fbpx

L’Istituto di Scienze Militari Aeronautiche di Firenze

Intervista al Generale Urbano Floreani, Comandante dell’ISMA

Razionalità ed efficienza sono le caratteristiche che contraddistinguono l’Istituto di Scienze Militari Aeronautiche, il complesso monumentale, realizzato su progetto dell’Architetto Prof. Raffaello Fagnoni, nell’area occidentale del parco delle Cascine, a Firenze. Nacque quale Scuola di Applicazione della Regia Aeronautica, in seguito divenne Scuola di Guerra Aerea – Scuola di Applicazione A.M., oggi è l’Istituto di Scienze Militari Aeronautiche, ma per Firenze ed i fiorentini è, e probabilmente rimarrà per sempre, la “Scuola di Guerra Aerea” dell’Aeronautica Militare.  L’intera struttura, concretizzata in soli nove mesi (marzo 1937 – gennaio1938), considerata uno dei monumenti di Firenze, è un vivido esempio di architettura razionalista italiana, ancora oggi dedicata alla diffusione delle dottrine militari attraverso le attività formative e didattiche, così come fu pensata e progettata. E’ ammirata per modernità e razionalità, oltre che per l’elegante rigore compositivo.

Istituto di alta formazione dell’Aeronautica Militare, l’ISMA si afferma anche quale polo culturale e di pensiero della Forza Armata, ospitando Congressi e Seminari Internazionali a carattere aeronautico e militare, nonché convegni e gruppi di studio e lavoro sia nazionali che internazionali. Le potenzialità logistiche e tecnologiche dell’ISMA sono riconosciute ed apprezzate anche a livello interforze ed industriali tali da poter ospitare simposi, tavoli di lavoro, riunioni NATO, UE e civili.

A coronare l’impegno e lo sviluppo, la Bandiera dell’Istituto fu decorata nel 2009 di Medaglia d’Oro al Merito Aeronautico: “Testimone del pensiero aeronautico orientato all’azione… responsabile impegno pluridecennale nelle attività di studio per lo sviluppo e la promozione del progresso aeronautico…. alto senso del dovere…. dà lustro all’immagine dell’Aeronautica Militare, delle Istituzioni della Difesa e dell’Italia tutta”.

Lo stemma dell’Istituto è racchiuso in uno scudo francese moderno, detto anche scudo sannitico, con sfondo di colore azzurro e profilo in oro. La simbologia dello stemma trova fondamento nel mito di Pegaso, il cavallo alato protagonista di uno dei cicli mitologici più longevi della civiltà occidentale, matrice di numerose opere letterarie dall’epoca Omerica sino alla romana. Il Pegaso rappresentato con il petto puntato al cielo, è pronto a spiccare il gran balzo, quasi che la fonte semidivina della poesia, del sapere e della scienza gli possano conferire le forze e l’ardire per tentare le vie dell’azzurro.

L’incontro con il Comandante l’Istituto di Scienze Militari Aeronautiche, Generale Urbano Floreani, è atteso all’interno della Palazzina Comando, cuore della cittadella nonché sede dei suoi Uffici. L’edificio è in similitudine con la “domus” romana, la fontana posta quasi nel centro ricorda, appunto, il famoso “impluvio”, cioè la raccolta delle acque. Il richiamo allo stile tardo rinascimentale fiorentino traspare dalle finestre che impreziosiscono il 1° piano. L’architetto ripropone qui “la finestra inginocchiata”, disegnata da Michelangelo. Nella completezza decorativa dell’edificio si nota la rifinitura, che corre nella parte più alta della palazzina fino a rivestire lo stipite dei loggiati delle terrazze, realizzata con tessere di ceramica vetrificata disposte a mosaico.

