MBT Altay, la Turchia chiede aiuto (di nuovo) alla Corea del Sud

Il carro armato Altay è uno dei prodotti di maggiore vanto per l’industria turca dato che si tratta del primo MBT (Main Battle Tank) di produzione indigena.

Il problema è che sia per lo sviluppo che per diverse componenti i turchi hanno dovuto fare affidamento a industrie straniere.

L’Otokar, azienda produttrice del carro armato attraverso il consorzio BMC, si è dovuta avvalere del supporto della sud coreana Hyunday Rotem ed infatti alcune soluzioni presenti nel K2 Black Panther sono presenti anche nell’Altay.

La Germania, che attraverso l’MTU, fornisce i motori diesel per il nuovo carro armato da battaglia Altay ha interrotto le forniture dopo appena quattro unità propulsive consegnate.

Anche la trasmissione dell’Atlay è di produzione tedesca, della RENK, e le consegne sono state, al momento, posticipate.

Ne consegue che la data di inizio della produzione in serie e il conseguente ingresso in servizio è stata più volte posticipata.

Secondo quanto riferito da una fonte vicina al programma a DefenseNews, la BMC sarebbe in trattativa con la Hyundai Rotem per superare i problemi che affliggono il carro armato e cercare di recuperare i ritardi accumulati.

Attraverso la Hyundai Rotem la BMC starebbe dialogando con altre due aziende sud coreane per ottenere i componenti “mancanti”.

Il primo è il Gruppo Doosan che produce, tra le tante attività, sistemi di propulsione mentre la seconda è la S&T Dynamics che invece si occupa di trasmissioni.

Proprio quello che servirebbe ai turchi per arrivare alla produzione dell’Altay senza aspettare tempi biblici per uno sviluppo indigeno.

La verità è che i problemi potrebbero non essere finiti.

K2 Black Panther

I problemi turchi sono gli stessi che si sono presentati ai sudcoreani durante lo sviluppo e produzione del K2 Black Panther.

L’MBT di Seul infatti ha accumulato diverso ritardo per problemi a motore (Doosan) e trasmissione (S&T Dynamics) a partire dal suo ingresso in servizio nel 2014.

I sudcoreani hanno quindi scelto un percorso “conservativo” iniziando la produzione in serie con un motore tedesco MTU e trasmissione RENK per il primo lotto passando poi per un motore indigeno della Doosan accoppiato sempre ad una trasmissione RENK per il secondo lotto.

Forse, se passerà i test di rito, per il terzo lotto anche la trasmissione sarà sudcoreana. In questo modo, seppur logisticamente non sia proprio una cosa ideale, si è riusciti a evitare un ulteriore dilatazione dei tempi consentendo di mettere il carro sul “campo”.

Il fatto è che i rapporti tra Berlino e Seul sono “cordiali” mentre nei confronti della Turchia la Germania ha applicato diverse limitazioni all’esportazione.

Anche un eventuale supporto francese può dirsi tramontato tenendo conto dell’evoluzione geopolitica nel Mediterraneo Orientale.

Immagini: BMC

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