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M-346 FA per la Nigeria?

La stampa africana riporta la notizia dell’avvenuta conclusione del contratto tra la Nigeria e Leonardo per l’acquisto da parte della Nigerian Air Force (NAF) di 24 velivoli da combattimento leggero/addestramento avanzato M-346 FA (Fighter Attack) nell’ambito di un contratto il cui valore stimato è di 1,2 mld di euro.

A supporto della notizia vi è la conferma da parte del responsabile della comunicazione della NAF che ha asseverato le indiscrezioni circolate nei mesi scorsi che, più volte, hanno dato conclusa positivamente la trattativa.

Inoltre, l’acquisto di questi velivoli è indicato nei documenti ufficiali della NAF nell’ambito della programmazione con le risorse necessarie già autorizzate.

Sostituzione del vecchio Alpha Jet

I velivoli inizieranno ad essere consegnati nel 2024 e sostituiranno i vecchi Alpha Jet impiegati nel duplice ruolo di velivoli d’attacco leggero ed addestratori avanzati.

Tra i due velivoli c’è un abisso tecnologico; l’Alpha Jet è un velivolo d’addestramento degli anni Settanta prestato a compiti operativi ormai giunto alla fine della vita operativa, mentre l’M-346 FA è un vero e proprio caccia bombardiere da attacco leggero, “leggero” solo per la quantità di carico bellico trasportato in termini di tonnellaggio utile, peraltro, superiore alle due tonnellate.

Infatti, il velivolo italiano è dotato di un radar multimode Grifo-346 con antenna ottimizzata, IFF incorporato, con capacità di tracciare dieci bersagli in modalità Track-While-Scan, e capacità Syntethic Aperture Radar (SAR) con risoluzione di meno di un metro.

Il Grifo-346 ha modalità Aria-Aria, Air Combat, e per la navigazione. Tra le capacità, oltre la già indicata modalità SAR, rientrano l’Inverted SAR, il Ground Moving Target Indicator on SAR ed il Sea Moving Target Track.

Il velivolo dispone di una suite di livello avanzato per comunicazioni net-centriche comprendente un sistema di comunicazioni sicure e un data link tattico (TDL)  e di un sistema di autoprotezione estremamente completo (DASS – Defensive Aids Sub-System). Il DASS comprende un Radar Warning Receiver (RWR), un Missile Approach Warning System (MAWS) ed un Chaff & Flare Dispenser (CFD).

Inoltre, sono disponibili un sistema di presentazione dati integrato nel casco del pilota (HMD) ed i comandi vocali.

Capacità di carico

L’M-346 FA è dotato di sette punti di attacco esterni per ampia tipologia di carichi, che rendono il velivolo in grado di svolgere missioni multiruolo; l’interfaccia dei carichi esterni è conforme a MIL STD-17 ed il velivolo è dotato di MIL-STD-1553B armament Bus Control.

Possono essere impiegai i pod Litening per il laser targeting ed il RecceLite per la ricognizione e sorveglianza (RECCE) entrambi di Rafael Advanced Defence Systems. Per aumentare le capacità di guerra elettronica è installabile al travetto centrale, sotto la fusoliera, un pod ECM. E’ possibile installare un pod con cannone al travetto centrale di fusoliera anche per missioni di Slow Mover Intercept oltre che di supporto fuoco a terra.

L’armamento avanzato aria suolo comprende le bombe a guida laser GBU-12 e 16 Paveway II, Lizard 4 e TEBER (250 lb) LGB, bombe a guida GPS JDAM GBU-38 e 32 nonché Lizard 2 a guida GPS/LGB e GBU-49 per missioni di Battlefield Air Interdiction (BAI) e di Close Air Support (CAS).

Altri carichi di munizionamento avanzato prevedono le Small Diameter Bomb (SDB) e SPICE (250 lb) EO/GPS per missioni . In futuro dovrebbe essere integrato anche il missile anti-nave MBDA Marte ER per operazioni Tactical Air Support for Maritime Operations (TASMO).

Sono impiegabili anche missili aria-suolo come i Brimstone nonché razzi a guida laser per attacchi di precisione.

A livello aria-aria per le missioni di Air Policing/Homeland Defence, oltre i missili AIM-9L/M, sono impiegabili gli IRIS-T nonché anche missili aria-aria a medio raggio.

Sono trasportabili tre serbatoi per carburante aggiuntivi da 630 litri di capacità per aumentare il raggio d’azione e/o autonomia di trasferimento in aggiunta alla capacità di rifornimento in volo grazie all’apposita sonda installata.

Foto @Leonardo

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