All’ingresso della Palazzina Comando è ubicato un piccolo ambiente all’interno del quale Raffaello Fagnoni, uno dei principali interpreti del cosiddetto “pensiero razionalista italiano” applicato all’architettura, era in continua attività, modificando in corso d’opera alcuni aspetti del suo progetto. Oggi in quella stanza si respira l’atmosfera di quel 1937 …gli arredi dell’epoca, la bandiera dallo scudo sabaudo, le fotografie in bianco e nero. Al muro i suoi “capolavori” (bozzetti, piantine, rendering), gli articoli di giornali, le divise “bleu avion” con il grado di Capitano dell’Aeronautica. 

Saliamo al piano superiore percorrendo un’imponente scala autoportante, vestita di marmi dai caldi colori del verde e del rosa.

E’ presso il suo ufficio che incontriamo il Generale Urbano Floreani, Comandante dell’Istituto.

Comandante Floreani, una carriera prestigiosa, ricca di meriti e soddisfazioni. Ci racconta le sue prime emozioni che ha percepito quando è arrivato all’Istituto di Scienze Militari Aeronautiche (ISMA) di Firenze come Comandante?

Ho frequentato il corso Marte IV dell’Accademia Aeronautica. Durante la carriera ho prestato servizio presso il 5° Stormo di Cervia. Ho avuto anche il privilegio di volare con le Frecce Tricolori con sede nella città di Rivolto, avendo l’onore di rappresentare il Paese, infatti, da Capitano sono stato Pilota del 313° Gruppo Addestramento Acrobatico, dove mi sono qualificato come Istruttore di Specialità, nelle categorie Acrobazia e Tattiche operative CBR. Ho rivestito un altro importante incarico di Comando prima di arrivare all’ISMA di Firenze, quello alla guida del 4° Stormo di Grosseto, uno dei reparti responsabili della Difesa Aerea nazionale, attivo 24 ore su 24. Ho anche avuto esperienze in Teatri Operativi all’estero, tra i quali quello in Afghanistan.

Le mie prime emozioni provate quando mi sono insediato da Comandante dell’Istituto di Scienze Militari Aeronautiche, sono state quelle classiche del primo giorno di scuola, gioia ed entusiasmo di iniziare. Presso l’Istituto avevo già frequentato diversi corsi, ma svolgere il compito di Comandante di questo Istituto di alta formazione è differente, si hanno molte responsabilità. Come succede spesso nel mondo Aeronautico, quello che può aiutare è l’esperienza del passato, ciò che chiamo “il senso del volo”, come quando ogni volta che si cambia aeroplano è come se si ricominciasse da zero, ed è una sensazione bellissima. L’ingrediente principale nella vita di un militare è l’umiltà. Nel nostro mondo, come in quello di tutte le altre Forze Armate, nella sfera lavorativa molto spesso si sente quel bisogno di aggiornarsi ogni volta, studiare, mettersi in discussione, vedere, toccare con mano realtà che richiedono impegno, coordinamento, pensiero, responsabilità, sinergie, collaborazioni e senso del dovere, sempre, sia in Forza Armata che in ambito Interforze.

Ci illustra le attività dell’Istituto di Scienze Militari Aeronautiche (ISMA), i corsi di alta formazione e come specializzarsi sulla Comunicazione nell’Arma Azzurra?

Il cuore pulsante dell’Istituto Scienze Militari Aeronautiche è la formazione, lo è stato sin dall’inizio e con il tempo si è evoluto, adattata alle esigenze di Forza Armata e del Paese. Abbiamo tantissimi corsi, rivolti a tutti i gradi, infatti possiamo trovare dall’Aviere al Generale. I Corsi sono caratterizzati da dinamiche d’aula (dinamiche relazionali) che creano una condivisione, una crescita dei discenti e di questo Istituto. Riguardo alla specializzazione dei Public Affairs, è previsto il corso SICI (Specialista dell’Informazione e della Comunicazione Istituzionale) creato solo pochi anni fa ed al quale partecipa il personale di tutta la Forza Armata individuato dai singoli Comandante di Ente. La figura del Public Affairs si basa su tre pilastri fondamentali, quali, la comunicazione interna, esterna ed i media engagement, cioè l’ingaggio con i settori dei media (come giornalisti televisivi, radiofonici, e della carta stampata). Vi sono, inoltre, i corsi svolti al Reparto Formazione Didattico Manageriale, come ad esempio il Project Management, Negoziazione e Gestione dei Conflitti, Formazione Formatori per l’abilità all’insegnamento ed il corso di Management Portfolio, tutti svolti in piena condivisione, al fine di una crescita comune“.

