L’US Army denomina Cheyenne II il convertiplano MV-75

In occasione della conferenza annuale dell’Army Aviation Association of America, l’US Army ha presentato il suo nuovo velivolo d’assalto a lungo raggio, denominandolo MV-75 Cheyenne II.

Questo aeromobile sviluppato da Bell Textron, di medie dimensioni ed a decollo verticale, offre capacità superiori rispetto all’attuale flotta, permettendo di volare due volte più veloce ed oltre due volte più lontano rispetto gli elicotteri UH-60M Black Hawk oggi in servizio.

Le nuove caratteristiche del Cheyenne II consentiranno l’inserimento di unità a lungo raggio, migliorando l’evacuazione medica e le operazioni di assalto aereo su larga scala.

MV-75 Cheyenne II

L’MV-75, derivato dal dimostratore tecnologico V-280 Valor, è stato sviluppato nell’ambito del programma FLRAA (Future Long Range Assault Aircraft), per ottenere una piattaforma aerea in grado di operare in scenari moderni e contestati.

Il velivolo Multi-mission Vertical takeoff è sostenuto da un’infrastruttura digitale modulare e da sistemi aperti, che permette una rapida integrazione di nuove tecnologie ed una risposta più efficiente durante le crisi.

L’MV-75 è in grado di raggiungere velocità superiori a 500 km/h, circa il doppio del UH-60M e ha un’autonomia di oltre 1.700-2.000 km senza rifornimento.

Il convertiplano di Bell Textron ha una capacità di trasporto fino a 12-14 soldati completamente equipaggiati o, in alternativa, circa 4.500 kg di carico interno.

Eredità del Cheyenne I e futuro rivoluzionario

L’US Army ha condotto ricerche su oltre 500 tribù di nativi americani e ha notato che le qualità dell’MV-75 si allineano con le caratteristiche storiche delle tribù Cheyenne.

L’eredità del nome Cheyenne, già utilizzato per un elicottero d’attacco degli anni ’60 che non ebbe impiego operativo essendo rimasto a livello sperimentale, continua con questo nuovo aeromobile, l’MV-75 Cheyenne II, prima nuova piattaforma introdotta nell’inventario dell’US Army dal decennio degli anni ’80 dello scorso secolo e rappresenta un importante progresso tecnologico.

Questo aeromobile non solo aumenta la letalità, ma rivoluziona anche i processi di progettazione e costruzione degli aerei militari, il che rappresenta un notevole vantaggio per le Forze Armate, fornendo loro la versatilità necessaria per affrontare una vasta gamma di missioni.

Il velivolo ricorre ad un’architettura modulare aperta (MOSA) e ad un sistema Fly-by-Wire per facilitare futuri aggiornamenti e migliorare la manovrabilità in condizioni critiche tipicamente riscontrabili in operazioni.

A differenza del V-22 Osprey unico convertiplano militare in attività, il Cheyenne II nella fase di transizione dal volo ad ala rotante al volo ad ala fissa e viceversa ruota solo i rotori e non gli interi motori, riducendo la complessità meccanica ed i costi di manutenzione, aumentando al contempo la robustezza complessiva dell’aeromobile.

Fonte ed immagine credit @US Army

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