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Pictured are F-35B Lightning Jets embarked on HMS Queen Elizabeth for the first Carrier Sea Training.Pilots, engineers, cyberspace and mission support staff from 617 Squadron, the UK’s operational strike squadron, embarked the carrier during a quick stop in Portsmouth for supplies before the aircraft themselves landed on board.The event marked the first time 617 Squadron – famously known as the Dambusters –fully joined HMS Queen Elizabeth as the UK prepared to deploy the next generation squadron of fighter aircraft to operate from the sea.The F-35 jets that landed on board will be the same aircraft that will sail in 2021 with the ship for her maiden Global Carrier Strike Group 21 deployment.

Navi supporto multiruolo e novità per la Royal Navy

Attualmente, il Regno Unito è impegnato nel più grande programma di costruzioni navali dai tempi della Guerra Fredda, al termine del quale la Royal otterrà 25 nuove unità tra navi di superficie e sottomarini, e con l’annunciato lancio del programma relativo a sei Multi Role Support Ships (MRSS) che prenderanno il posto delle due LPD classe Albion, delle tre LSD classe Bay e della nave supporto Argus.

La costruzione di un così elevato numero di unità è stato possibile da parte dell’aumento della spesa per la difesa del Paese e dalla situazione in cui versa la Royal Navy, con una buona parte delle linee operative da sostituire per raggiunti limiti di età e per obsolescenze tecniche ed operative non più gestibili.

Al momento, in cantiere vi sono 25 nuove navi e sottomarini in fase di progettazione o costruzione per la Royal Navy. Tra queste, 22 navi sono già nel processo di sviluppo, mentre le restanti sei sono destinate ai Royal Marines. Il Governo si è impegnato a realizzare un massimo di sei nuove navi versatili per i Royal Marines e per compiti ausiliari per sostituire le due unità da trasporto ed assalto anfibio (LPD) Albion e Bulwark più la veterana Argus della Royal Fleet Auxiliary che più volte ha operato come portaelicotteri d’assalto anfibio al posto della Ocean radiata e venduta al Brasile, nonostante sia un’unità nata per altri compiti, e delle unità LSD (Landing Ship Dock) classe Bay, peraltro, entrate in servizio tra il 2006 ed il 2007.

Le caratteristiche delle Multi Role Support Ships (MRSS)

Le MRSS saranno navi estremamente versatili, in grado di schierarsi in una più ampia varietà di operazioni e progettate per trasportare veicoli, aeromobili, mezzi di inserimento e un’ampia gamma di sistemi senza equipaggio per missioni complicate. Saranno anche in grado di fungere da navi ospedale, fornendo assistenza medica urgente alle forze britanniche ovunque queste siano schierate.

L’adattabilità e la flessibilità saranno fondamentali per la progettazione della nave di supporto multiruolo, così come l’interoperabilità con gli Alleati della NATO. 

Le navi ed i sottomarini in costruzione

Le navi di superficie in costruzione sono otto fregate Type 23 che avranno come missione primaria la guerra antisommergibile e cinque fregate Type 31 che, invece, avranno molteplici compiti; per i sottomarini vi è in corso la conclusione del programma Astute con l’allestimento di sette SSN ed è stato avviato il programma Dreadnought teso alla sostituzione dei battelli lanciamissili classe Vanguard con quattro nuovi SSBN, nonché un XLUUV (Extra Large Uncrewed Underwater Vehicle) appartenente al progetto CETUS. Più in là si guarda al programma AUKUS SSN per lo sviluppo e costruzione di SSN di nuova generazione con Australia e Stati Uniti.

Inoltre, è stato annunciato che le nuove navi saranno equipaggiate con missili da attacco terrestre per colpire obiettivi a terra, incrementando le capacità fornite oggi dai Tomahawk imbarcati a bordo degli SSN classe Astute e dagli F-35B che operano a bordo delle due portaerei classe Queen Elizabeth.

In particolare, le Type 26 e Type 31 saranno dotate di lanciatori verticali VLS Mk 41 che potranno lanciare il missile FCASW ora in fase di sviluppo da parte di MBDA.

I programmi per la Royal Fleet Auxiliary

Inoltre, è stata immessa in linea la RFA Proteus per la sorveglianza delle infrastrutture subacquee che sarà affiancata da una seconda unità di nuova costruzione, oltre la RFA Stirling Castle a cui sono affidati i compiti di nave comando e di prove di tecnologia nel settore contromisure mine.

Nel settore delle unità ausiliarie è stata avviata la progettazione e costruzione dei nuovi rifornitori di squadra che saranno realizzati in tre esemplari dal consorzio Team Resolute.

Il ritiro delle fregate Type 23

Ma se questi sono i programmi impostati, in atto e/o in fase conclusiva, la dura realtà impone alla Royal Navy, con una flotta di superficie sempre più assottigliata, di ritirare un paio di fregate Type 23 per le quali era stato disposto il programma di prolungamento della vita operativa, successivamente abbandonato per i costi e per lo stato delle navi in questione; la HMS Argyll è stata venduta a BAE Systems e sarà utilizzata nel settore della costruzione navale del Regno Unito, supportando la formazione degli apprendisti in linea con l’agenda del Governo per il potenziamento delle competenze e della capacità di costruzione navale, mentre l’HMS Westminster sarà dismessa e smantellata.

Per le stesse Albion vi è stato una sorta di “balletto” con annunci contrastanti con soluzioni che spaziavano tra un ritiro immediato, riserva con prontezza operativa ridotta e mantenimento di piene capacità nonché tentativi malcelati di piazzare almeno una delle due unità all’Estero. Ufficialmente in occasione della  First Sea Lord’s Sea Power Conference 2024 in corso a Londra è stato dichiarato che le due unità rimarranno in servizio fino al 2033/2034.

Il problema per la Royal Navy è far fronte alle esigenze su scala globale con una flotta sempre più ridotta e con i programmi di ammodernamento in corso od appena impostati, con una Cina sempre più potenza aeronavale (la 3a portaerei, la prima dotata di catapulte elettromagnetiche, ha appena iniziato le prove in mare) e con la partita in atto con la Russia, oltre rispondere a crisi tipo quelle in corso nel Levante del Mediterraneo e nel Mar Rosso che assorbono navi, uomini e risorse senza soluzione di continuità.

Foto @Royal Navy/UK MoD

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