente, i sei Il-78 non sono in grado di far fronte alle esigenze crescenti della componente operativa dell’Aeronautica Indiana che deve operare non solo lungo i confini con il Pakistan e la Cina ma sempre di più nel Oceano Indiano.

Indian Air Force Ilyushin Il-78MKI (RK-3454) at RAF Brize Norton (1).jpg

Pertanto, lo Stato Maggiore della IAF per far fronte alle nuove esigenze ha indicato un requisito di massima ma non formalizzato di sei nuove avio cisterne e vi sarebbero in corso colloqui esplorativi con Boeing che propone, appunto, il KC-46A e con Airbus per l’A330 MRRT. Attualmente, peraltro, questo programma non ha ancora copertura finanziaria e non è stato autorizzato a livello governativo (le procedure ordinarie indiane in tema di appalti militari sono piuttosto farraginose e richiedono una serie di passaggi autorizzativi).

Per tale motivo, la IAF vorrebbe essere autorizzata ad una procedura straordinaria (come avvenuto per i 36 Rafale) con procedura amministrativa “semplificata” e valuta positivamente il leasing finanziario e/o operativo (ore di volo messe a disposizione da Boeing) perché non comporterebbe costi dirompenti sul bilancio e che sarebbero spalmabili sull’intero periodo di leasing, senza obbligo di riscatto finale dei velivoli e con il vantaggio di essere rinnovabile.

L’esempio giapponese

Tra l’altro, la IAF è interessata al Pegasus in quanto il Giappone, suo alleato in funzione anti cinese, è in procinto di immettere in linea il primo di quattro esemplari ordinati, nonostante i problemi tecnici non ancora definitivamente risolti da Boeing e dall’USAF che ha lanciato il programma per la sostituzione dei KC-135 e dei KC-10.

Da notare che il Giappone gestisce anche una flotta di quattro Boeing KC-767J e 2 Lockheed Martin KC-130H Hercules e per il KC-767 ha stretto accordi di collaborazione con l’Italia che ha in servizio altri quattro KC-767A e una decina di KC-130J Super Hercules.

I prossimi Pegasus israeliani

A fine febbraio scorso il Ministero della Difesa di Israele ha sottoscritto una lettera di interesse all’acquisto di una prima coppia di Boeing KC-46A; l’Aeronautica Israeliana ha un requisito per un massimo di otto nuove avio cisterne destinate a sostituire i venerandi Boeing 707, già appartenenti alla compagnia di bandiera El AL, trasformati negli anni settanta del passato secolo in avio rifornitori.

Nell’autorizzazione alla vendita dell’anno passato, l’Amministrazione di Washington ha accordato la possibilità per le industrie aeronautiche israeliane di poter “intervenire” sul velivolo; evidentemente, l’Aeronautica Israeliana ha ben chiare le attuali limitazioni del Pegasus ed intende risolverle con soluzioni messe a punto dall’industria di casa che da decenni lavora in questo settore.

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