La Lituania ha annunciato un significativo aumento della spesa per la difesa, impegnandosi a destinare tra il 5% e il 6% del proprio Prodotto Interno Lordo (PIL) al settore militare entro il 2026.
Questa decisione è stata presa dal Consiglio di Difesa dello Stato, composto dai principali leader militari e politici del paese, in risposta alle crescenti preoccupazioni legate all’aggressione russa nella regione.
Attualmente, la Lituania destina poco più del 3% del suo PIL alla difesa.
L’aumento previsto rappresenta un passo storico, rendendo la Lituania il primo paese membro della NATO a impegnarsi formalmente per una spesa di difesa così elevata, superando l’obiettivo del 2% stabilito dall’alleanza.

Il presidente lituano Gitanas Nausėda ha dichiarato che questa mossa è essenziale per rafforzare le capacità di deterrenza del paese, sottolineando che, sebbene la possibilità di un’aggressione militare russa sia reale, non è imminente.
L’obiettivo è sviluppare una divisione nazionale pienamente operativa entro il 2030 e migliorare le infrastrutture militari, accelerando l’acquisizione di armamenti e, se necessario, effettuando pagamenti anticipati per le forniture.
Questa decisione si inserisce in un contesto più ampio in cui diversi membri della NATO stanno rivedendo i propri budget per la difesa. Paesi come la Polonia hanno già superato il 4% del PIL destinato alla difesa, mentre altri, come la Spagna, sono passati dall’1% nel 2022 all’1,5% attuale.
Tuttavia, per molte nazioni, raggiungere l’obiettivo del 5% potrebbe risultare irrealizzabile a causa di vincoli finanziari e costituzionali.
Il governo prevede di finanziare questo incremento attraverso un aumento del limite di indebitamento internazionale, riflettendo l’urgenza e la gravità della minaccia percepita.