Comandante, lei che è un esperto, cosa ci dice in merito al settore della comunicazione dell’Aeronautica Militare e il rapporto con le nuove piattaforme tecnologiche?

Quando sono arrivato all’Ufficio Pubblica Informazione dell’Aeronautica Militare, questo era inserito all’interno di un Ufficio Generale per la comunicazione, e l’Aeronautica si stava già muovendo su nuove piattaforme tecnologiche, che all’inizio erano oggetto di esplorazione, e non erano ancora integrate con la parte di comunicazione istituzionale della Forza Armata, ma solo di divulgazione. Il primo grande passaggio è stato quello di inserire le nuove piattaforme social all’interno dell’Ufficio Pubblica Informazione, anche se differente dai media tradizionali, poichè non esiste un rapporto con il giornalista, ma una sorta di confezionamento delle informazioni che possono essere successivamente prese dai media stessi e utilizzate per una loro attività. La maggior parte dell’informazione oggi giorno viene diffusa attraverso i social, a volte anche in una maniera un po’ “isterica”, e, quindi, bisogna conoscere quali sono le dinamiche e come comunicare in funzione delle piattaforme, dato che cambia l’audience a cui si rivolge. Sicuramente una lezione di leadership che il nostro Colonnello Fioravanti dedica ai Capitani, sarà diversa da quella rivolta ai ragazzi della Scuola “Douhet”, poiché cambia l’utente che riceve la nozione. La stessa cosa accade alla comunicazione, che non cambia nei contenuti ma nel modo in cui ci si rivolge alle varie tipologie di persone“.

Parliamo di nuove tecnologie nell’ambito dell’alta formazione all’ISMA, ci illustra l’AM E-learning dell’Aeronautica Militare e come l’Istituto coordina il network delle varie piattaforme?

L’ambiente E-learning dell’Aeronautica Militare, ossia la moderna metodologia realizzata in un contesto “blended” – cioè “combinato”, sia a distanza che “frontale” – rappresenta una significativa innovazione nel processo di perfezionamento professionale del personale operante nella Forza Armata, pensata per coniugare flessibilità, continuità, efficienza ed efficacia didattica con l’utilizzo delle più aggiornate tecnologie formative. In questo nuovo ambiente è possibile infatti: migliorare la qualità dell’apprendimento mediante l’accesso a risorse ed attività e la garanzia di adeguati sistemi di tutorship, sia per la gestione del processo formativo, che per il presidio dei contenuti proposti; costituire in rete una “comunità di apprendimento” dove instaurare conoscenze condivise, scambiare opinioni ed esperienze, avviare discussioni ed approfondimenti ritenuti utili sulle tematiche oggetto dei vari corsi, realizzando un vero e proprio Learning Network e attuando così quella filosofia del Knowledge Management/Sharing (“gestione/condivisione della conoscenza”) che è oggi considerata la chiave portante di ogni processo innovativo riguardante l’organizzazione, mantenere un aggiornamento costante, nell’ottica del cosiddetto “apprendimento continuo” (Lifelong Learning), che è divenuto oramai un obiettivo strategico per il personale di ogni organizzazione che voglia essere sempre al passo coi tempi ed assolvere in modo puntuale ed efficace la propria specifica missione.

