martedì, Luglio 27, 2021

NATO – Russia intensa attività di difesa aerea nel 2020

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C’è una media di circa 30.000 movimenti aerei al giorno nello spazio aereo europeo, rendendolo uno degli spazi più trafficati al mondo. Tutti gli aerei che volano all’interno o si avvicinano allo spazio aereo europeo della NATO non identificati creano un ambiente non sicuro.

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Se un aereo rilevato dal radar non sta utilizzando il suo transponder o non è in contatto radio con il controllo del traffico aereo civile o non ha presentato un piano di volo, è segnalato ad uno dei due Centri di operazioni aeree combinate della NATO.

Lo scramble NATO

L’ordine di decollo immediato – in gergo tecnico scramble (decollo di un caccia per intercettare ed identificare un aereo sconosciuto) è impartito dal CAOC (Combined Air Operation Centre) l’ente della NATO responsabile del servizio di sorveglianza dello spazio aereo nell’area.

Il CAOC di Uedem, in Germania è il comando NATO che controlla lo spazio aereo dell’Alleanza a nord delle Alpi. Lo spazio aereo a sud delle Alpi è di competenza del CAOC di Torrejon, Spagna.

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In Europa, ci sono circa 40 radar di sorveglianza aerea e hub di segnalazione, e circa 60 jet di vari stati membri pronti ad intervenire come forza di risposta rapida.

Nel 2020, in questo spazio, gli aerei della NATO hanno dovuto effettuare lo scramble più di 400 volte, soprattutto per controllare gli aerei russi che volavano senza preavviso nelle vicinanze dello spazio aereo alleato.

In una dichiarazione la portavoce della NATO, Oana Lungescu, fa sapere che “negli ultimi anni, c’è stato un aumento del livello di attività aerea militare russa vicino ai confini dell’Alleanza“. Circa il 90% degli scramble effettuati erano collegati ad aerei militari russi, in leggero aumento rispetto all’anno precedente.

Una protesta frequente della NATO è che i militari russi spesso volano senza transponder o piani di volo, il che li rende invisibili ai controllori del traffico aereo civile e rappresenta un rischio per gli aerei di linea civili.

I funzionari della NATO hanno affermato in passato che molte delle intercettazioni consistono in controlli di routine sugli aerei che volano da e verso l’enclave russa di Kaliningrad (tra Polonia e Lituania sulla costa baltica). Generalmente, le intercettazioni avvengono senza incidenti mentre gli aerei della NATO decollano per identificare l’aereo in avvicinamento e scortarlo fuori dall’area. Tuttavia, ad agosto, la NATO ha accusato un caccia russo, decollato da Kaliningrad, di “violazione significativa” poiché ha seguito un bombardiere statunitense B-52 nello spazio aereo danese. Mosca ha negato l’accusa, sostenendo che il suo caccia è rimasto nello spazio aereo internazionale.

L’Alleanza ha lanciato la sua missione di air policing nei Paesi Baltici nel 2004 e, da allora, ha istituito missioni simili nei Balcani e in Islanda.

L’Air Policing è una capacità di cui si è dotata la NATO, a partire dalla metà degli anni cinquanta, e consiste nell’integrazione in un  sistema di difesa aerea e missilistico messo a disposizione dei Paesi membri della NATO.

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L’Italia partecipa all’attività di Air Policing della NATO in Lituania ed in Islanda.

Sarebbero in corso, attualmente, colloqui per espandere la missione di polizia aerea per includere la Macedonia del Nord, l’ultimo Paese ad aggiungersi all’Alleanza.

Gli scramble russi

Naturalmente, anche i russi hanno eseguito numerosi scramble nei confronti di aerei della NATO.

Nel mese di settembre 2020, secondo quanto riportato dalla TASS, il Centro di controllo della difesa nazionale russo ha ordinato il decollo di un jet da combattimento russo Su-27 per intercettare gli aerei di pattuglia statunitensi e tedeschi in rotta di avvicinamento al confine russo sul Mar Baltico.

