Lockheed Martin ha annunciato di essere stata selezionata dallo Space Systems Command della U.S. Space Force per sviluppare capacità a supporto del programma Space-Based Interceptor (SBI).

Tale selezione rappresenta un passo avanti verso la messa in campo degli elementi fondamentali di una soluzione integrata ed a più livelli per la difesa del territorio nazionale statunitense.
Questo contratto permette a Lockheed Martin di poter accelerare lo sviluppo, il collaudo e l’integrazione delle capacità SBI, fornendo un livello di ingaggio precoce che amplia la copertura, migliora la sopravvivenza e rafforza la deterrenza della US Space Force contro le minacce missilistiche emergenti.
Il sistema SBI di Lockheed Martin sfrutta l’ esperienza maturata dall’azienda con intercettori collaudati in combattimento come THAAD e PAC-3, nonché con l’intercettore di nuova generazione, i sistemi di attacco ipersonico ed i sistemi di allarme e tracciamento missilistico sviluppati.
Il risultato ottenuto è un livello aggiuntivo e precoce dello scudo multidominio ed a più livelli che protegge il territorio nazionale e le infrastrutture critiche statunitensi dalle minacce missilistiche in continua evoluzione.
Secondo Robert Lightfoot, Presidente di Lockheed Martin Space sarà realizzata una dimostrazione integrata dello scudo multidominio entro il 2028.
Lockheed Martin è una delle dodici società che si è aggiudicata i contratti di sviluppo del valore complessivo di 3,2 miliardi di dollari della capacità Space-Based Interceptor assegnati dallo Space Systems Command.
Gli Space-Based Interceptor
I cosiddetti Space-Based Interceptor (SBI) saranno sistemi d’arma innovativi di tipo orbitante, progettati per intercettare e distruggere missili balistici ed ipersonici mentre sono ancora in volo.
A differenza dei sistemi terrestri, gli SBI opereranno direttamente dallo Spazio per colpire i bersagli nelle fasi più vulnerabili, come durante la fase di spinta, riducendo drasticamente i tempi di reazione dell’avversario.
A tal fine, l’US Space Force vuole realizzare una costellazione in orbita terrestre bassa (Low Earth Orbit o LEO) che sia capace di neutralizzare minacce in fase di spinta, crociera o di rientro, prima che possano rilasciare testate (veicoli di rientro) od esche.
Fonte ed immagine credit @Lockheed Martin

