giovedì, Ottobre 21, 2021

Munizioni loitering per i Paesi Bassi

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Il Ministero della Difesa ha informato il Parlamento dell’intenzione di avviare un programma di acquisto di Loitering Munitions. 

La Difesa dei Paesi Bassi ha programmato l’acquisto di quattro sistemi di lancio, oltre il possibile acquisto delle testate, prevedendo una spesa compresa tra i 25 ed i 100 milioni di euro, con consegne previste per il 2023.

Loitering Munition

Si tratta di velivoli a pilotaggio remoto, dotati di carica esplosiva che, identificato il bersaglio grazie al sensore di osservazione, si lanciano contro bersagli con attacchi di alta precisione. La munizione loitering ha un duplice vantaggio; può essere impiegata come uav di ricognizione e sorveglianza, e può sempre essere richiamata dal operatore, grazie al sistema di controllo, con la carica esplosiva disattivata per essere re-impiegata.

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Altro vantaggio è la possibilità di impiegare questi sistemi per attaccare le difese radar ed antiaeree, grazie alla possibilità di rimanere in volo con discreta autonomia (“bighellonare”) nell’area interessata, fin quando siano attivati i sistemi della difesa antiaerea (in Siria i Pantsir in dotazione all’esercito siriano più volte sono stati ingaggiati e distrutti da droni/munizioni israeliani) per poi colpirli.

Oltre l’impiego contro difese contraeree, tali droni/munizioni possono essere impiegati contro bersagli corazzati e blindati, sistemi d’artiglieria, veicoli e posti comando, ed anche contro postazioni di fanteria grazie alla possibilità di regolare la testata per vari tipi di attacco.

Impiego in Medio Oriente e Nagorno-Karabakh

Di questi sistemi, definiti in gergo “kamikaze” si è visto largo impiego da parte di Israele nelle operazioni lungo i confini siriani-libici, con Hezbollah ed altri gruppi che si sono rapidamente dotati di questa tecnologia. Le munizioni loitering si sono viste in azione recentemente in massa nel conflitto del Nagorno-Karabakh che ha visto confrontarsi duramente Azerbajian ed Armenia per il controllo della regione. In questa occasione, soprattutto da parte azera, si è fatto largo ricorso a questi sistemi di origine israeliana, con perdite elevate subite dalle forze sostenute dall’Armenia anche per la scarsa o inefficiente difesa contraerea messa in campo.

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Anche nel conflitto libico si è registrato l’impiego limitato di questi sistemi; più ampio utilizzo se ne è fatto nello Yemen, da cui sono stati lanciati dagli Houthi attacchi “suicidi” con questi droni/munizioni che hanno preso di mira gli impianti petroliferi sauditi.

Ulteriore impiego si è avuto nell’area del Kashmir, contesa tra India e Pakistan, dove le forze armate di Nuova Delhi sono ricorse a droni/munizioni per condurre attacchi di precisione contro postazioni pakistane e contro obiettivi dei separatisti.


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