Recentemente, in Francia il gruppo MBDA ha riavviato la produzione dei Missile de Croisière Naval (MdCN) per soddisfare le richieste della Marine Nationale e di potenziali clienti del sistema.

Il riavvio della produzione avviene dopo cinque anni che era stata terminata la produzione, avendo concluso a quel tempo le commesse.
La Legge di Programmazione 2024-2030 e l’interesse greco
La richiesta di nuovi MdCN è contemplata dalla Legge di Programmazione militare 2024-2026 che prevede l’acquisto di questi sistemi per rafforzare la capacità francese di colpire con precisione a lunga distanza bersagli terrestri da parte di navi di superficie, le FREMM FR con i VLS Sylver A70, ed i sottomarini d’attacco a propulsione nucleare (SNA) di classe Suffren.
All’acquisto del MdCN è interessata anche la Grecia che vuole dotare di questo missile le sue nuove fregate, in particolare le prossime FREMM IT ora in servizio con la Marina Militare.
Anche l’Italia ha mostrato interesse all’adozione di questo sistema per potenziare le capacità di deep strike a lungo raggio.
Essendo trascorsi diversi anni dalla ripresa della produzione, MBDA ha provveduto ad eliminare le obsolescenze fin qui maturate ed a sostituire le componenti non più prodotte, rendendolo più resistente alle contromisure, in particolar modo al jamming dei sistemi satellitari GPS e Galileo.
Caratteristiche del MdCN
Il MdCN è un missile da crociera del peso totale di circa 1.400 kg, con lunghezza di 6,5 metri circa e diametro di 500 mm che lo rende idoneo al lancio da parte dei tubi lanciasiluri da 533 dei sottomarini, dotato di una testata esplosiva del peso compreso tra i 250 ed i 300 kg.
La propulsione è affidata ad un motore a turbogetto Safran Microturbo TR50 che consente al MdCN di mantenere un’alta velocità subsonica (Mach 0,8) ed una portata di circa 1.000 km con il lancio da parte dei sottomarini che diventano circa 1.300 km allorquando lanciato da navi di superficie.
Il missile ha un sistema di guida INS/GPS-Galileo con capacità TERPROM, un radar altimetrico in grado di confrontare il terreno sottostante con una mappa digitale pre caricata; nella fase finale d’attacco si attiva il sensore ad immagini infrarossi (IIR) che consente di identificare con esattezza il bersaglio consentendo la massima precisione.
Foto credit @Marine Nationale


