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Nel Regno Unito fallisce nuovamente il lancio del missile balistico Trident II D5

Non si placano le polemiche nel Regno Unito a seguito del nuovo fallimento registrato nel lancio di prova di un missile balistico Trident II D5 da parte del sottomarino HMS Vanguard a largo della costa degli Stati Uniti.

Il fallimento ha avuto il massimo della risonanza da parte della stampa britannica perché a bordo del HMS Vanguard vi erano il Segretario alla Difesa Grant Shapps ed il capo di Stato Maggiore della Royal Navy per assistere all’importante prova.

Il test mancato si è svolto nelle gelide acque atlantiche a largo degli Stati Uniti lo scorso 30 gennaio; il missile avrebbe dovuto coprire più di cinquemila chilometri di distanza per colpire il bersaglio simulato, ma in realtà il lancio è abortito poco dopo l’uscita dal sottomarino in immersione per un inaspettato malfunzionamento su cui è stata aperta un’inchiesta.

Questo è il secondo lancio non riuscito; il precedente era occorso circa otto anni fa all’HMS Vengeance; anche in quel caso il missile ebbe problemi e finì la sua corsa prematuramente in mare.

Come detto, non mancano le polemiche nel Regno Unito anche a causa degli elevati costi sostenuti per i lanci di prova (senza testata nucleare ovviamente) perché la spesa per ogni esercitazione del genere si aggira ad oltre 17 milioni di sterline e, pertanto, sono assai limitate, preparate e programmate nel tempo.

La Difesa britannica, messa alle strette, ha ammesso che si è registrata un’anomalia ma ha voluto elogiare comunque il comportamento tenuto dall’equipaggio del HMS Vanguard che ha ben operato durante l’esercitazione ed a ribadire l’efficienza del sistema d’arma Trident II D5 schierato a bordo degli SSBN della US Navy e della Royal Navy.

Foto @U.S. Navy/Mass Communication Specialist 3rd Class Kevin Tang

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