domenica, Dicembre 4, 2022

L’US Navy ordina la produzione del MQ-25 Stingray

Il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti ha assegnato a Boeing un contratto di acquisizione anticipata a prezzo fisso del valore di 47,4 milioni di dollari per la produzione iniziale a basso ritmo e la consegna del lotto 1 di UAS MQ-25 Stingray per la Marina degli Stati Uniti. 

I lavori relativi questa commessa saranno eseguiti tra Stati Uniti e Canada e dovrebbero essere completati entro il mese di settembre del 2026.

I fondi fiscali per l’approvvigionamento di aeromobili (Marina) 2022 per un importo di 47,4 milioni di dollari saranno obbligatori al momento dell’aggiudicazione, nessuno dei quali scadrà alla fine dell’anno fiscale in corso. 

Il Naval Air Systems Command di Patuxent River nel Maryland è la stazione appaltante di riferimento.

La Marina Statunitense ha in programma l’acquisto di 72 MQ-25 di serie che dovrebbero raggiungere la Capacità Operativa Iniziale (IOC) entro la fine del 2025.

Il velivolo a pilotaggio remoto MQ-25 Stingray è destinato ad impieghi imbarcati per il rifornimento in volo dei caccia bombardieri F/A-18F Super Hornet, F-35C Lightning II, EA-18G Growler per soppressione delle difese aeree e guerra elettronica nonché dei velivoli di sorveglianza radar ed allarme precoce E-2D Advanced Hawkeye.

L’impiego degli MQ-25 come rifornitore permetterà di aumentare il numero di F/A-18E/F disponibili per missioni di combattimento, riducendo la quota di Super Hornet destinati al supporto dei velivoli configurati per missioni di difesa aerea e di attacco.

Peraltro, la Marina degli Stati Uniti, conscia delle possibilità offerte dalla piattaforma MQ-25, ha in corso il programma per estendere le capacità degli Stingray a compiti ISR (Intelligence, Sorveglianza e Ricognizione), dotando il velivolo di apposite suite avioniche ed elettroniche per svolgere queste missioni.

Lo Stingray configurato per missioni ISR aumenterà in modo esponenziale la capacità di sorveglianza in tempo reale dei Carrier Strike Group oltre la linea del orizzonte (OTH), grazie ai collegamenti protetti via data link tra la portaerei e velivolo.

Foto U.S. Navy/ Mass Communication Specialist 3rd Class Hillary Becke

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