In Grecia, nell’ambito del piano di ammodernamento e potenziamento delle FF.AA., noto come “Scudo d’Achille”, è stato approvato il programma di acquisto dei mezzi ibridi sommergibili per operazioni speciali VICTA.

In particolare, saranno acquistati dieci di questi battelli ibridi, capaci di navigare ad alta velocità in superficie come un motoscafo e di immergersi, per avvicinare in modo discreto e furtivo gli operatori delle Forze Speciali agli obiettivi designati.
Secondo quanto approvato dal KYSEA, il Consiglio di Sicurezza Nazionale Ellenico, sei esemplari saranno assegnati al Comando della Guerra Speciale (SWC) dello Stato Maggiore della Difesa Nazionale greca e le restanti quattro unità saranno date in dotazione al Comando di Demolizione Subacquea (UDC) della Marina Militare Ellenica.
Il programma prevede l’ampia partecipazione dell’industria navale greca, in particolare i Cantieri Navali Skaramangas, che sarà chiamata a realizzare otto di queste unità a seguito del completamento e consegna dei due primi esemplari da parte della britannica SubSea Craft che progetta e realizza l’imbarcazione ibrida.
Caratteristiche del VICTA
Il VICTA disloca a pieno carico 9,3 tonnellate, ha una lunghezza di 11,95 metri, larghezza di 2,3 metri ed un pescaggio in superficie di 0,6 metri.

Tali contenute dimensioni e peso estremante limitato consentono il trasporto marittimo del VICTA all’interno di container standard ISO, per via terrestre su rimorchio o per via aerea con velivoli della classe C-130.
L’imbarcazione è costruita in materiale composito in fibra di carbonio nero opaco con nucleo in schiuma Diab.
L’equipaggio è composto da due elementi, pilota e navigatore, e la squadra trasportata è di sei operatori delle Forze Speciali con le loro dotazioni.
Allorquando il VICTA si immerge, l’abitacolo si allaga completamente e gli operatori respirano tramite un sistema integrato di supporto vitale a circuito aperto con autonomia di 4 ore, senza dover intaccare l’ossigeno delle proprie bombole o rebreather personali.
Propulsione e controllo
Per un mezzo del genere è particolarmente articolato il sistema di propulsione; infatti, per la navigazione in superficie è in uso un motore diesel personalizzato Seatek da 725 cv accoppiato a idrogetti Kamewa (Kongsberg) che spinge il VICTA fino ad una velocità massima di 40 nodi ed un’autonomia di 250 miglia nautiche a velocità di crociera; in immersione entrano in funzione i motori elettrici Twin Marine Propulsion da 20 kW alimentati da pacchi batteria agli ioni di litio SubCtech che permettono di raggiungere una velocità di 6 nodi, con spunti di velocità massima di 8 nodi, ed un’autonomia di 25 miglia nautiche.

Il tempo della transizione dalla navigazione di superficie all’immersione, particolarmente critico perché espone il battello, l’equipaggio e la squadra degli operatori all’eventuale offesa nemica, è estremamante limitato, attestandosi nell’ordine di 2 minuti; una volta immerso, il VICTA può scendere fino ad un massimo di 30 metri di profondità.
Per il controllo e le manovre del VICTA, SubSea Craft ha fatto ricorso alle tecnologie aeronautiche adottando una guida di tipo “fly by wire”, con un sistema di controllo digitale sviluppato da SCISYS in grado di gestire sia la navigazione piana che i piani idrodinamici verticali e di coda per il controllo del beccheggio e del rollio. Il pilota del VICTA utilizza gli stessi identici comandi, sia per la navigazione in superficie che in immersione.
Per il controllo millimetrico della profondità a bassa velocità il VICTA ha disposizione quattro propulsori verticali di tipo Copenhagen.
Foto @SubSea Craft


