mercoledì, Gennaio 26, 2022

L’Iraq vuole fare shopping in Turchia

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Il Ministro della Difesa iracheno Cuma Inad Sadun ha annunciato di aver raggiunto un accordo con la Turchia per l’acquisto di UAS Bayraktar TB2 SİHA, dodici elicotteri da combattimento T129 ATAK e sei sistemi KORAL Mobile Electronic Warfare Systems. 

Tale accordo sarebbe stato siglato in occasione della IDEF 21 (Fiera internazionale dell’industria della difesa) nel corso della quale il Ministro iracheno ha avuto incontri con i funzionari dell’industria della difesa turca.

Gli UAS Bayraktar TB2 sono stati acquistati recentemente dall’Aeronautica Ucraina che li impiega in compiti di sorveglianza marittima ed è stato selezionato dalla Polonia; inoltre, questo UAS che può essere impiegato in missioni di combattimento con munizionamento di precisione messo a punto dalla stessa industria di Ankara è stato fornito alla Tunisia ed al Marocco.

Il T-129 ATAK è la versione turca del Leonardo AW129, prodotta in loco con componenti messe a punto dall’industria di Ankara. Detto elicottero è stato impiegato nella Siria del nord ed è stato venduto al Pakistan ed offerto alle Filippine. Sulla vendita al Pakistan sono intervenuti problemi perché l’Amministrazione statunitense hanno posto il veto poiché dotato di turboalberi LHTEC T800 (la versione CTS800-4A) frutto della cooperazione tra la britannica Rolls Royce e la nord americana Honeywell, bloccando le licenze di esportazione per i motori. Il veto nord americano sarebbe stato sollecitato dall’India, Paese partner privilegiato degli Stati Uniti, preoccupata del potenziamento pakistano e dal ostracismo di Washington ad Islamabad, alleata di Pechino.

Pertanto, per non sottostare ai veti statunitensi, l’industria turca sta mettendo a punto un motore di produzione nazionale (con assistenza ucraina) il TEI TS1400 da 1400 che troverà applicazione anche sulla nuova versione ATAK 2 e sul TAI 629 da trasporto medio. Il Pakistan ha ordinato 30 esemplari del T-129 ATAK mentre le Filippine ne avrebbero richiesto 6, ma sarebbe scattato il veto statunitense, in tal caso dettato più da motivi protezionistici dell’industria statunitense che per effettivi motivi geopolitici.

Infine, il KORAL Mobile Electronic Warfare System è un potente jammer terrestre per il disturbo e l’inganno dei radar ostili, già impiegato in Siria ed in Libia (un esemplare è andato distrutto durante un bombardamento dell’aviazione del LNA che fa capo al Maresciallo Haftar) ed è stato recentemente venduto in diversi esemplari al Marocco che li potrà impiegare per disturbare, principalmente, i radar e le emissioni algerine.

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