The Ford-class aircraft carrier USS Gerald R. Ford (CVN 78) and the Italian aircraft carrier ITS Cavour (CVH 550) transit the Atlantic Ocean March 20, 2021, marking the first time a Ford-class and Italian carrier have operated together underway. As part of the Italian Navy’s Ready for Operations (RFO) campaign for its flagship, Cavour is conducting sea trials in coordination with the F-35 Lightning II Joint Program Office’s Patuxent River Integrated Test Force to obtain official certification to safely operate the F-35B. Gerald R. Ford is conducting integrated carrier strike group operations during independent steaming event 17 as part of her post-delivery test and trials phase of operations.

L’US Navy conferma l’impegno a mantenere 11 portaerei e a proseguire con il programma classe Ford

La portaerei rimane il fulcro della capacità di proiezione della potenza marittima statunitense. È questo il messaggio ribadito dall’Air Boss, Vice Ammiraglio Daniel Cheever, comandante di Naval Air Forces e Naval Air Force Pacific, intervenuto durante un evento organizzato congiuntamente da CSIS e U.S. Naval Institute.

Siamo impegnati a mantenere il livello stabilito dal National Defense Authorization Act, con undici portaerei e nove gruppi aerei imbarcati ha affermato Cheever. “La portaerei è altamente simbolica, rappresenta l’America ed è una deterrenza visibile in qualsiasi parte del mondo. Quando una portaerei arriva in teatro, tutti ne percepiscono immediatamente la presenza, che equivale a disporre di una forza aerea superiore a quella di qualsiasi nazione.”

Le prossime classe Ford: Clinton e Bush

Il budget 2025 della Marina ha stanziato 612 milioni di dollari per l’acquisto del materiale della futura USS William J. Clinton (CVN-82), senza però confermare ancora un contratto pluriennale che includa anche la successiva USS George H.W. Bush (CVN-83). Secondo l’attuale calendario, la CVN-82 sarà acquistata nel 2030 con consegna prevista nel 2040, mentre la CVN-83 seguirà nel 2034 con consegna nel 2043.

Sono entusiasta per la 82 e la 83” ha sottolineato Cheever “perché rappresentano la continuità della classe Ford e ci porteranno a una flotta in cui la maggioranza delle portaerei sarà di nuova generazione.”

Le sfide della flotta

Nonostante la pianificazione di lungo periodo, la Marina affronta problemi concreti: la John F. Kennedy (CVN-79) ha subito un rinvio nella consegna, spostata dal 2025 al 2027 a causa delle difficoltà nell’integrazione dell’Advanced Arresting Gear e degli Advanced Weapons Elevators. Ritardi colpiscono anche la Enterprise (CVN-80), che non entrerà in servizio prima del 2030.

Il rischio è che, senza un’estensione della vita operativa di USS Nimitz (CVN-68) o USS Dwight D. Eisenhower (CVN-69), la flotta possa temporaneamente scendere a dieci unità, sotto la soglia imposta dal Congresso.

L’arrivo dell’MQ-25 Stingray

Un altro tassello fondamentale per il futuro delle operazioni imbarcate è l’introduzione del MQ-25A Stingray, il primo tanker senza pilota della Marina. Dopo anni di ritardi, il primo esemplare di produzione volerà quest’anno e inizierà i test di integrazione a bordo nel 2026, con la initial operational capability prevista per il 2027.

Lo Stingray sarà imbarcato inizialmente sulla USS George H.W. Bush (CVN-77) e rappresenterà il primo passo verso il manned-unmanned teaming, ossia la cooperazione tra velivoli con pilota e droni da combattimento di nuova generazione.

Immagino grandi piattaforme, con equipaggiati e non, che operano insieme durante una missione, integrando capacità e apprendendo in tempo realeha spiegato Cheever, sottolineando come lo Stingray possa aprire la strada all’impiego di futuri Collaborative Combat Aircraft.

La Marina intende acquisire 76 MQ-25A Stingray per un costo complessivo di circa 1,3 miliardi di dollari, a testimonianza di un investimento strutturale verso l’integrazione uomo-macchina.

Domanda crescente per i Carrier Strike Group

Parallelamente, la domanda operativa di Carrier Strike Group non mostra segni di rallentamento. Negli ultimi tre anni, ogni dispiegamento delle portaerei dalla East Coast è stato più volte esteso: inizialmente nel Mediterraneo come deterrenza, poi per le esigenze del CENTCOM dopo gli attacchi di Hamas in Israele e le offensive dei ribelli Houthi nel Mar Rosso.

Una cosa è certa: avremo sempre le portaerei. Esse rappresentano la garanzia di sicurezza aerea per il controllo del mare nel futuro ha concluso l’Air Boss.

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