L’Italia è diventata la nuova nazione partner dell’F-35 Partner Support Complex (PSC) a completare da sola il suo primo Mission Data File (MDF) a supporto della flotta F-35 Lightning II dell’Aeronautica Militare Italiana.

L’F-35 PSC, attivato nel 2016, ospita sette nazioni partner che hanno acquistato gli F-35 dagli Stati Uniti e collaborano con gli Stati Uniti allo sviluppo di MDF.
Gli aerei fanno affidamento sugli MDF per fornire ai piloti la consapevolezza di quali potenziali minacce possono esserci in un’area e come contrastarle, come radar e missili terra-aria (SAM).
Le informazioni provengono da ciò che i sensori dell’aeromobile rilevano durante i voli e sono guidate dai dati della missione.
All’atterraggio, i piloti rivedono i loro nastri e forniscono feedback sulle prestazioni dell’MDF agli sviluppatori di dati di missione per migliorare le prestazioni future.
L’F-35 rappresenta una sfida maggiore rispetto allo sviluppo di MDF per aeromobili legacy non solo a causa dell’aumento delle capacità avanzate, ma anche perché la politica del Governo degli Stati Uniti richiede che MDF sia sviluppato negli Stati Uniti.
Il primo membro italiano si è presentato a Eglin, AFB, nel 2017 e il team è cresciuto fino a otto membri, composti da personale dell’Aeronautica Militare e della Marina Militare Italiana.
In quel periodo, il team ha acquisito familiarità con le apparecchiature, i processi che supportano gli MDF dell’F-35 e infine ha imparato a operare all’interno del laboratorio di prova, il laboratorio di riprogrammazione della Norvegia Italia.
Con l’MDF completato, le Forze Armate Italiane lo caricheranno sugli aerei e lo testeranno sul campo e riporteranno le loro scoperte al team qui per continuare a migliorare i loro dati e i loro MDF.
Questo risultato segna anche una pietra miliare nel percorso della flotta italiana di F-35 verso la piena capacità operativa (FOC).
Fonte USAF
Foto Aeronautica Militare Italiana