L’AM E-learning” e’ stata una vera evoluzione nell’Aeronautica Militare. Abbiamo soprattutto realizzato corsi per Formatori a distanza. L’efficacia della formazione a distanza e quella in presenza, dipende dalla materia trattata. In caso di necessità, la formazione a distanza, come per esempio durante la Pandemia, e’ stata utile per non interrompere la formazione, sottolineando che la presenza umana in termini di alta formazione è importante. Ci sono alcuni corsi che a distanza perdono di efficacia, quindi non è possibile svolgerli in tal modo, mentre altri, invece, possono essere svolti attraverso una formazione “Blended”. Per questo il tema dell’“AM E-learning” é una parte fondamentale. Con il corso SICI (Specialista dell’Informazione e della Comunicazione Istituzionale), ad esempio, e’ stato studiato, prototipato e disegnato dall’Ufficio Stampa quando ero in servizio a Roma, una parte di “Distance Learning” (apprendimento a distanza) e l’altra in presenza.

Per sfruttare l’efficacia della presenza al meglio abbiamo sviluppato da diversi anni la formazione esperienziale che, a differenza della formazione di tipo deduttivo che prevedeva la presenza di un docente esperto in una materia per travasare i contenuti ai partecipanti, ai formatori, prevede una tipologia di insegnamento di tipo induttivo dove, seguendo il ciclo di Kolb, i Frequentatori saranno portati a vivere delle esperienze concrete sul campo ed a fattore comune, per tirare fuori degli apprendimenti nati da queste esperienze. L’adattamento e la flessibilita’ sono la chiave vincente per il potere Aereo (“Flexibility is the winning key to Air power”), una flessibilità necessaria ad un’organizzazione reattiva e volta al futuro“.

Comandante, quanto è importante essere aggiornati in campo operativo, soprattutto per l’Aeronautica Militare che e’ una Forza Armata tecnologicamente avanzata?

La parte operativa è l’espressione della Forza Armata. All’ISMA di Firenze non solo offriamo alta formazione, ma sviluppiamo anche il pensiero Aeronautico, formiamo e partecipiamo ad una crescita professionale di tanti colleghi, che sono poi chiamati ad rivestire incarichi importanti presso i Comandi di Stormo, di Reparti, sia all’Estero che nel contesto Nazionale, Comandanti di Gruppo, di Squadriglia. All’Istituto di Scienze Militari Aeronautiche (ISMA) l’esperienza dell’operatività si tocca con mano, e la competenza e l’esperienza operativa ogni singolo professionista la porta con sé e la condivide con gli altri. Questa condivisione continua permette alla Forza Armata di evolvere e aggiornarsi, restando sempre al passo coi tempi come la tecnologia che contraddistingue l’Arma Azzurra“.

L’ISMA apre una collaborazione soprattutto con l’Ordine dei Giornalisti della Toscana, dove l’accoglienza e’ una vera eccellenza, ed i corsi per i “Giornalisti Embedded” ce ne parla?

L’Ordine dei giornalisti della Toscana, negli scorsi anni, ha chiesto di intraprendere una collaborazione con il nostro Istituto per realizzare un corso di formazione utile al raggiungimento di crediti formativi obbligatori relativi alla professione giornalistica. Da qui la stipula di un accordo finalizzato ad avviare progetti didattici legati alla formazione ed all’aggiornamento di giornalisti. L’accordo prevede, inoltre, approfondimenti su tematiche riguardanti aspetti di informazione rivolte all’analisi delle fonti ed a fenomeni di disinformazione su piattaforme digitali, a beneficio del personale dell’ISMA e degli Allievi della Scuola Militare “Giulio Douhet”. Abbiamo quindi ospitato giornalisti dell’Ordine, arrivati da tutta la Toscana, mostrando loro alcune realtà della nostra Forza Armata, e cercando di far comprendere soprattutto come interagire con il mondo militare. Attualmente e’ possibile, per i giornalisti civili che appartengono ad un Ordine, fare una richiesta per seguire le Forze Armate in Teatri Operativi attraverso una sorta di mini addestramento, dove verrà reso noto il comportamento da attuare. Senza questo addestramento si rischierebbe di essere una sorta di freno nel contesto operativo, soprattutto nella parte “Embedded”. E’ una opportunità molto importante, anche perché e’ giusto che il giornalista possa scrivere una sua testimonianza, ovunque si trovi, che sia in Libia, in Libano, o in Iraq, in Afghanistan. Allo stesso tempo però, deve essere un minimo preparato, anche a saper gestire situazioni di difficoltà. Un esempio è quello effettuato a Pisa in sinergia tra i giornalisti e l’Aeronautica Militare, dove si è imparato a salire e scendere da un Velivolo o da un Elicottero, oppure su una Nave come saper scendere e salire in caso di un pericolo, o un’avaria“.

