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L’Iraq vuole potenziare le difese aeree

Il Governo di Bagdad è alla ricerca di sistemi di difesa aerea ed antimissile per aumentare e migliorare le capacità nel settore.

La compagine governativa, infatti, teme che l’Iraq possa diventare presto un campo di battaglia poiché le milizie sciite filo iraniane persistono nei loro attacchi portati contro basi ed istallazioni statunitensi e, oltre la reazione di Washington, potrebbe esservi anche quella di Tel Aviv sempre più ai ferri corti con Teheran e la sua galassia di alleati nella regione mediorientale.

Di fatto, allo stato attuale la difesa antiaerea ed antimissile irachena non rappresenta un soverchio ostacolo e non è mai intervenuta a contrastare i raid statunitensi e della Coalizione portati contro obiettivi dello Stato Islamico, né tantomeno quelli organizzati dall’Aeronautica Turca che ripetutamente ha colpito nel Kurdistan iracheno.

Gli Stati Uniti, a causa della deriva sempre più filo iraniana del Governo di Bagdad, già da diverso tempo hanno rallentato se non addirittura cessato le forniture al Iraq di materiali e sistemi d’arma tecnologicamente avanzati e si sono rifiutati di dar seguito alle richieste irachene di ammodernare le Forze Armate.

Inoltre, Washington ha esercitato attività di “moral suasion” nei confronti dei principali alleati occidentali per astenersi dal vendere al Iraq armamenti tecnologicamente avanzati che potrebbero finire in mani iraniane.

Pertanto, le richieste di Bagdad di ottenere sistemi Patriot e NASAMS sono state rispedite al mittente ed anche i sondaggi effettuati dal Iraq con industrie europee per l’acquisto di sistemi avanzati non sono andati a buon fine.

Ora l’Iraq ha fretta perché la situazione in Medio Oriente diventa sempre più incandescente e gravemente incerta ed ha un timore crescente perché il suo spazio aereo è permeabile e vulnerabile.

Per far fronte alle sue esigenze, Bagdad avrebbe aperto trattative con Mosca che, peraltro, è fortemente invischiata nella guerra con l’Ucraina e la produzione di sistemi d’arma serve in via prioritaria ad alimentare lo sforzo bellico russo, e con Pechino che può offrire una serie di soluzioni anche in tempi piuttosto rapidi.

Per “tamponare” la situazione l’Iraq si è rivolta all’Iran ed a tal fine è stata formata una commissione paritetica tra i funzionari della Difesa dei due Paesi per affrontare la questione; è altamente probabile che un certo numero di sistemi di difesa aerea ed antimissile fabbricati in Iran siano trasferiti in breve tempo al Iraq per la protezione degli obiettivi sensibili e di quelli che potrebbero essere oggetto di attacco, la cui protezione interessa indirettamente anche Teheran.

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