L’Army Contracting Command, con sede presso il Redstone Arsenal in Alabama, ha aggiudicato a Lockheed Martin un contratto del valore di 4,761 miliardi di dollari per la produzione di missili PAC-3 Missile Segment Enhancement (MSE), relativi componenti hardware e servizi annessi.

I lavori di questa commessa saranno eseguiti in diverse località degli Stati Uniti e saranno completati entro il 30 giugno 2030.
Il contratto riguarda solo in parte le Forze Armate Statunitensi, circa 265 milioni di dollari dei fondi dell’US Army; gran parte è destinata ai clienti di vendite militari estere (FMS) per l’anno fiscale 2026 per un importo di 4,496 miliardi dollari.
Per avere un termine di paragone, nel settembre dello scorso anno l’US Army aveva aggiudicato a Lockheed Martin un contratto del valore di 9,8 miliardi di dollari per la produzione di 1.970 intercettori Patriot PAC-3 MSE.
Caratteristiche del PAC-3 MSE
Il PAC-3 MSE non impiega testate esplosive ma ricorre all’impatto cinetico, cd. Hit to Kill, per ingaggiare ed abbattere il bersaglio ed è in grado di affrontare missili balistici, missili da crociera, missili ipersonici e minacce aeree.
Il missile è spinto da un motore a razzo solido a doppio impulso, che consente di gestire l’energia in modo più efficiente, aumentando significativamente sia la gittata che l’altitudine operativa di ingaggio; è accreditato di capacità di intercettare missili balistici e veicoli di rientro ipersonici a quote comprese tra 45.000 ed i 60.000 metri.
Nei confronti dei bersagli aerei il PAC-3 MSE ha una gittata di oltre 60 chilometri che divengono 35-50 per l’ingaggio di missili balistici; l’altitudine raggiungibile varia a seconda del bersaglio affrontato.
Il missile raggiunge una velocità superiore a Mach 5, quindi, ampiamente ipersonica ed ha capacità di eseguire manovre complesse grazie alle superfici di controllo ed agli Attitude Control Motors di cui è dotato che ne influenzano la spinta aerodinamica e gli conferiscono la capacità “Hit to Kill“.
Fonte US Department of War e Lockheed Martin
Foto credit @Lockheed Martin