Progetti prossimi futuri in onore del Centenario dell’Aeronautica Militare?

Quest’anno l’Aeronautica festeggerà cent’anni dalla sua fondazione e, come afferma il nostro Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica, il Generale di Squadra Aerea Luca Goretti, il Centenario sarà una grande occasione per raccontare la nostra storia, far conoscere i nostri valori, i nostri ideali, e le nostre preziose capacità al servizio della Collettività e delle Istituzioni. Nel mese di febbraio 2023 si svolgerà un bellissimo evento, che ci vedrà apripista del Giubileo per i Cento anni della Forza Armata: esattamente il 15 di febbraio a Firenze in Palazzo Vecchio, con un Simposio storico, ripercorreremo in 6 Panel, quelli che sono stati i primi 100 anni dell’Aeronautica Militare. Partendo proprio da Leonardo Da Vinci, nella città di Firenze, città della bellezza e della cultura, soprattutto del Volo. Ricordo, infatti, che il primo volo è stato in Toscana. Si parlerà della storia del volo, dell’Aeronautica e degli eventi che l’hanno vista protagonista nella storia del Paese. Toccheremo alcuni momenti fondamentali, rivolgendoci principalmente ad un’audience fatto di studenti, giovani pieni d’interesse ed incuriositi dai contenuti.

I Cento anni dell’Aeronautica Militare, in volo verso il futuro.

“Una giornata di restituzione del senso profondo ed universale della cultura aeronautica, che è geografia degli spostamenti, intreccio di competenze, densa di significati umani oltre che di sfide tecnologiche, scientifiche e concettuali. Una passione, ma anche una disciplina di vita: difatti, il volo è come uno squarcio nella parete dell’esistenza, che lascia intravedere orizzonti più ampi, anche se meno battuti. La più grande lezione valoriale che ci viene dal volo e dalla cultura aeronautica è l’istigazione alla diversità, vale a dire ad essere ciò che davvero siamo, fino alla più irreparabile ed irrimediabile unicità”.

Il programma del Simposio storico a Palazzo Vecchio del 15 febbraio prevede:

Ore 9,30            LE ORIGINI DEL VOLO: DA LEONARDO DA VINCI AI FRATELLI WRIGHT. Ore 10,45 LE IMPRESE AVIATORE E PRIMATI.

Ore 11,50          INGEGNERIA AERONAUTICA, FOCUS SU GUIDONI E BROGLIO.

Ore 13,50          GLI EVENTI CHE HANNO FATTO LA STORIA: LA GUERRA DEL GOLFO.

Ore 14,55           LA DIFESA DELLO SPAZIO AEREO ITALIANO E NATO, DAL DOPOGUERRA AI GIORNI NOSTRI

Ore 16,00            LA DIMENSIONE AEROSPAZIALE: TESTIMONIANZA ASTRONAUTI.

Si ringraziano il Tenente Lorenzo Petricca ed il Primo Graduato Giuseppe Di Martino Aeronautica Militare ISMA, Firenze.

Intervista curata da Valentina Busiello

Articolo precedente

In Libano avvicendamento al comando della Task Force ITALBATT

Prossimo articolo

Cerimonia di consegna dei brevetti ai nuovi Palombari del Corso Ordinario 2022

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Latest from Blog

Ultime notizie