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La settimana precedente caccia russi erano decollati sei volte per prevenire violazioni dei confini russi. Secondo il quotidiano Krasnaya Zvezda, la settimana precedente erano stati osservati 43 aerei da ricognizione stranieri e sei droni da ricognizione vicino ai confini russi. Tutti movimenti aerei rilevati dai radar russi.

Il Capo di Stato Maggiore delle Forze Armate russe Valery Gerasimov in un briefing, dopo il completamento delle esercitazioni militari Kavkaz-2020, aveva dichiarato che gli Stati Uniti e altri paesi della NATO avevano condotto attività militari a circa 20-30 chilometri dal confine russo citando come esempio i voli di aerei della NATO e la presenza delle forze navali della NATO nel Mar di Barents, Mar Baltico e Mar Nero.

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Il 4 settembre i radar russi avevano rilevato tre bombardieri strategici B-52H dell’USAF in avvicinamento allo spazio aereo sovrano della Russia. Otto jet da combattimento russi del distretto militare meridionale erano stati lanciati per intercettare tre bombardieri strategici statunitensi sul Mar Nero.

Il Centro di controllo della difesa nazionale russo, alla fine del mese di novembre scorso, riferiva di un caccia russo Sukhoi Su-27 che aveva effettuato uno scramble per intercettare il velivolo da ricognizione RC-135 dell’aviazione americana sul Mar Nero.

I rapporti tesi tra NATO e Russia

Il Col. Gen. Sergei Rudskoi dello Stato maggiore russo, nel mese di giugno dello scorso anno, durante un briefing sul livello delle attività della NATO vicino ai confini russi aveva dichiarato “attribuiamo un’importanza fondamentale all’attuazione pratica dell’iniziativa sull’uso reciproco dei transponder durante il volo di aerei da combattimento nel Baltico”. “Attendiamo con impazienza la disponibilità dei paesi NATO per decisioni concrete su questo tema”. Rudskoi aveva aggiunto, che Mosca è aperta a colloqui per negoziare distanze minime e regole di comunicazione durante gli incontri di navi militari e aerei militari appartenenti alla Russia e all’Alleanza.

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Inoltre, lo stesso aveva accusato che sempre più voli dell’intelligence statunitense vicino alle basi russe in Siria stavano violando i precedenti accordi tra Mosca e Washington per evitare incidenti in volo.

Le relazioni NATO – Russia sono iniziate dopo la fine della Guerra Fredda, quando la Russia è entrata a far parte del North Atlantic Cooperation Council (1991). Questo forum di dialogo è stato sostituito nel 1997 dal Euro-Atlantic Partnership Council, che riunisce tutti gli alleati e i paesi partner dell’area euro-atlantica. La cooperazione pratica è iniziata dopo che la Russia ha aderito al programma Partenariato per la pace (1994) e ha dispiegato forze di pace a sostegno delle operazioni di sostegno alla pace a guida NATO nei Balcani occidentali alla fine degli anni ’90.

L’Atto Istitutivo NATO-Russia del 1997 ha fornito la base formale per le relazioni bilaterali. Il dialogo e la cooperazione sono stati rafforzati nel 2002 con l’istituzione del Consiglio NATO-Russia (NRC) che funge da forum per la consultazione sulle attuali questioni di sicurezza e per dirigere la cooperazione pratica in un’ampia gamma di settori.

L’azione militare della Russia in Georgia nell’agosto 2008 ha portato alla sospensione delle riunioni formali del NRC e della cooperazione in alcune aree, fino alla primavera del 2009.

Dall’aprile 2014 tutta la cooperazione civile e militare concreta con la Russia nel quadro del NRC è stata sospesa, in risposta all’intervento militare della Russia e alle azioni aggressive in Ucraina, e alla sua annessione della Crimea.

Tuttavia, i canali di comunicazione politica e militare rimangono aperti per lo scambio di informazioni su questioni che destano preoccupazione, ridurre i malintesi e aumentare la prevedibilità.

Foto via Social Network

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